…Con tutto il cuore…

Tutto finirà all’imbrunire di un giovedì, allorquando in un catino, e con una brocca, verranno lavati dei piedi.

Questa nostra ennesima Quaresima, però, è agli albori. Il cammino comincia con della cenere che va a posizionarsi sul capo.

E così, quando oramai le tenebre han preso il sopravvento sulla Reggio nata alla fede con la predicazione dell’Apostolo Paolo, nella Chiesa di “San Giorgio della Vittoria”, la chiesa degli artisti, il parroco don Nuccio Cannizzaro presiede la solenne Celebrazione Eucaristica nel Mercoledì delle Ceneri.

All’omelia don Nuccio richiama anzitutto “il forte monito che il profeta Gioele indirizza al popolo. Quel … ritornate a Dio … con tutto il cuore … è esortazione a ritornare a Dio dal centro dei nostri pensieri, dalle radici delle nostre azioni, con gesto di totale libertà”.

Lascia, poi, don Nuccio, che sui tanti che gremiscono la Chiesa, plani, quasi lentamente, la domanda cruciale: “è possibile questo ritorno, con tutto il cuore, a Dio? La risposta – tuona paternamente don Cannizzaro – deve essere positiva: si!

E questo ritorno a Dio diviene, nelle nostre vite, concreta realtà solo quando la grazia del Signore penetra nel nostro intimo, solo quando lasciamo che penetri nel nostro cuore, lacerandolo”.

E ancor citando Gioele, “radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti”, don Nuccio evidenzia l’essenzialità della “dimensione comunitaria, del noi della Chiesa, della ecclesialità della nostra fede. Ognuno di noi sia consapevole che il cammino quaresimale non lo affronterà da solo, individualmente, ma assieme ad altri fratelli.

Riscopriamo, con tutto il cuore, la gioia della comunione ecclesiale, debelliamo egoismo e diabolici desideri a chiuderci in noi stessi: lasciamo che Cristo trovi ampio spazio nei nostri cuori, trasformandoli”.

E durante il cammino quaresimale, ciascuno di noi, “se lo vorrà, dovrà vivere un più attento e assiduo ascolto della Parola, luce che illumina la nostra strada. Un tempo – prosegue don Nuccio – che, come ricordatoci dal Vangelo, ci vedrà impegnati nell’elemosina, nella preghiera, nel digiuno”.

Ma, sottolinea, “verità e qualità di ogni gesto religioso descrivono il nostro rapporto con Dio. Temiamo e combattiamo l’ipocrisia religiosa: il vero discepolo non serve se stesso e il pubblico. Il vero discepolo serve il Signore, nella semplicità, nel silenzio, nel nascondimento, poiché sa che la sua unica, vera, ricompensa è Dio stesso, è l’amicizia con Lui”.

E le Ceneri, conclude don Nuccio,

“che riceviamo sul capo costituiscono un gesto significativo soltanto se riusciranno a renderci disponibili a servire gli altri”.

Terminata la meditazione omiletica, don Nuccio benedice le Sacre Ceneri.

Le impone, poi, sul capo dei suoi parrocchiani.

E quando, terminato il Divino Sacrificio, si rientra alla quotidianità, spunta il tarlo del cambiamento.

E sì, perché se ciascuno di noi riuscirà a far germogliare quelle ceneri ricevute nel primo giorno quaresimale, forse, in quel giovedì durante il quale l’acqua laverà dodici paia di piedi, la nostra vita cambierà, e l’animo nostro, piuttosto che certificare la fine della Quaresima, annunzierà la nascita di una vita nuova, per Cristo con Cristo e in Cristo.

E allora sì che … con tutto il cuore … torneremo a Dio.

E allora sì che saremo testimoni credibili del mattino di Pasqua.

                                          Antonio Marino

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2 commenti su “…Con tutto il cuore…”

  1. mariella Biroccio

    come al solito le omelie di don Nyccio sono degne di meditate riflessioni !
    come non si puo’ fare entrare Dio dopo una semina cosi immensa alla sua messe????Grazie don Nuccio della tua purezza d’animo….letue parole attecchiscono in ognuno di noi proprio perche ‘Dio parl
    a atrraverso te!

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