L’onomastico del Parroco

“C’è un aspetto – annotò il Cardinal Carlo Caffarra in un’omelia del 13 giugno 1997 – nella santità di Antonio che rifulge di particolare splendore. Antonio fu uno straordinario predicatore del Vangelo. Egli applicò a se stesso le parole: <<senza frode imparai e senza invidia io dono, non nascondo le sue ricchezze>>. Egli non ha tenuto per sé le insondabili ricchezze della sapienza che è Cristo, ma le ha annunciate a tutti con un’instancabile predicazione”.

Il 13 giugno 1987, invece, il Servo di Dio Don Tonino Bello raccontò: “Antonio fece anche il noviziato della gavetta, nonostante la sua enciclopedica cultura, era un aristocratico del pensiero, fece, quindi, il cuoco nel convento dei francescani dove subito lo accolsero. Stette in silenzio per tanto tempo, sembrava che sapesse solo scodellare e fare qualche cosa in cucina, poi un giorno siccome venne a mancare un predicatore durante una celebrazione molto importante, venne chiamato lui, perché qualcuno aveva sentito dirgli cose molto sagge, e fu allora che tutti conobbero la sua sapienza. Da quel momento Antonio di Padova andò da un punto all’altro, nei villaggi, nelle città, passava come il Poverello d’Assisi, annunciando la Buona Parola. Parlava del Vangelo, insegnava il Vangelo e, come Francesco d’Assisi, chiedeva alla gente che lo mettesse in pratica sine glossa, cioè senza molte annotazioni, il Vangelo per intero così come sta scritto”.

Mentre Papa Benedetto XVI, all’Udienza Generale del 10 febbraio 2010, esortò “coloro che si dedicano alla predicazione” ad “imparare un poco di questa arte da Sant’Antonio. I predicatori, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione”.

Ora, noi, sfogliando pagine d’omiletica dedicata al Taumaturgo di Padova ci siamo resi conto che a Te, caro Parroco nostro, solo … Antonio … mamma e papà potevano chiamarti!!!

Ebbene si: c’era venuto il dubbio che avrebbero potuto donarti il nome di un qualche eminente Padre della Chiesa…

Ma poi, ci siamo riappropriati dell’iniziale sensazione: Antonio è il nome adatto!!!

È il segno distintivo di un Uomo di Dio, cioè Tu, caro Parroco nostro, che hai scelto di donarti a quella porzione di popolo che ti viene affidata attraverso l’impervia, complicata, difficoltosa arte della … predicazione: che, tra l’altro, Tu ben avvinghi ad una tenera sensibilità umana.

E non stiamo vivificando sviolinature: stiamo solo raccontando quel che abbiamo veduto e udito in questi mesi che ci separano da quel giorno di settembre del 2018, allorquando Tu entrasti per la prima volta da Parroco nostro in questa nostra Chiesa di “San Giorgio della Vittoria”.

È impensabile parlar di Te e non partire proprio dal tuo metodo omiletico: l’attacco intrigante, che cattura l’attenzione. Il corpo centrale, che chiarisce i talvolta incomprensibili – all’orecchio nostro, profano e tendente alla disattenzione… – versetti vergati dal biblico scrittore. Le conclusioni, nette e chiare e che danno a ciascuno le dritte per tornare, secondo il cuore del Cristo, sulle strade dell’umana quotidianità.

Pertanto, nel farti gli auguri di un sereno primo – e di una lunga serie… – Onomastico sotto l’occhio sorridente di San Giorgio, anche noi, alla maniera dei predicatori, vogliamo concludere con una piccola preghierina al buon Gesù: voglia, il Nazareno Risorto, regalarti tanta salute, spensieratezza e speranza per continuare ad essere, presso quella particolare bottega che è l’esistenza di ognuno di noi, autentico artigiano di salvezza!

Buon onomastico don Nuccio … pardon … Auguri don Antonio!!!

Con un grande, filiale, abbraccio… 

la Tua Comunità Parrocchiale di “San Giorgio della Vittoria”

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