Il Quarto voto

 

L’età media, alla Chiesa di Gesù e Maria, al pomeriggio del 2 di luglio di questo nostro 2019, è alquanto bassa: ci sono tanti ragazzi, tante giovani, provenienti da Locri, da Antonimina e da Reggio, tre delle porzioni di Terra che videro crescere, svilupparsi, fiorire il sorriso della Serva di Dio Rosella Staltari….

È gremita la Chiesa che più volte, anzi, praticamente, quotidianamente,  e per lungo periodo, vide colloquiare con Gesù Sacramentato tanto Padre Forno quanto Suor Maria Salemi…

Ed è piena, quella Chiesa, proprio al secondo giorno di questo bollente settimo mese dell’anno, perché, attacca, alla meditazione omiletica, don Nuccio Cannizzaro, “celebriamo il ricordo di quarantasei anni fa, quando delle giovani si consacrarono al Signore. Erano: Rosella Staltari, Suor Carla, Suor Graziella, Suor Franca – che sta a Roma, all’ombra del Cupolone, e Suor Mariarosa – che festeggia in Paradiso”.

 

Concelebrano (da sinistra): Mons Antonino Denisi, Don Alain Mutela Congo, Don Cosimo Castanò, Don Antonio Cannizzaro

Approfitta, poi, il predicatore, per “dirvi che, stasera, attorno all’Altare, c’è Monsignor Antonino Denisi, che tutti conosciamo e sul quale non è necessario aggiungere altro. A presiedere questa Celebrazione Eucaristica è Don Alain Mutela Kongo, che proprio oggi celebra l’ottavo anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale. Don Francesco Surace, invece, s’unisce spiritualmente a noi: a Terreti, dove vive il ministero di Parroco, è Festa della Madonna delle Grazie. Ora, Mons. Denisi, don Alain, don Francesco ed io viviamo a Villa Betania, casa maternamente custodita dalle Figlie di Maria Santissima Corredentrice. Don Cosimo Castanò, invece, l’altro sacerdote che vedete stasera assieme a noi, è presbitero della diocesi di Locri-Gerace e, soprattutto, è un prete musicista. Ha composto un recital, che sta per essere pubblicato, che ci consentirà di rivivere l’esistenza di Rosella Staltari attraverso l’arte, la musica…”

Si sofferma, quindi, don Nuccio, “sull’odierna memoria: la Madonna delle Grazie. Negli ultimi tempi la Chiesa ha cancellato tante memorie. D’altronde … le memorie stimolano la riflessione, fanno pensare… E la memoria della Madonna delle Grazie è memoria antica. Un tempo era detta Santa Maria Madre della Grazia. Ed essendo Gesù fonte della Divina Grazia, ecco che, pertanto, la memoria è quella di … Maria Madre del Signore….”

Riprende, poi, don Cannizzaro, il “motivo che c’ha spinti a venir qui, nonostante il caldo! Vogliamo, stasera, riflettere brevemente sul senso dei <<voti>>. Oggi i <<voti>> non sono di moda: neanche tra marito e moglie… Ci si sposa, assumendosi l’impegno d’esser reciprocamente fedeli fino alla morte; poi, però, ci si abbandona… Oggi, insomma, non c’è la forza di mantenere la parola data. Pochissimi mantengono quanto detto… Mantenere la parola data è difficile: significa essere coerenti. I <<voti>>, però, fatti quarantasei anni fa da Rosella Staltari e dalle altre giovani, sono un qualcosa di ancor più straordinario, rispetto al … rispettare la parola data! I <<voti>> sono una forma di consacrazione e affidamento nelle mani di Dio. È l’aver capito che Dio è il senso della mia vita e, dunque, a Dio consegno la mia vita, affinché decida lui cosa debba esserne. I <<voti>> sono un impegno pubblico, dinanzi la Chiesa, di un atteggiamento interiore… E queste nostre Sorelle hanno fatto i voti, proprio il 2 luglio, nel 1973, davanti al Padre Fondatore. All’indomani, poi, la Serva di Dio Rosella Staltari, come riporta don Rocca Spagnolo nel bel libro <<Rosella. La ragazza che volava con Gesù>>, così scrive ad una consorella: carissima, ti dico sinceramente che adesso che sono diventata la sposa di Gesù mi rendo sempre più conto com’è necessario che ci liberiamo da noi stessi e che le creature dobbiamo guardarle in tanto in quanto avranno la forza di darci e di portarci a Lui, altrimenti… Non illuderti, la vita religiosa è bella, molto bella, ma il renderla bella dipende solo da noi perché gli ostacoli, le rinunzie, i sacrifici si incontrano, ma se noi sappiamo guardare Lui, stai sicura che da Lui stesso ci sarà dato la forza e l’amore per proseguire nel cammino della perfezione. Lasciati trasformare da Gesù…”

Richiama, a questo punto, don Nuccio, un altro passaggio del libro di don Spagnolo: “don Rocco ricorda che l’11 luglio 2017 Papa Francesco, promulgando la Lettera Apostolica, in forma di Motu Proprio, Maiorem hac dilectionem, alle tre tradizionali vie di santità, ne ha aggiunta una quarta, ovvero: la Chiesa può dichiarare santa una persona per l’offerta libera e volontaria della propria vita per amore. Bene: per tanti potrà apparire una novità. Non lo è per le nostre figlie di Maria Santissima Corredentrice. Per loro l’offerta di se, per la santificazione dei sacerdoti, è elemento cardine della loro vocazione… È elemento qualificante di quella Congregazione nata dall’intuizione di Padre Forno e Suor Maria Salemi. E questo … quarto voto … come lo chiamo io … Rosella Staltari lo visse appieno: dinanzi la malattia del Padre Forno chiese a Dio di prendere la sua vita, ristabilendo il Fondatore. Dio così fece: Rosella morì, Padre Forno si ristabilì… Pertanto, ai tre tradizionali voti – obbedienza, povertà, castità – aggiungiamo il quarto: quello d’esser vittima. Il <<voto>> di colei che dice chiaramente al Signore: offro, per la salvezza del mondo, la mia vita a Te. Fanne ciò che vuoi…”

Certo, sottolinea don Nuccio avviandosi alla conclusione, “affidarsi totalmente nelle mani di Dio non è cosa facile. Oggi, poi, che non vogliamo … padroni, che vogliamo esser sempre nelle condizioni di fare quello che vogliamo … quel quarto voto è complicato assai: Signore, io faccio nella mia vita quello che vuoi tu, che tu mi dici di fare… E questo … affidarsi a Dio per amore, questa donazione totale della propria vita, come sottolinea Papa Francesco, è motivo di santità. Rosella ciò l’ha vissuto nella propria vita, ha donato completamente la propria vita a Dio, per la santificazione dei preti. Ha dato a Dio la sua giovanissima vita per dare vita a Padre Forno, le cui condizioni di salute s’erano particolarmente aggravate… Pertanto, chiediamo al Signore che non ci sia più bisogno di far miracoli per esser santi: il voto di … vittima … tutto sostituisce… Ed impariamo, noi, e specialmente voi, cari ragazzi, a saper donare la nostra, la vostra vita. Se la teniamo per noi, durerà anche cento anni. Poi, però, finirà: dovremo definitivamente posarla… Se la nostra vita la poniamo interamente nelle mani di Dio … la nostra vita durerà in eterno….”

Il Divin Sacrificio prosegue secondo i canoni.

Prima della conclusiva Benedizione tocca alla Superiora, Suor Carla Nostro, una delle giovani che in quel 1973, assieme a Rosella Staltari, emisero i voti, “ricordare la Fraternità Secolare, ovvero quel ramo laicale della famiglia religiosa delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice che desidera accogliere laici, sposati e non, che vogliono rispondere alla chiamata dello Spirito Santo a vivere il carisma della corredenzione”. (e su tal proposta su www.chiesadegliartistirc.it potrai trovare un articolo e tutti gli eventuali riferimenti)

La preghiera per ottenere la glorificazione di Rosella Staltari e la Benedizione concludono una … bella … Celebrazione Eucaristica…

E tornando a casa, sull’asse cardio-cerebrale rotola impaziente il … passaggio finale della meditazione omiletica di don Nuccio Cannizzaro … la vita … la tengo per me o la pongo nelle mani di Dio?

                                                                                                                                                                     Antonio Marino

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