Notre Drame

Il Martedì Santo alla Chiesa degli Artisti

È il quotidiano francese Libération a suggerirci, prendendolo così in prestito, il titolo a questo nostro racconto…

Il nostro dramma: ebbene si! Anche noi reggini, così come i cittadini di qualsivoglia sperduta contrada del globo terrestre, stanno, oramai da ventiquattrore, vivendo un dramma.

Ma, senza rubar altro spazio né tempo, lasciamo che la penna metta, uno dopo l’altro, parole e concetti della lucida, concreta, teologica, meditazione omiletica dettata da don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, nella Celebrazione Eucaristica vissuta a sera di questo nostro Martedì Santo, terzo giorno del novenario in onore del Patrono della Città di Reggio Calabria San Giorgio Martire.

 

 

“Vi è mai capitato – attacca il predicatore, allacciandosi subito alla scena evangelica – di venir traditi da coloro che sembravano amici, che avevano mangiato assieme a voi alla stessa mensa? Traditi … per interessi, per far soldi, per aver successo… A Gesù è capitato… Fu Giuda a tradirlo, per trenta denari. E se potessimo, proprio ora, chiedergli: perché hai tradito Gesù? Ci direbbe: perché pensavo di fare la cosa giusta… Eppure, proprio nel momento in cui Giuda intinge, nello stesso piatto con Gesù, quel famoso boccone, Satana, ci dice il Vangelo, entrò in lui, e lui, Giuda, uscì dal Cenacolo. E qui, l’evangelista Giovanni, puntualizza: era notte…”

Cercando di non interrompere la tensione omiletica di don Nuccio, ci permettiamo far risaltare una bella, e spesso dimenticata, puntualizzazione fatta dal parroco: “uscendo dal Cenacolo dopo aver intinto quel boccone nel piatto, Giuda lascia dentro Gesù e i rimanenti undici apostoli. Pertanto, alla lavanda dei piedi, undici sono gli apostoli presenti, non dodici… Ma noi, e così in ogni Chiesa del Mondo, continuiamo a sera del Giovedì Santo, a piazzarne dodici!!!!”

Ora, prosegue don Nuccio, “perché Giovanni indica chiaramente il momento della giornata in cui avviene il tradimento? Perché il male opera col favore delle tenebre. E se ci pensate, la storia di ieri è avvenuta verso il buio della sera… E’ stata uccisa, assassinata, la Cattedrale di Parigi. È stato ucciso lo spirito del Cristianesimo del popolo francese. Ma … non fermiamoci al fatto pratico, all’incendio, doloso o involontario; leggiamo, invece, questi segni dei tempi. Che significato assume l’incendio di Notre Dame? È il segno di un Cristianesimo, quello francese, che sta consumandosi. È il simbolo di un Cristianesimo francese di paglia”.

Anche perché, rimarca don Nuccio, “quando una Chiesa è abbandonata è segno che non c’è fede e che il cuore dei fedeli è freddo… La Chiesa è edificio vivo, abitato dalla Spirito Santo: ma se non è abitato dal popolo è un edificio privo di alcun senso… La Chiesa è dimora di Dio tra gli uomini, ma se gli uomini sono dei <<senza Dio>>, la casa di Dio tra di loro non ha alcun significato…”

Ovviamente, evidenzia don Cannizzaro, “l’incendio della Cattedrale di Notre Dame non è qualcosa accaduta per caso: è monito, è segno. Per noi che abbiamo il dono della fede il caso non esiste. Esistono invece quei segni che Dio permette, che Dio manda, affinché gli uomini si convertano”.

 

 

In televisione, ieri sera, “abbiamo visto tanta gente che pregava, cantava Ave Maria, stava in ginocchio. Dov’erano prima tutti quegli uomini e quelle donne, di ogni età? La Cattedrale era … è … diventata un museo. E la scomparsa del Cristianesimo in Occidente è un fatto che si sta oramai verificando… E da Parigi … ora … spostiamoci fin qui, da noi, nella nostra Chiesa… A chi interessa questa nostra Chiesa? Ai reggini? Ai parrocchiani? Non credo… Poniamocele queste domande… A chi può interessare questa nostra Chiesa? Al popolo fedele deve interessare…”

Fatto sta, precisa il predicatore, che, di questa tragica vicenda, “resta solo il segno forte, simbolico, del fuoco, che distrugge, purifica e rinnova. È un segno tremendo il fuoco. Ricordiamo cosa disse Gesù? Ognuno, disse, sarà abbagliato col fuoco… E sarà il fuoco a far emergere il … chi siamo veramente. Preghiamo ora per il popolo francese, per quella patria che ha generato l’Illuminismo. Ed il Secolo dei Lumi è tempo coi suoi aspetti positivi e con i molteplici lati negativi che hanno generato quell’individualismo esasperato. Alla parola <<Dio>> han levato la <<D>>, lasciando così l’<<io>> al centro del Mondo. E piuttosto che porre l’uomo al centro, hanno esaltato l’individualismo… Senza scordare che nell’atto costitutivo della Comunità Europea s’è voluto cancellare di proposito il passaggio sulle radici cristiane dell’Europa. Ecco le origini della scristianizzazione d’Europa, e l’assassinio della Cattedrale parigina ne è il segno…”

 

 

Ed il popolo reggino, chiosa don Nuccio, “deve prendere coscienza di questo nostro luogo che, con retorica, chiamiamo Tempio della Vittoria. Vittoria … di cosa? Da cosa? Della guerra del ’15-’18? Bene … ma la Chiesa non può solo commemorare… La Chiesa è sempre attuale… E se quella vittoria indica il trionfo della verità e del definitivo superamento dei nostri limiti e la concomitante sconfitta dell’egoismo e del degrado morale … allora sì che sarà vittoria benedetta da Dio! E non dimentichiamoci di lottare con tutte le nostre forze contro quel cancro che sta distruggendo la nostra Città: l’invidia. E nessuno se ne accorge: o meglio, ognuno fa diabolicamente finta di nulla…”

Alle parole di don Nuccio Cannizzaro, padre spirituale degli artisti reggini, non ci permettiamo aggiungere altro: lasciamo che sia il lettore a trarre, nella propria vita e alla luce del Cero Pasquale, le conclusioni…

                                         Antonio Marino

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