Coerenti, come lo fu San Giorgio

Il mattino del 23 aprile alla Chiesa degli Artisti

È gremito il Tempio della Vittoria.

È il 23 aprile, memoria liturgica di San Giorgio Martire, Patrono della Comunità parrocchiale e dell’intera Città di Reggio Calabria.

Ma San Giorgio è anche il Patrono degli Scout e dei Cavalieri al Merito della Repubblica.

E son proprio queste due realtà a stipare, alle 11 del mattino, la Chiesa di “San Giorgio della Vittoria”: gli scout, durante la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Emerito Mons. Vittorio Mondello, rinnoveranno la promessa, mentre i Cavalieri si riproporranno, ancora una volta, d’essere, ancora per lungo tempo, buoni cristiani e onesti cittadini.

Inoltre, tre giovani riceveranno il Sacramento della Confermazioni divenendo, così, anche loro, proprio come lo fu San Giorgio, soldati di Cristo.

All’omelia Monsignor Mondello traccia, a chiare lettere, l’impegno che deve contraddistinguere l’apostolato di ogni innamorato del Cristo: “essere coerenti! Testimoniare con la propria condotta di vita tutto quel che con le labbra noi pronunciamo… E la nostra testimonianza, il nostro autentico amore per Gesù non devono limitarsi al fattibile, a quelle situazioni che non comportano nulla di particolarmente grave. La nostra deve essere una testimonianza piena, fino, evidentemente, a dare la nostra stessa vita per il Signore. Fino al martirio, insomma. Proprio come fece San Giorgio, il nostro Patrono, che, nell’arco della sua esistenza, sempre si fidò e si affidò a Dio, e, dinanzi al bivio … con Cristo o contro Cristo, non esitò: scelse Cristo, sacrificando, con gioia, la sua stessa vita…”

Terminata l’omelia, è lo stesso Presule, affiancato dal parroco don Nuccio Cannizzaro, nonché dall’assistente diocesano Scout don Ernesto Malvi, a segnare, col Sacro Crisma, i tre giovani, oramai cresimati.

Quindi, sono alcuni rappresentanti del variegato mondo scout reggino a posizionarsi ai piedi dell’Altare: è il solenne momento del rinnovo di quella promessa che Sir Baden-Powell raccomandava di rammentarla spesso.

Al termine del Divin Sacrificio, invece, prima di ricevere la solenne e conclusiva Benedizione, è uno dei Cavalieri al Merito della Repubblica a recitare la preghiera che è, per ciascuno di loro, affidamento a San Giorgio e impegno ad essere, proprio come lui, difensori nella società dei valori veri.

L’inno Madonna degli Scout accompagna l’Arcivescovo, i sacerdoti, il seminarista Michele D’Agostino e i ministranti, lungo la processione conclusiva.

E mentre il festoso vociare e l’allegro ritrovarsi invadono la piazza antistante la Chiesa, in mente torna l’immagine del … saluto scout … e quel particolar modo di collocar le dita: indice, medio e anulare restano tesi e uniti, il mignolo, ripiegatosi, si posiziona sotto il pollice, il palmo della mano è rivolto verso l’esterno. E se le tre dita tese e unite rievocano, appunto, i tre punti della promessa scout, il pollice che custodisce la prima falange del mignolo rappresenta il più grande che protegge il più piccolo.

Proprio come San Giorgio, che difese i suoi seguaci dalle angherie dell’imperatore romano Diocleziano…

E chissà se anche noi … con o senza fazzolettone scout avvolto attorno al collo … sapremo difendere gl’indifesi dai tanti Diocleziano di questo nostro Terzo Millennio…

                                          Antonio Marino

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