Incontriamoci il mercoledì – 2

“Non è possibile che l’uomo conosca se stesso in modo vero, autentico e reale senza sfociare nella conoscenza di Dio … l’uomo che giunge a prendere coscienza della propria anima è quindi posto, per il fatto stesso, in presenza dell’immagine divina … così il cammino verso una vera presa di coscienza di sé è l’unico che senza sforzo conduce alla percezione di Dio…”

È Matta el Meskin a … parlare … nonostante all’Altar del Tempio della Vittoria ci fosse soltanto il parroco don Nuccio Cannizzaro.

Ma lui, don Nuccio, offre, per il secondo mercoledì consecutivo, l’opportunità di respirare la stessa aria … fatta di assoluta autentica spiritualità … ingurgitata dai Padri del deserto…

Lo fa, don Nuccio, donando tanto spazio agli scritti di Matta el Meskin, senza filtri o riassunteggiare…

Tuttavia, di tanto in tanto, lascia le sue attese e necessarie chiavi di lettura…

E se “natura, grandezza, necessità ed efficacia della preghiera” sono i titoletti degli ipotetici quattro paragrafi di cui si compone questa seconda Catechesi, la sottolineatura che

“la preghiera è l’arte più alta che l’uomo possa vivere, custodire e praticare, poiché è attraverso la preghiera che noi conosciamo noi stessi, è attraverso la preghiera che noi conosciamo Dio”

anticipa la tagliente citazione di Macario il Grande: “la nostra preghiera non deve consistere in atteggiamenti del nostro corpo: gridare, rimanere in silenzio, oppure piegare le ginocchia; dobbiamo piuttosto attendere con un cuore sobrio e vigilante che Dio venga e visiti l’anima… “

Santificare e sottomettersi son poi i due esercizi che don Cannizzaro introduce: “santificare il nome di Dio essendo a lui sottomesso e rendergli grazie con una lode pura, porta l’uomo a divenire spirituale” poiché “progredendo nella vita di preghiera acquisiamo la certezza che essa è essenzialmente una dossologia, una lode.

A questo sono pervenuti tutti i santi alla fine della loro comprensione e della loro pratica di preghiera. Alla base di ogni preghiera si trova il desiderio di adempiere totalmente alla volontà di Dio: così la preghiera esige che l’uomo faccia violenza alla propria volontà”.

E sottolineando che “l’uomo che non prega non può operare in sé né un cambiamento né un rinnovamento, né può avere con Cristo un rapporto autentico ed efficace; per quanto zelante il culto che presenta esprime soltanto un formalismo esteriore e superficiale che non può dare frutti”, don Nuccio rammenta che “la preghiera previene il cuore dal bramare l’iniquità, trattiene i passi sul ciglio del cammino scivoloso del peccato e custodisce la lingua dall’adulazione e dalla menzogna” e chiosa paternamente tuonando che “Dio non esige solo dei credenti , bensì chiede dei veri adoratori che adorino il Padre in spirito e verità”. 

Inoltre, evidenzia don Cannizzaro, avviandosi alla conclusione, “per mezzo della preghiera, non attiriamo Cristo dal cielo, lo scopriamo all’interno di noi stessi”, poiché “è assolutamente necessario che per mezzo della preghiera l’uomo si apra interamente a Cristo, così che egli possa abitare nella profondità dell’anima creata per lui, a sua immagine, possa diventarne il signore ed essere in grado di gestirne l’orientamento, di dirigerne i pensieri, i sentimenti, la volontà, i sensi. Quando Cristo regna nell’anima che in ogni tempo gli si affida nella preghiera, egli diventa il centro vero della sua esistenza e del suo orientamento”.

E lasciando calare la tela sulla seconda Catechesi, don Nuccio chiude con l’intrigante concetto della “inabitazione della Trinità: quel divenire io, noi, ciascuno di noi, abitazione del Padre che in Maria si vivificò autenticamente compiutamente, essendo divenuta, la giovane di Nazareth, capace di contener davvero Dio nel seno suo”.

E mentre spegnendosi vanno le luci del Tempio della Vittoria, il cuor già guarda a mercoledì 16 ottobre…

                                                                                                                                                             Antonio Marino 

 

la diretta dalla nostra pagina Facebook Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria:

Incontriamoci il Mercoledì

Tema: Scuola di preghiera alla luce degli scritti di Matta El Meskin – Matteo il povero.Parroco: don Antonio CannizzaroSecondo appuntamento in diretta stasera de "Incontriamoci il mercoledì" presso la Parrocchia di San Giorgio della Vittoria Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 9 ottobre 2019

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