Padre Matta El Meskin, un padre del deserto dei nostri giorni

Chi è Matta El Meskin che quest’anno ci guiderà nei nostri incontri del mercoledì?

Yusuf Iskandar, questo è il nome secolare, nacque nel 1919 a Banhà, al-Qalyùbiyya.

Nel 1944 si laureò in farmacia, ma nel 1948, venduta la farmacia e distribuiti i suoi beni ai poveri, si ritirò a vita monastica, spinto dalla convinzione  che solo in essa avrebbe potuto vivere al meglio la propria libertà con Dio.

Dopo alcune esperienze vissute in vari monasteri, ottenne di ritirarsi a vivere da eremita. Prima fu però consacrato sacerdote. Rimase eremita solo tre anni, in questo breve lasso di tempo, raccolse numerosi giovani che si misero alla sua sequela.

Nel 1954 venne inviato ad Alessandria, quale vicario del Patriarca Yusab II°. Qui rimise ordine al patriarcato, risanando le finanze e non solo. Ma poi a causa di invidie da parte dei notabili di quella chiesa, nel 1956 ottenne di ritirarsi nel monastero di Dayr anbà Samù il.

Anche qui lo seguirono numerosi discepoli, tra i quali il futuro patriarca Shenuda III°. Nell’agosto del 1960 Matta El Meskin si trasferì con i suoi monaci a Wàdì al Rayyàn, nel deserto occidentale, a circa duecento chilometri a sud-overst del Cairo, dando inizio ad uno dei movimenti monastici più rivoluzioni dei tempi moderni. Numerosi giovani accorrevano al monastero da tutto l’Egitto, facendo rifiorire i fasti dell’antico monachesimo egiziano, culla del cristianesimo primitivo.

Padre Matta El Meskin ha pubblicato centottanta volumi di teologia e di spiritualità, il suo libro sulla preghiera ha segnato la vita di migliaia di lettori, oggi la sua figura giganteggia nella chiesa universale. Ecco perché abbiamo scelto di ascoltare i suoi consigli sulla preghiera, per offrire alla nostra povera umanità un porto sicuro di approdo e di speranza.

Reggio Cal. 27.09.2019

           Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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