Puntata undicesima

“Se non si rischiasse mai nella vita, Michelangelo avrebbe dipinto il pavimento della Cappella Sistina…”

La frase, pronunciata dallo statunitense drammaturgo Neil Simon, ha accompagnato il nostro ritorno alla domestica scrivania, terminato il sorseggiamento dell’undicesimo, artistico, caffè!

Tal caffè l’abbiamo sorbito nell’unico luogo capace d’intrecciare sogni e realtà, stupore e dramma, trucchi e vita…

È nel foyer del Teatro Comunale “Francesco Cilea” che l’ospite nostro c’aspetta, c’accoglie, si racconta, permettendoci d’avere accesso al suo vero e proprio retrobottega!

E la storia che stiamo per assaporare muove i primi passi in quel pezzo di storia e d’umanità che furono e che è “Sbarre Centrali, la … repubblica di Sbarre”, sottolinea sorridente Peppe Piromalli, attore e direttore artistico de L’officina dell’arte.

“Il mio balcone – esordisce Piromalli – dava su uno scantinato: vedevo, insomma, gente scendere in quella sorta di … buco nero! La vedevo entrare allegra, la scoprivo uscire, notte tempo, ancor più allegra… Incuriosito da quel buco nero e dall’effetto che quel che c’era al suo interno provocava sulla gente, quattordicenne m’addentrai nei suoi meandri… Scesi la scala a chiocciola e rimasi a contemplare una sala con una cinquantina di sedie, delle luci che facevano risaltare un palchetto, delle persone che provavano delle battute teatrali o che suonavano la chitarra… Fu al cospetto di quella visione, all’annusar quei profumi che … rimasi folgorato…!!!”

Volto oramai familiare nel panorama artistico reggino e meridionale, e, tra poco, scopriremo anche nazionale, Peppe Piromalli non cela quel particolare della “mia estrema timidezza: ero un ragazzo timidissimo quando, negli anni ’80 cominciai a strimpellar la chitarra, proprio in quello scantinato. Suonavo la chitarra con Rino Minelli, ottimo musicista oggi chef in Toscana, e, per far capire a che livelli stava la mia timidezza, aggiungo che … suonavo la chitarra collocandomi alle spalle di Rino! Mi facevo coprire!!!”

A un certo momento, però, accade l’imprevisto: “si stava, in quello scantinato, montando una nuova commedia, “Il bossolo di casa nostra” titolata. Venne a mancare uno degli attori. Lo sostituii io: da allora, dal palcoscenico non sono più sceso…! Anzi, è stato proprio il teatro a farmi sconfiggere la timidezza…”

E così, narra Peppe Piromalli, “ha inizio quella ventennale favola teatrale col Blu Sky Cabaret”.

Attenzione, però, sottolinea Piromalli, “all’epoca, il teatro, per me, era un hobby… Io, per ventitre anni e mezzo lavoro alla Reggina Calcio. A sera, a lavoro finito, eccomi salire sul palcoscenico…”

Nel novembre del 2010, poi, “lasciata la Reggina Calcio, comincio a sentire la pressione di … quella sorta di bambino che, dentro di me, parlava, parlava, parlava: era, è, il … sogno del teatro, il mio sogno… Certo, inseguire un sogno lasciando il posto fisso è…”

La frase, volutamente, resta sospesa, senza prosecuzione o risposta alcuna: “l’idea era quella di metter su un movimento culturale e nel 2014, con alcuni degli amici coi quali condividevamo l’esperienza del Blu Sky e pertanto del Teatro Loreto, ci sedemmo a riflettere, ad intrecciare le idee… Nell’estate del 2014 dopo aver ripulito, riqualificato e tirato davvero a lucido il degradato Rione Ceci, sempre a Sbarre, riuscimmo a mettere in piedi una rassegna teatrale: mille spettatori, e per sette sere, assistettero ai … primi passi … della … Officina dell’Arte!!! Ai primi passi del nostro divenire … solo ed esclusivamente … gente di e per il teatro…!!! Fu uno sforzo immane, costruito interamente sulle nostre spalle… Tuttavia, fu uno sforzo che ebbe ricadute positive, sia artistiche che morali. Tant’è che nell’autunno 2014 all’allora Teatro Siracusa lanciammo la prima stagione teatrale: otto spettacoli fatti con amici come Mimmo Severino e Gennaro Calabrese e compagnie teatrali locali…”

