Ponzio Pilato

Il Venerdì Santo alla Chiesa degli Artisti

Il telo rosso, sciolto da mani d’uomo, scivola lentamente verso terra.

Scivolando, quasi accarezza quel corpo maciullato dalla ferocia umana.

 

Scivola via, mentre la melodia gregoriana del … ecce lignum Crucis, in quo salus mundi pependit: venite, adoremus … modulata dal celebrante, nella parte sua, e dalle coriste, nell’altra, mette quanti han voluto vivere l’Azione Liturgica del Venerdì Santo nella Chiesa di “San Giorgio della Vittoria” nella stessa identica condizione di coloro che stettero ai piedi di quella Croce che sul Cranio vide spirare il trentatreenne Nazareno…

 

Prima, però, è la meditazione omiletica del parroco, don Nuccio Cannizzaro, rivelatasi tale e quale ad una affilata e rovente lama che squarcia in tanti pezzettini un sorbetto al limone, è la sua meditazione omiletica, dicevamo, a … stanare quanti volevano continuare a celarsi dietro al foglietto che riporta le Letture!!

Per capire il perché … riviviamola … come se fossimo lì ad ascoltarlo: “oggi, Venerdì Santo, la Chiesa c’invita alla preghiera, alla commemorazione della morte del Signore. Oggi, Venerdì Santo, è giorno di digiuno eucaristico e di digiuno liturgico. Tant’è che anticamente la Chiesa non distribuiva la Comunione, sostituita dalla contemplazione della Croce. Ed i Padri della Chiesa così esplicitavano l’assenza della Comunione: lo sposo è stato tolto e gli invitati alle nozze digiuneranno… Oggi, invece, la Chiesa, distribuisce l’Eucaristia ieri consacrata… Prima, però, siamo invitati a contemplare il Crocifisso: Gesù viene ucciso per motivi politici. <<Se liberi costui –  abbiamo appena ascoltato dall’evangelista Giovanni – non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare>>. Così i Giudei urlarono a Pilato.

E Pilato… Il vigliacco, inerme, Ponzio Pilato, decide di non decidere; si lava le mani, divenendo così … icona di quanti si lavano le mani… Lavarsi le mani, ricordiamoci, è sempre un grande peccato… E Pilato è colpevole di quel sangue, del sangue di Gesù, poiché lui, Pilato, non s’è assunto le sue responsabilità… E Gesù, dunque, a causa della politica, viene appeso alla Croce.

E noi, quel Crocifisso, fra poco, lo contempleremo, lo venereremo, ci accosteremo a lui con le nostre labbra, accarezzandolo: quanti, confessati, lo faranno, riceveranno l’indulgenza plenaria.

Ma oggi, la Chiesa, c’invita anche a guardare alla Terra Santa. La raccolta che tra poco vivremo sarà, così come in ogni Chiesa del Mondo, interamente devoluta per i luoghi santi, per aiutare i nostri fratelli cristiani a rimanere lì, in quei luoghi benedetti.

Ma ora, è tempo di salire sul Golgota, lasciato il pretorio incamminiamoci con Gesù…”

 

È, insomma, la chiarezza, l’assunzione di responsabilità, la voglia di stare dalla parte della Verità, dalla parte del Bene: sono, insomma, tutti questi suggerimenti che don Nuccio lascia a quanti, staccandosi dal banco, stanno incamminandosi per accostarsi alla Croce.

Prima, però, da quella Croce deve cadere quel velo porpora che la nasconde alla nostra vista.

E il velo crolla, idealmente fatto volar via da quelle note gregoriane così difficilmente ascoltabili sui tanti altari che vanno dagli Appennini alle Ande…

Non è casuale la scelta del parroco: quell’armonia fatta di musica e latino trasla ogni donna ed ogni uomo ai piedi della Croce.

 

E quasi incredibilmente una goccia di quel sangue del Signore, scappata via da quel corpo sbriciolato dalla crudeltà umana, ci becca in pieno, sul polso … quasi novello tatuaggio … da non far vedere, però.

O forse si…

Perché, se riusciremo, nel silenzio del sabato santo, a scrollarci di dosso il Ponzio Pilato che è in noi, riusciremo a spiegare ai tanti Giudei che urlano alle nostre orecchie, nelle nostre giornate, che … ho incontrato Te, Gesù, ed ogni cosa in me è cambiata…

                                        Antonio Marino

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1 commento su “Ponzio Pilato”

  1. Maria Rosa Giofre'

    Tatuati dal sangue del Crocifisso, cosa potremmo temere! Sei tu Signore la nostra forza!
    Grazie per queste riflessioni puntuali e attente che quotidianamente ci aiutano a superare le insidie del nostro peregrinare.

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