Il convegno. Seconda giornata

“È necessario riscoprire un impegno politico che guardi ai valori e torni a essere competente: insomma, una politica capace di parlare contemporaneamente ai cuori e alle teste delle persone”.

Questa frase, che Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Cattolica di Milano, pronuncia quasi al termine della sua lunga dissertazione, chiaramente sintetizza il messaggio che il docente universitario intende lasciare ai partecipanti alla seconda giornata del Convegno Pastorale Diocesano.

“Ora è il tempo favorevole” (1Cor 6,2) – In un tempo di crisi della politica, il coraggio delle scelte … è il tema assegnato al professor Rosina.

E lui, editorialista de La Repubblica ed autore di saggi sovente acutamente lungimiranti, chiarisce anzitutto che “l’azione pubblica dovrebbe consentire a ciascun uomo e a ciascuna donna di migliorare la condizione in cui versa, facendola, però, sentire parte integrante di un percorso collettivo che mira alla costruzione di un futuro diverso dal presente”.

Dove, chiosa Rosina, “la diversità consiste nell’ancorare l’azione di miglioramento e di crescita ai valori”.

Dipinge, Alessandro Rosina, un affresco di quanto accaduto nell’italico Novecento, “dove, ad esempio, la politica degli anni Trenta ha saputo ben interpretare le sfide che via via andavano presentandosi, consentendo così al Paese di crescere”. Oppure, aggiunge, “l’assurdo venutosi a creare negli anni Ottanta, dopo la corsa alla crescita dei periodi precedenti: il timore di perdere quel che s’era raggiunto schiacciò l’essenziale rischio di mettere tutto in discussione per crescere ancora, accrescendo il benessere collettivo”. O ancora, argomenta, “i giorni nostri, col raggiungimento di un consenso sempre maggiore frutto delle quattro R: rassicurazione, rancore, rifiuto degli altri, rassegnazione. Se non sei sbilanciato assieme agli altri, teso insieme agli altri a costruire un futuro impastato di valori e contenuti, comincerai a temere che gli altri vogliano fregarti quel poco che è tuo, te lo faranno credere e tu inizierai a guardar male gli altri…”

E cercando d’offrire alcune piste che mirino alla costruzione di un sistema Paese che, nel prossimo futuro, non imploda, Rosina indica immediatamente “le nuove generazioni: nel futuro del nostro Paese il nuovo di valore – i giovani, cioè – deve aggiungere nuovi valori. Per ottener ciò, però, la cosa pubblica dovrebbe chiedersi: quale ruolo hanno le nuove generazioni nel progetto Paese che vogliamo costruire? E la risposta deve essere chiara, comprensibile e attuabile. E ancora: il fenomeno migratorio. Quale ruolo assumeranno questi uomini e queste donne che giungono sulle nostre coste e che son, dunque, da considerare all’interno del progetto Paese? E poi: le nuove fasi della vita. Stiamo guadagnando anni di vita incuneati tra la fine della fase adulta e l’inizio dell’anzianità: come vivere e progettare questo tempo?”

Ed avviandosi alla conclusione, rimarcando che “avere una visione del futuro significa compiere oggi delle scelte scomode, significa contemplare la riduzione delle certezze del presente per investire a piene mani su un futuro davvero migliore”, ricordando che “il presente non è il luogo che difende le certezze e il benessere del passato ma bensì il luogo in cui si costruisce il futuro”, Rosina introduce alcune buone prassi per un’arte politica vera e propria: “una politica fondata sulla condizione che il bene dell’altro è anche il mio bene e che il tutto s’inserisce in un processo di miglioramento collettivo. Una politica in grado di creare consensi aiutando a trovare risposte vere, riconoscendo timori e fragilità, proponendo soluzioni realizzabili e non solo alibi. Una politica che parta dal basso, che lanci, coinvolgendo l’associazionismo e il popolo tutto, un modello di sviluppo assolutamente coerente con i mutamenti”.

E l’ultima battuta, il professor Rosina, la dedica ai giovani: “invaghitevi del desiderio di capire meglio il mondo per poterlo, voi, e soltanto voi, cambiare…”

                                     Antonio Marino

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