Ed essendo stata, evidenzia Peppe Piromalli, “positivissima anche l’esperienza al Siracusa … cominciammo a guardare al Teatro Cilea… Intendiamoci, però: il Teatro Comunale “Francesco Cilea” lo abbiamo sempre considerato come … quel … sogno che … si può guardare ma non si può toccare… Non potevi e non puoi andare al Cilea a rappresentare qualsiasi cosa… E noi, a lui, al Cilea, ci siamo accostati in punta di piedi, con emozione e responsabilità… E nel 2015/16 presentammo la stagione de L’officina dell’arte proprio al Teatro Cilea. In quel primo anno al Cilea ospitammo attori del calibro di Massimo Lopez e Dario Cassini: ci recitammo pure noi, poiché ho imposto che, ogni anno, almeno una delle commedie deve essere portata da noi in scena”.

Ed oggi, che L’officina dell’arte è una gran bella realtà, Peppe Piromalli ricorda che “il nostro movimento artistico si muove con la nostra faccia, con i nostri soldi, con la nostra smisurata passione, con il nostro infinito amore: ogni anno ci rimettiamo in gioco. Ed ora siamo alle prese con la scommessa dell’ex … Dopolavoro ferroviario … oggi CineTeatro Metropolitano: ce ne siamo fatti carichi perché lì vogliamo sperimentare una diversa tipologia di teatro. Al Metropolitano gli spazi non consentono di rappresentare grandi produzioni: lì lavoreremo sul duo, sullo .. one man show, proporremo produzioni collaterali, quelle del Teatro Off e quelle dello stand-up comedy…”

Ed un “guizzo coraggioso”, ci dice Peppe Piromalli, ci vorrebbe per far sbocciare quella nuova primavera di speranza auspicata da don Nuccio Cannizzaro, l’assistente spirituale degli artisti reggini, nella meditazione omiletica ai funerali di Giacomo Battaglia: “a Reggio non siam capaci di far coalizione, di lavorare assieme… purtroppo… Dovremmo, pertanto, e col giusto supporto istituzionale, affidare ad ogni realtà artistica un pezzetto di … primavera da … far nascere e portare avanti… E chissà che, ad un bel momento, innanzi alla visione totale della primavera reggina, non si riesca a star lì, tutti allo stesso tavolo, per far risorgere e sognare la nostra città…”

E poiché, rammenta Piromalli, “abbiamo intanto noi ancora tanta voglia di sognare, eccoci a lavorare per crescere ancor di più, per continuare a realizzare la stagione teatrale al Cilea – fra qualche giorno partirà la stagione 2019/20 de L’officina dell’arte al Cilea – per promuovere una grossa e nostra produzione teatrale che ci consenta di vivere una importante tournèe… A tal proposito: il due dicembre, al Teatro Manzoni di Milano terminerà la tournèe nazionale di una nostra produzione teatrale, interamente ideata e realizzata da noi!”

Insomma, prendendo in prestito le parole proprio di Peppe Piromalli, buon cammino Officina dell’Arte, compiendo un passo alla volta ma, ovviamente, senza sosta!!!

E buon proseguimento di sogno a te, caro Peppe, augurandoti di poter essere anche tu, come lo fu il tuo e nostro amico Giacomo Battaglia, al quale dedichi la nuova stagione teatrale, di poter, dunque divenire anche tu, sull’italico palcoscenico, ambasciatore del sorriso e della bontà e dell’ingegno e della intraprendenza genuina del popolo reggino…

Buona vita, Peppe!

                                    Antonio Marino     

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