Puntata settima

San Giovanni Valdarno è un borgo, incastonato nel territorio aretino, che ha conservato le sue sfumature medioevali e che, ad esempio, nel Museo della Basilica, adiacente proprio l’affascinante Basilica di Santa Maria delle Grazie, custodisce una preziosa raccolta di dipinti, tra i quali spicca l’Annunciazione del Beato Angelico, il monaco-artista domenicano che nel 1984 San Giovanni Paolo II proclamò patrono degli artisti.

A San Giovanni Valdarno, poi, da quattro anni, ha piantato la sua tenda il Maestro Paolo Bruno.

È lì, in terra toscana, che avremmo dovuto sorbire il nostro settimo caffè con l’artista.

Tuttavia, l’insopportabile caldo c’ha suggerito di non abbandonare, seppur momentaneamente, la nostra reggina dimora, né ci siam permessi di chiedere al Maestro di sobbarcarsi una capatina nella sua terra natia, anche perché, di certo, lo farà a stagione balneare inoltrata.

Così, ci siamo concessi un caffè telefonico, lungo al punto giusto, soprattutto fresco, approfittando delle correnti che si materializzano in casa con un gioco di finestre e porte lasciate aperte!!!

“Il mio percorso di studi – attacca la personale narrazione il Maestro Paolo – inizia all’età di quattro anni, avendo avuto la fortuna d’arrampicarmi, fin da piccoletto, al pianoforte che già avevo dentro casa. La vocazione artistica, e nel mio caso, musicale, la … scopro … probabilmente dopo aver superato un momento di crisi patito all’ottavo anno di Conservatorio: capii che la musica era qualcosa che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. Scoprii, quindi, una indescrivibile gioia frutto del confronto con il pubblico, del condividere col pubblico le mie emozioni, o meglio, del raccontargliele attraverso il pianoforte. E si, gioia indescrivibile, nonostante i sacrifici e le tante rinunce. E poi, definitivamente compresi che il mio stare lì, sul palcoscenico cioè, era per me qualcosa di naturale, una sorta di … missione … da portare avanti con sempre maggior convinzione”.

Paolo Bruno, attualmente titolare della cattedra di Pianoforte presso la Scuola Secondaria di Primo Grado ad indirizzo musicale di Bucine, sempre in terra d’Arezzo, compie gli studi presso il reggino Conservatorio “Francesco Cilea”, diplomandosi con 10, lode e menzione d’onore sotto la guida del Maestro Luca Marra. Prende poi parte a diversi corsi di alto perfezionamento pianistico tenuti da illustri Maestri, quali ad esempio Humberto Quagliata, Andrea Turini, Bruno Canino, Aldo Ciccolini, Jean Marc Luisada, Roberto Cappello, Konstantin Bogino, Laura Pietrocino, Vladimir Oglarkov. Ospite in diversi Festival come quello promosso dalla Fondazione “Antonio Carlo Monzino” presso le Sale Panoramiche del Castello Sforzesco di Milano in occasione di Expo 2015, il Maestro Bruno s’è esibito con l’orchestra sotto la direzione dei Maestri Michele Manganelli e Pietro Billi, con il quartetto d’archi, in duo pianistico a quattro mani con il Maestro Luca Marra, ed è vincitore di prestigiosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, come il primo premio assoluto nella decima edizione del concorso musicale internazionale “La Vallonea” in Tricase, nella pugliese Lecce.

Dopo averlo interrotto, chiedendogli di offrirci il suo curriculare dietro le quinte, riprendiamo la chiacchierata, mettendogli sotto al naso il seguente interrogativo: la musica … è strumento che conduce a Dio?

Ecco la sibillina risposta: “la musica non è strumento che conduce a Dio … la musica è Dio!”

Ed aggiunge poi: “è domanda sulla quale si potrebbe discutere per ore ed ore, senza forse mai giungere ad una concreta conclusione. Tuttavia, mi chiedo: come si può credere che dietro la genialità dei tanti musicisti-compositori che si sono susseguiti nella storia della musica, lasciandoci in eredità pagine di rara ed infinita <<bellezza>>, non ci sia la <<mano>> di Dio? Lo dico da credente, consapevole della mia fede e pertanto, ribadisco: la Musica, quella con l’iniziale maiuscola, è Dio”.

La chiacchierata, come è naturale che sia quando ci si conosce fin da piccolini, verte pure su questioni altre: i suoi ultimi componimenti poetici – toccano l’animo, facendo davvero vibrare il muscolo cardiaco alcune liriche sue, il ciclismo, il calcio, la Juventus, il tuta si – tuta no legato al come Maurizio Sarri, nuovo mister della Juve, siederà in panchina, la nostra Reggio…

Ed a proposito della nostra amata Città della Stretto, richiamando l’oramai celebre auspicio che il parroco di “San Giorgio della Vittoria”, nonché Chiesa degli Artisti, don Nuccio Cannizzaro, lanciò all’omelia durante i funerali di Giacomo Battaglia, chiediamo a Paolo: come, secondo te, Uomo d’Arte e di Musica, può sbocciare, in Città, una nuova primavera della speranza?

Risposta: “dopo tanti anni di esperienza nella didattica a contatto con i giovani, penso che l’unica arma per dare una <<scossa>> alla nostra Città, in prospettiva – dal momento che, ahimè, le bacchette magiche esistono solo nei cartoni animati, sia investire sulle nuove generazioni, dando loro la possibilità di studiare la musica sin dai primi anni di scuola, di crescere a contatto con la <<bellezza>>, di apprendere, attraverso l’arte e in questo caso la musica, le principali nozioni della convivenza civile – oltre che i concetti strettamente musicali: perché la musica c’insegna ad avere pazienza, a condividere, a rispettare, a <<seminare>> con passione, soprattutto c’insegna ad ascoltare, quindi ad avere la capacità di riflettere, di mettersi in discussione, di avere il <<dubbio>> e quindi di andare <<oltre>> nella riflessione, e solo andando oltre nella riflessione si può crescere sviluppando il giusto senso critico utile a mettere da parte tutto ciò che può nuocere alla nostra Città, alla nostra società in senso ampio, tutto ciò che si distacca dal concetto di <<bellezza>>”.

È piacevole e formativo chiacchierare con Paolo … ma … le lancette dell’orologio inesorabilmente annunciano che … è tempo di tacere e di riprendere la corsa della vita!

E nel ringraziarlo, gli auguriamo sempre nuovi ed artistici traguardi, come quelli centrati da quattro suoi allievi dell’Istituto Comprensivo di Bucine: lo scorso 19 maggio Claudio Buti, Davide Manganelli, Virginia Roncolini e Tomàs A. Nuti, gareggiando contro circa cinquemila iscritti, hanno conquistato tre primi premi ed un secondo premio, nella categoria “solisti” al concorso “Spezzaferri” di Verona. E a commento del traguardo raggiunto dai suoi pianisti Paolo chiosò: “un premio al loro impegno, alla loro serietà e costanza, alla loro passione ed entusiasmo, alla loro voglia di mettersi in discussione e di crescere con la musica”.

Ed a Paolo lo aspettiamo a Reggio, o un po’ più su, sulla collinare e comune terra natia gallinese, dove vivono i suoi genitori ed i fratelli musicisti, dove spesso ci capiterà di vederlo fare sport per le strade del paese, ed anche sotto al balcone nostro, mentre noi, magari intenti a trangugiare un gelato, affettuosamente saluteremo…!!!

Buona vita Maestro Paolo!!!

                                        Antonio Marino

Se ti piace, condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *