Salutamu a voscenza…!

Masticando, fin da picciriddu, Teatro e taccuini, ho impresso nella memoria mia l’incipit di una videocassetta che, giunto a questo paragrafo della vita mia, avrò visto, rivisto e stravisto almeno una trentina di volta.

Trattasi de … “La carretta dei comici” … otto episodi scritti da Luigi De Filippo e Vittoria Ottolenghi e diretti da Andrea Camilleri. Il protagonista, poi, Felice Papocchia è reso vivo da Peppino De Filippo; a far da spalla, oltre al figlio Luigi, è Mario Castellani. È la storia di una manciata di teatranti che, proprio con la loro carretta, girano in cerca di naturali o improvvisati palcoscenici per donare la propria arte in cambio di un soldo, un sorriso, un battimani e un pezzo di pane…

Ammaliato, fin da picciotto, dalla vita da teatrante, imparai pure ad appassionarmi a quel tale che quegli episodi aveva diretto: Andrea Camilleri…

Un nome e un cognome che tornarono sulle mie entusiastiche labbra allorquando, sul finire degli anni Novanta, Raiuno mandava in onda la prima puntata de … “Il Commissario Montalbano”.

A quel tempo, a casa mia, eravamo a ranghi completi – papà, mamma (che tredici anni orsono ha, poi, traslocato tra stelle e nuvole…) ed io – e l’allora Fininvest mandava su Retequattro una telenovela argentina che tanto prendeva l’interesse di mia mamma. Fatto sta che sul primo canale esordiva Montalbano e la diatriba tra mamma e papà, tendente invece al commissario camilleriano, si risolse fortunatamente con la vittoria del secondo e la scelta, della prima, di spignattare in cucina, sfornando, per l’occasione e per la prima volta, i pitoni, i calzoni insomma, farciti con scarola e pomodoro e mozzarella! Rivivo, per intero, immagine e sapore di quella invernal serata, ricordando anche l’attimo in cui il tubo catodico esclamò … “episodio tratto dal romanzo di Andrea Camilleri” … ed io, facendo sobbalzare madre e padre, urlai … “papà … è quello che ha fatto il regista di Peppino De Filippo…!!!”

E così, Montalbano dopo Montalbano, eccoci pervenuti al giorno in cui il buon Dio ha decretato il fine corsa, su questa Terra, di Andrea Camilleri.

Ora, lettore caro, di certo, ti starai chiedendo: “ma … tuttu stu traficututti sti cosi di casa tua … a noi … chi ci riguardunu?” 

Ebbene … Andrea Camilleri è la prova provata che … quando il buon Dio, da buon vasaio, si piazza al tornio per modellare una sua nuova umana creatura, lo fa con l’intento di soffiargli poi in cuore e mente una vitalità da spender non solo per sé, soprattutto per gli altri…

Camilleri e l’ingegno suo si son messi al servizio dell’umanità intera. Chi, sfogliando uno dei suoi romanzi, non ha provato, almeno una volta, il desiderio di tuffarsi in quel cristallino mare di Vigata, o d’accomodarsi sulla veranda di Salvo, o ancora, chi non ha sentito … di persona personalmente … tra lingua e palato … un boccone di quella pasta ‘ncasciata fatta da Adelina e trangugiata da Montalbano, Augello e Fazio? O chi non ha sperato d’incontrare nella vita uno con le movenze di Catarella?

Lo stile letterario di Andrea Camilleri t’offre l’opportunità di vivere quei lembi di storia e di geografia che solo un pittore come quel Crocifisso Risorto potevano immaginare, creare e mettere a disposizione di chiunque…

La penna di Andrea Camilleri ti consente d’esser lì, in quel preciso momento in cui Montalbano viene svegliato all’alba da un incomprensibile Catarella che gli spiffera che da qualche parte è stato trovato un morto ammazzato…

E poi, l’Uomo Andrea Camilleri seppur personaggio complesso e complicato, è Uomo libero, che dice, con coscienza, ciò che pensa, forse pur cosciente di ferir, talvolta, qualcuno ma consapevole che dinanzi a certi fatti non si può tacere, far finta di nulla, omettere, ad esempio che … “non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu rispetto all’altro sei l’altro…”

Andrea Camilleri, alla stregua di scrittori del rango di Fedor Dostoevskij, Fortunato Seminara, Alessandro D’Avenia, ti da, coi suoi romanzi, la curiosità di scoprire l’umanità di ciascuna delle esistenze presenti tra le righe: siano esse belle persone o delinquenti patentati, Camilleri ti dipinge anzitutto il lato fragile e nascosto, quindi ti spiattella la magagna che costringe Montalbano e il suo commissariato a intervenire. Interventi, quelli di Salvo e compagni, che non stuprano mai l’altrui dignità, ma servono a chiarir errori e responsabilità…

E ancora: sfido chiunque a non aver chiesto alla Madonnina la grazia di una febbriciattola per poter andare, l’indomani, ad una visita di controllo dal dottor Pasquano. Non per la prescrizione di una qualche medicina, ma, semplicemente, per fregargli un cannolo…

E nei suoi romanzi storici Camilleri scandaglia il dietro le quinte della Trinacria che fu: lo fa con la meticolosità del topo d’archivio e con la maestria dell’artigiano da cinepresa. Da vita a spaccati sette-ottocenteschi dove sotto imperscrutabili tramonti siculi si compivano fatti meschini o incontri di una misericordiosa e tenera umanità…

Insomma … grazie di tutto caro Andrea … e, soprattutto grazie per la risposta data un giorno a qualcuno che ti chiese cosa ti manca della tua Sicilia … “u scrusciu du mari”.

Da domani, ogni qualvolta, a mare, quello Ionio che lambisce terra calabra e terra siciliana, che godremo della sinfonia delle onde, non potremo non pensare a te, a quella tua immancabile coppola, e a quell’arancino che il tuo e nostro Salvo Montalbano addenta, mentre è già pronto per nuove e avvincenti avventure…!!!

                                    Antonio Marino

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