Le Prime Comunioni

La Festa dell’Ascensione alla Chiesa degli Artisti

“Sapete quando nasce il Cielo?”

L’interrogativo, don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, lo pone più o meno a metà della sua escatologica omiletica meditazione.

È la Solennità dell’Ascensione e la comunità parrocchiale è in festa, anche perché quattro bambini, Alexander e Angela e Francesco e Stella, stanno per ricevere la loro Prima Comunione.

In un Tempio della Vittoria reso ancor più affascinante e luminoso dalla restaurata antiporta, arricchita con una cupoletta a vetri che, consentendo l’apertura dell’intero maestoso portale, lascia che i raggi del sole entrino a far brillare la storia e l’arte, i quattro bambini prendono posto ai piedi dell’Altare, due a destra, due a sinistra, proprio innanzi ai rispettivi genitori.

“Oggi – attacca don Nuccio, alla predica – ricevete la Prima Comunione: oggi, pertanto, il Signore vi … toccherà… Ma, poco fa, abbiamo ascoltato che Gesù sale al Cielo. C’ha detto pure: io salgo ma poi ritorno… Ora: prima Gesù stava in Cielo, poi è sceso, qui, sulla Terra, facendosi uomo, dapprima bambino proprio come voi. Poi viene crocifisso, muore, risorge e torna al Cielo. Quindi dice che tornerà in maniera visibile a tutti. Dunque, il Signore è venuto una prima volta, è tornato una seconda volta: stiamo aspettando la terza venuta. Oggi, l’Ascensione unita alla Pentecoste ci dice che Gesù è, si, salito al Cielo, ma in Cielo non è rimasto: quel Gesù che era in quel corpo che gli Apostoli conobbero e toccarono non c’è più. È salito al Cielo è s’è trasferito tutto nello Spirito Santo, in maniera da non stare solo con i Dodici, ma con tutti, con ciascuno di noi, e per sempre E quando pensiamo al Cielo, cosa dobbiamo pensare? Certamente non alle nuvolette con gli angioletti…! Il Cielo per noi … è già qui…

E sapete, ed eccoci all’interrogativo iniziale, “quando nasce il Cielo? Non quando Dio crea le stelle, bensì quando Dio e l’uomo si incontrano, quando, cioè, nasce la vita di Dio in noi… Il Cielo non è un luogo fisico ma uno stato di vita totalmente spirituale. Nella volta della Cappella Sistina Michelangelo ha disegnato il dito di Dio e il dito di Adamo che si toccano: Dio dà la sua vita ad Adamo … ed ecco nascere il Cielo…”

E a voi, e qui don Nuccio si rivolge direttamente ai bambini, “che siete piccoli, quando Gesù vi toccherà? Proprio fra pochissimo, al momento della Comunione Gesù vi toccherà, confondendosi con voi. Ed io vi auguro di restarci il più a lungo possibile in questo Cielo, il Cielo di Dio. E preghiamo affinché il Signore venga nella vostra vita e vi porti nel suo Cielo. Ma preghiamo anche per le vostre famiglie, per le mamme e i papà: voi, ancor bambini, in questa vita difficile, insidiosa, avete bisogno della loro presenza. E ciascuna famiglia vuole e deve essere unita, forte, robusta, capace di dire tanti <<no>> e pochi ma significativi <<si>>. E non, dunque, famiglie <<lassativo>>, che fanno cioè far di tutto…!”

Conclusa l’omelia, è tempo di rinnovare le promesse battesimali: i papà, al Cero Pasquale, accendono una candela. I bambini, stringendola tra le mani, rinnovano, confermano l’essere per Cristo, con Cristo e in Cristo…

Al momento della distribuzione dell’Eucaristia, primi a riceverla, ovviamente, sono Alexander, Angela, Francesco e Stella: l’Organo, con delicatezza, accompagna ciascuno di loro lungo quel breve tragitto che li separa dalle mani del Parroco. Da quelle mani unte, ventotto anni orsono, ricevono quel Pane di Vita nuova…

Quasi al termine della Solenne Celebrazione Eucaristica, prima della Benedizione, tocca ai bambini offrire una preghiera a Gesù: quindi è uno dei papà, Giacomo Iaria, a leggere la Preghiera dei Genitori. In alcuni momenti, a braccio, quasi apparentemente abbandonando il testo scritto, ma, in effetti, ulteriormente esplicitandolo, offre, Giacomo, a nome delle quattro famiglie, il più sincero, affettuoso grazie: al parroco don Nuccio, alle Catechiste Daniela e Giada, alle Religiose, alla comunità parrocchiale tutta.

E mentre il Coro intona il canto finale, l’assemblea, col Parroco in testa, si porta sul sagrato, dove i bambini faranno librare nell’aria dei palloncini…

E … “Ascensione – ebbe a scrivere Papa Benedetto XVI – non è un percorso cosmico geografico, ma è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all’amore che abbraccia l’universo”.

Ecco, nel … volo festoso di quei palloncini ci piace immaginare i nostri quattro pargoletti: possa la loro vita esser sempre libera, spinta soltanto dal vento dello Spirito Santo, gioiosa come quell’accattivante sorriso stampato a fine Messa sui volti di don Nuccio e di Giada e di Daniela, armonica come le melodie nate dall’intersezione tra organo e voci,  puntuale come il servizio vissuto dall’impeccabile Gruppo Ministranti…

Insomma … pargoli … auguri!!!

                                       Antonio Marino

 

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2 commenti su “Le Prime Comunioni”

  1. BENIAMINO BUONSANTI

    Sono solo 8 mesi che il caro don Nuccio si e’ insidiato presso la chiesa di San Giorgio,ma il suo operato è gia visibile in tutta la sua bellezza e in tutta la sua cultura. Ancora tantissimi auguri ai ragazzi che oggi hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucarestia e buon proseguimento.

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