La Pasqua di Maria

“È possibile – affermò San Giovanni Paolo II all’Udienza Generale del 25 giugno 1997 – che Maria di Nazaret abbia sperimentato nella sua carne il dramma della morte? Riflettendo sul destino di Maria e sul suo rapporto con il divin Figlio, sembra legittimo rispondere affermativamente: dal momento che Cristo è morto, sarebbe difficile sostenere il contrario per la Madre”. 

Tant’è che il Vescovo San Gregorio di Tours, storico e agiografo gallo-romano, in un suo scritto, considerato il primo testo attendibile che narra l’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, racconta: “infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso”.

Il Dottore della Chiesa San Giovanni Damasceno scriverà: “era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio”. 

Il Patriarca Germano da Costantinopoli in una delle sue omelie tenute “In SS. Deiparae dormitionem”, festività che corrisponde alla nostra festa dell’Assunzione, annota: “poteva mai succedere, santissima Madre di Dio, che il cielo e la terra si sentissero onorati della tua presenza, e tu, con la tua partenza, lasciassi gli uomini privi della tua protezione? No. È impossibile pensare queste cose. Infatti come quando eri nel mondo non ti sentivi estranea alle realtà del cielo, così anche dopo che sei emigrata da questo mondo non ti sei affatto estraniata dalla possibilità di comunicare in spirito con gli uomini… Non hai affatto abbandonato coloro ai quali hai garantito la salvezza… Infatti il tuo spirito vive in eterno né la tua carne subì la corruzione del sepolcro. Tu, o Madre, sei vicina a tutti e tutti proteggi e, benché i nostri occhi siano impediti dal vederti, tuttavia sappiamo, o Santissima, che tu abiti in mezzo a tutti noi e ti rendi presente nei modi più diversi… Tu (Maria) ti riveli tutta, come sta scritto, nella tua bellezza. Il tuo corpo verginale è totalmente santo, tutto casto, tutto casa di Dio così che, anche per questo, è assolutamente refrattario ad ogni riduzione in polvere. Esso è immutabile, dal momento che ciò che in esso era umano è stato assunto nella incorruttibilità, restando vivo e assolutamente glorioso, incolume e partecipe della vita perfetta. Infatti era impossibile che fosse tenuta chiusa nel sepolcro dei morti colei che era divenuta vaso di Dio e tempio vivo della santissima divinità dell’Unigenito. D’altra parte noi crediamo con certezza che tu continui a camminare con noi”. 

E questo testo del Patriarca Germano, rammentava Papa Benedetto XVI all’Udienza Generale del 29 aprile 2009, “Pio XII lo incastonò come perla preziosa nella Costituzione apostolica Munificentissimus Deus (1950), con la quale dichiarò dogma di fede l’Assunzione di Maria. Questo testo il Papa Pio XII citò nella menzionata Costituzione, presentandolo come uno degli argomenti in favore della fede permanente della Chiesa circa l’Assunzione corporale di Maria in Cielo”.  

Nella già citata Udienza Generale del 25 giugno 1997, Papa Wojtyla, poi, evidenziava che “circa la conclusione della vita terrena di Maria, il Concilio riprende i termini della Bolla di definizione del dogma dell’Assunzione ed afferma: <<l’Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in corpo e anima>> (Lumen Gentium, 59). Con questa formula la Costituzione dogmatica Lumen Gentium, seguendo il mio Venerato Predecessore Pio XII, non si pronuncia sulla questione della morte di Maria. Pio XII tuttavia non intese negare il fatto della morte, ma soltanto non giudicò opportuno affermare solennemente, come verità che doveva essere ammessa da tutti i credenti, la morte della Madre di Dio. Alcuni teologi – concludeva Giovanni Paolo II – in verità, hanno sostenuto l’esenzione della Vergine dalla morte e il suo passaggio diretto dalla vita terrena alla gloria celeste. Tuttavia questa opinione è sconosciuta fino al XVI secolo, mentre in realtà esiste una tradizione comune che vede nella morte di Maria la sua introduzione alla gloria celeste”.

Ora, giunto a questo punto, il lettore si starà di certo interrogando sulla opportunità di perder del tempo appresso a tematiche che poco si addicono alla spensieratezza e all’ozio ferragostano…

Fatto sta che, sia chi scrive, sia tanti altri, sono stati pungolati da don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, che, al mattino del quattordici di agosto, ha … introdotto i suoi parrocchiani alla Solennità dell’Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria recapitando loro alcune foto che immortalano momenti di due funzioni religiosi vissute in Terra Santa, una riguardante la “Dormitio Virginis”, celebrata nella Chiesa Ortodossa e nella Chiesa Apostolica Armena a sera proprio del quattordici agosto, l’altra relativa alla Celebrazione del quindici d’agosto…

La visualizzazione delle istantanee, con annesse note esplicative, hanno suscitato, nonostante la brezza marina che distraeva e il sole che picchiava forte, tanta curiosità…

E così, eccoci a … buttar giù quattro righe sulla Solennità dell’Assunta, ovvero, come sottolineato domenica 11 agosto da don Nuccio, “la Pasqua di Maria”,  e, al contempo, a spulciar qualche notiziola sull’ortodossa “Dormitio Virginis”.

E a proposito di quest’ultima festività, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I così si esprimeva: “la Chiesa ortodossa venera intensamente la Madre di Dio – ovvero Theotokos – esaltandola non come una pia eccezione ma proprio come un esempio concreto del modo cristiano di affidarsi e rispondere alla vocazione a essere discepoli di Cristo. La sua morte è commemorata il 15 agosto, una delle dodici Grandi feste del Calendario ortodosso. I cristiani ortodossi si riferiscono a questo evento festivo come alla <<Dormizione>> della Thetokos, piuttosto che alla sua <<Assunzione>> in cielo. Perché sottolineare che Maria è umana, che morì e fu sepolta come gli altri esseri umani, ci dà l’assicurazione che – anche se né tomba né morte potrebbero contenere la Theotokos, nostra incrollabile speranza e sempre vigilante protezione – Maria è in realtà molto più vicina a noi di quanto pensiamo; non ci ha abbandonato. Come rimarca l’apolytikion per la Festa: nella nascita, tu hai preservato la tua verginità; nella morte, tu non ha abbandonato il mondo, o Theotokos. Come madre della vita, tu sei partita verso la sorgente della vita, liberando le nostre anime dalla morte per mezzo delle tue intercessioni”. 

Insomma … da Oriente a Occidente … il 15 d’agosto è giornata da trascorrere anzitutto all’ombra del materno manto di Maria: riusciremo anche noi a far spazio, nella nostra giornata ferragostana, al tempo della preghiera, cantando anche noi, col coro degli angeli … “assumpta est Mariae in coelum, gaudent angeli”…

                                    Antonio Marino

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