…e non sciuperai la tua vita!

Non ci è dato sapere se Jorge Mario Bergoglio, ben più conosciuto e amato come Papa Francesco, abbia l’opportunità di ascoltare – magari, forse sarebbe la soluzione più plausibile, anche se anch’essa impraticabile, per interposta persona – le meditazioni omiletiche di don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria”, nonché Chiesa degli Artisti.

Fatto sta che scorrendo il testo del Messaggio che la sala stampa vaticana ha reso noto il 9 marzo, e scritto dal Sommo Pontefice per la Cinquantaseiesima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, intitolato “Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio”, ci sembra di cogliere una sorta di … sintesi che Sua Santità fa delle omelie che don Nuccio dona ai suoi parrocchiani, quantomeno dai primi di febbraio a questa parte…

Certo, dirà il lettore frequentatore delle pagine social della Chiesa degli Artisti, sia il Papa che il Parroco preparano omelie ed esortazioni sui comuni commentari che chiunque può acquistare, in libreria piuttosto che su amazon…

Eppure, a starci attenti, si colgono passaggi sovversivi, proposte sconvolgenti, suggerimenti che, solitamente, si evita di mettere nero su bianco o di far passare tra le labbra, perché, generalmente, è meglio non far sapere troppe cose all’amato popolo…

Ma, andiamo con ordine: Papa Francesco costruisce il suo Messaggio su quella riva che, in quel mattino, vide approdare la barca di Simon Pietro e dei suoi compagni pescatori.

Dopo una nottata passata tra onde e umidità, le reti vuote  e l’assenza scontata di guadagno provocavano sconforto e incognite. All’alzar del capo, chino sulle reti, s’imbattono negli occhi di quel giovane Maestro che, fissandoli, propose loro di mollar tutto e tutti, di seguirlo, di divenire – questa è la prospettiva che offre loro quel trentenne Nazareno – pescatori di uomini.

“Come nella storia di ogni chiamata – scrive il Papa nel suo Messaggio – anche in questo caso accade un incontro. Gesù cammina, vede quei pescatori e si avvicina. (…) La chiamata del Signore – sottolinea il Sommo Pontefice – è l’iniziativa amorevole con cui Dio ci viene incontro e ci invita ad entrare in un progetto più grande, del quale vuole renderci partecipi, prospettandoci l’orizzonte di un mare più ampio e di una pesca sovrabbondante”.

Don Nuccio, alla Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, ma anche al convegno su Suor Maria Salemi, parla di “un incontro che cambia la nostra vita. Che ti abbaglia e ti fa capire che c’è altro di meglio da compiere e da vivere”.

E ancora: nel Messaggio Francesco evidenzia che “abbracciare questa promessa richiede il coraggio di rischiare una scelta. I primi discepoli, sentendosi chiamati da Lui a prendere parte a un sogno più grande, <<subito lasciarono le reti e lo seguirono>>. Ciò significa che per accogliere la chiamata del Signore occorre mettersi in gioco con tutto sé stessi e correre il rischio di affrontare una sfida inedita”.

Don Nuccio, proprio meditando sul brano evangelico della chiamata dei primi discepoli, qualche domenica fa, utilizza, quasi guardando negli occhi, ad uno ad uno, i suoi parrocchiani, l’avverbio “adesso: accettare di seguir Gesù è cosa che deve avvenire adesso, non domani, non … ci penso e poi vediamo, adesso!”

E infine: il Papa scrive che

“il Signore non vuole che ci rassegniamo a vivere alla giornata pensando che, in fondo, non c’è nulla per cui valga la pena di impegnarsi con passione e spegnendo l’inquietudine interiore di cercare nuove rotte per il nostro navigare”.

Don Nuccio è da mesi che esorta ciascuno di noi ad offrire una porzioncina di tempo – quindi, manco l’intera giornata o la vita intera – per l’edificazione del Regno in quel lembo di Terra sul quale il buon Dio ha piantato la parrocchia di “San Giorgio della Vittoria”.

Poi, scorrendo il testo del Messaggio, scoperto che il Papa lo ha concluso e firmato il 31 gennaio, accertato che il Sommo Pontefice non “spia” le Messe a “San Giorgio della Vittoria”, resta il dubbio: perché Papa e Parroco scrivono nell’animo nostro le stesse inquietudini?

Forse … perché .. soltanto chi ti vuol bene ti urla di non sciupare la tua vita, d’impiegarla in quel progetto che se Dio ha pensato, lo ha congegnato esclusivamente per il tuo bene…

                                          Antonio Marino

Don Nuccio Cannizzaro durante l’omelia. I domenica di Quaresima, 10 marzo 2019

 

Celebrazione parrocchiale, I domenica di Quaresima, 10 marzo 2019
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