La sinergia dello Spirito

C’è un frammento, tratto dal capolavoro cinematografico Il postino, che stasera fa proprio al caso nostro!

Dinanzi all’incantevole mar meridionale, il postino Mario, reso vivo da Massimo Troisi, confida a Pablo Neruda, vivificato da Philippe Noiret, che “sono proprio innamorato, perché io me la sono vista lì davanti. La guardavo e non mi usciva neanche una parola”. Ma come, ribatte Neruda, “non le hai parlato?” E il postino Mario: “quasi niente. Cioè, la guardavo e m’innamoravo…”

Quel desiderio di esserci, di starci, in silenzio, senza necessariamente che le parole s’ammassino tra gola e denti: ecco il desiderio vissuto da chi sceglie di dedicare sessanta minuti dalla sua giornata, a sera del primo giovedì del mese, al Tempio della Vittoria, ad accucciarsi accanto a Gesù Eucaristia.

E così, a sera del terzo giorno d’ottobre, un buon numero di parrocchiani di don Nuccio Cannizzaro si son ritrovati … abbagliati dalla luminosità di quel pezzo di pane che lo Spirito Santo ha reso Corpo del Buon Pastore…

Il canto, la preghiera e i gesti, hanno offerto spunti per riflettere e rivedere i propri passi.

La meditazione omiletica del Parroco ha, ancora una volta, scosso quel torpore che rischia di prendere il sopravvento sulle vite di coloro che “non son disposti a compiere quel difficile cammino detto <<kenosis>>: se non ci disponiamo allo svuotamento di noi stessi, se non ci svuotiamo dal nostro egoismo, dalla superbia nostra, da quell’ego dominante, noi … non conosceremo mai Dio. È, insomma, una lotta complicata quella che dobbiamo compiere: lottare contro quel … cancerogeno diamante dalle mille facce che è la nostra superbia. Che si camuffa, si nasconde, si riproduce: e noi dobbiamo star li, a lottare, a sconfiggerla per farla definitivamente sparire dall’animo nostro. Solo così conosceremo noi stessi e il nostro peccato. E per viver tale cammino avvertiamo l’urgenza d’essere aiutati… I giovani monaci del deserto andavano da Abbà, Padre, e chiedevano: dicci una parola… Ora, la Parola di Dio, scritta duemila anni fa, è Parola eterna: i discepoli della Parola, e relativamente al deserto, da San Macario e fino a Matta el Meskin, hanno interpretato la Parola, lasciandosi guidare dal sussurro dello Spirito. Nessuno di noi può andar da solo da Dio, ciascuno di noi ha bisogno di un Abbà, di un Padre Spirituale, che, a sua volta, si poggia sulla spalla di un altro Abbà. Ed ecco la sinergia dello Spirito: in fondo, è lo Spirito Santo, fin dalla notte dei tempi, a guidare i passi di coloro che, svuotatisi dai loro peccati, s’abbandonano al pensiero di Dio…”

E quando lo smartphone rammentava ch’era oramai ora d’andare ad apparecchiare la casalinga tavola, don Nuccio riponeva il Santissimo Sacramento nel Tabernacolo.

E nonostante fosse passata un’ora dalla loro accensione, le fiammelle poste sui gradini che salgono all’Altare, poste a disegnar il cammino, sembravano brillare di fuoco ancor più ardente…

E si, perché, avevano fatto incetta della Luce che illumina il mondo…

Quelle fiammelle non ardevano causa legno di dubbia provenienza…

C’era la cera liquida a far da alimento: c’era la loro disponibilità a far si che il loro luccichio prendesse le mosse dal fermo desiderio d’essere brillanti come quel pane fattosi Corpo…

Ecco, le fiammelle han saputo scandagliare i meandri della kenosis…

Chissà se anche noi avremo il coraggio, nella nostra vita, di far quel parolaio giochino: piuttosto che IO, aggiungiamoci, dopo la O, una N. 

Ecco, davvero, convintamente, NOI: IO&DIO!

                                                  Antonio Marino

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2 commenti su “La sinergia dello Spirito”

  1. Giovanni Barbaro

    Tu Sole vivo per me sei Signore,
    vita e calore diffondi nel cuor.

    Tu sul cammino risplendi mio Sole,
    luce ai miei passi Ti voglio, Signor.

    La tua parola mi svegli al mattino,
    e mi richiami alla sera con te.

    Sulla mia casa t’innalza, mio Sole,
    splenda d’amore, di luce, per te.

  2. grazie infinite perchè vi siete impegnati al massimo per rendere adatto stupendo l’ambiente per l’ora di adorazione e grazie ad Antonio M per quanto efficacemente scrive e stupendamente (perdonate la ripetizione).Già da quello che vedo diventa più facile immergersi nella preghiera adorante.
    E al Parroco ? buon proseguimento del cammino intrapreso e ovviamente riconoscente per la ricchezza della / e omelia / e.
    un abbraccio a tutti voi che lavorate per rendere tutto questo reale.

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