La figlia di Sion

I nostri mercoledì con Maria

Quarant’anni orsono, nel maggio del 1979 per la precisione, vedeva la luce, anche nell’italica traduzione, un piccolo ed estremamente denso e ricco di contenuti libro, intitolato “La figlia di Sion. La devozione a Maria nella Chiesa”.

L’autore, che all’anagrafe è registrato come Joseph Aloisius Ratzinger, raccoglieva, in un unico volumetto, i testi di tre conferenze tenute poco prima della sua nomina a Cardinale Arcivescovo di Monaco.

“Il libretto – scriveva Ratzinger nella prefazione, redatta a Pentling nella festa dell’Ascensione di Cristo del 1977 – è la riproduzione di tre conferenze da me tenute a Puchberg, vicino a Linz, nella primavera del 1975.

Dopo lunga eclissi del culto mariano nella Chiesa, volevamo constatare in tutta spassionatezza che cos’era veramente rimasto della fede mariana e che cosa di essa dovrà ancora rimanere. (…) Spero – auspicava l’allora neo-eletto Arcivescovo di Monaco e Frisinga – che il libretto possa a suo modo aiutare a ricomprendere e ad appropriarsi nuovamente di quello che vi è di imperituro nella fede mariana”.

E tal libricino s’andava ad inserire nel dibattito attorno alla crisi della devozione a Maria nella Chiesa, aiutando così il lettore, magari un po’ confuso, a riscoprire, come leggiamo nella quarta di copertina del volume, “il fondamento e spazio di Maria nella teologia come nella vita spirituale dei cristiani”.

A pagina 41, poi, l’allora Mons. Ratzinger scriveva: “il saluto a Maria (Lc 1,28-32) è stato formulato con stretto riferimento a Sofonia 3,14-17: è Maria la figlia di Sion alla quale sono rivolte le espressioni di quel testo, a lei viene detto <<Gioisci>>; a lei viene detto che il Signore viene a lei; è lei che viene sollevata dall’angoscia perché il Signore è con lei per salvarla”.

E a pagina 42 aggiunge: ”nel saluto dell’angelo compare il motivo portante con cui Luca presenta la figura di Maria in genere: è lei, in persona, la vera Sion alla quale si sono dirette le speranze in tutte le rovine della storia. È lei il vero Israele, nel quale si uniscono inseparabilmente antica e nuova alleanza, Israele e Chiesa. È lei il <<popolo di Dio>>, che porta frutto per la potenza di grazia di Dio”.

Ora, affascinati dallo scritto del nostro Papa Emerito Benedetto XVI, colpiti dal titolo del libretto, ci siamo detti: e se … “La figlia di Sion” … lo prendessimo in prestito per farne nome di una rubrica che, a partire dal primo maggio, che cadrà di mercoledì, e pertanto che in ogni mercoledì di questo nostro maggio 2019 ci accompagnerà nell’adagiarci nel cuore di Maria, rileggendo alcune delle pagine più belle che la Letteratura c’ha donato?

E così ragionando, abbiamo buttato giù una sorta di … scaletta: mercoledì 1 maggio rileggeremo “Le baracche”, primo romanzo di Fortunato Seminara, dato alle stampe nel 1942, e nel quale troviamo mirabilmente descritta la devozione popolare alla Madonna.

Mercoledì 8 maggio, invece, butteremo un occhio tra le righe de “In nome della madre” che il napoletano Erri De Luca  pubblicò nel 2006 e attraverso il quale offrì, ad esempio, concrete parole attorno al coraggio di Maria, nonché all’amore profondo della madre per il figlio.

Mercoledì 15 maggio sarà la volta del Teatro e del dramma “teologico” denominato “Interrogatorio a Maria” che il drammaturgo Giovanni Testori mise in scena per la prima volta nel 1979, quarant’anni fa!

Mercoledì 22 maggio faremo una capatina nella Città Eterna, sfogliando così una magnifica e struggente lirica a Maria dell’intramontabile Trilussa.

Nell’ultimo mercoledì, il 29 maggio, riascolteremo “I due rosari”, poesia di Ada Negri, e, al contempo, proveremo ancora una volta la sensazione bella che prova chi ha la gioia di sgranare quotidianamente la corona del Santo Rosario…

Insomma, lettore caro, sei pronto a vivere questi impegnativi mercoledì di maggio?

Anche perché … se al risveglio troverai la rubrica sul tuo smartphone … a sera ti toccherà metterti in cammino, portandoti in Chiesa a vivere un nuovo appuntamento con le Catechesi del Don…!

                                        Antonio Marino

   

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1 commento su “La figlia di Sion”

  1. Complimenti per i mercoledì mariani prossimi. Ma prima ancora per aver scovato un articolo stupendo del cardinale J. Ratzinger.

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