Pizzo & Tropea

“Ragazziii … c’è traffico sull’autostrada! È bellissimo! Cosi possiamo stare insieme ancora per un po’…!!!”

L’esclamazione, nata dal genuino cuore preadolescenziale, certifica, oggettivamente, senza ombra di dubbio alcuno, che … l’intuizione avuta da don Nuccio Cannizzaro, il parroco di “San Giorgio della Vittoria”, a metà mattinata del 29 di settembre era … davvero divinamente ispirata e umanamente lungimirante assai…!

A conclusione della Santa Messa delle ore 11, proprio in quell’ultima domenica settembrina, il parroco annunciava l’idea di dar avvio all’anno catechistico con una gita, una giornata, quella del 13 d’ottobre, da trascorrere tutti insieme: bambini e ragazzi e rispettive famiglie, catechisti e parroco!

Cominciava, così, a mettersi in moto la macchina organizzativa…

E al mattino del 13 d’ottobre, sotto ad un beneaugurante ed infuocato sole domenicale, eccoli, bambini e ragazzi, catechisti e mamme, qualche nonna e i papà, eccoli a prender posto sul pullman…

Posto vuoto: quello del parroco…

E si, perché don Nuccio, trattenuto in parrocchia dall’impossibilità di trovare un sostituto per le domenicali Eucaristiche Celebrazioni al Tempio della Vittoria, dopo il saluto, impartita la Benedizione, dal pullman scende…

Lui e i suoi parrocchiani si salutano con un filo evidente di tristezza negli occhi…

Intorno alle ore 10,30 il pullman tocca il suolo della prima meta: Pizzo! O, per essere ancor più precisi: il Santuario di San Francesco di Paola, retto dai Padri Minimi.

Ad accogliere l’allegra brigata è Padre Casimiro Maio, dell’Ordine dei Minimi, “un mio grande amico” aveva confidato don Nuccio ai suoi parrocchiani.

E Padre Casimiro, volto e carattere noto al popolo reggino, essendo stato per ventidue anni in quel di Catona, presso il Santuario di San Francesco di Paola, propone agli ospiti suoi: “fra poco, in piazza, si svolgerà la rievocazione storica di quanto accadde proprio ad ottobre, proprio in questi giorni, ma nel 1815: la cattura e la fucilazione di Gioacchino Murat… Volete andarci? E forza, fate presto… La Messa la vivremo subito dopo… Non createvi problemi… Su, andate: anche la storia è un dono di Dio da conoscere, custodire e divulgare…”

E lasciati in sagrestia zaini e, addirittura, qualche giubbotto – nonostante il caldo insistesse anche sui vicoli della nostra Reggio già all’alba!!! – eccoli, i parrocchiani di don Nuccio, attraversar le strade di Pizzo per raggiungere la piazza e partecipare, avvinghiandolo ad un gustosissimo tartufo, all’evento…

Lungo il tragitto che separa il Santuario dalla piazza qualcuno, a un certo momento, scatta un’istantanea di quella porzione di popolo in cammino… 

Riguardandola, sembra quasi di sentire, in lontananza, le parole che ebbe a pronunciare il Cardinale John Henry Newman, che in quegli stessi istanti Papa Francesco, a Roma, annoverava nel numero dei Santi: “il cristiano – disse un giorno il nuovo Santo – possiede una pace profonda, silenziosa, nascosta, che il mondo non vede. Il cristiano è gioioso, tranquillo, buono, amabile, cortese, ingenuo, modesto; non accampa pretese. Il suo comportamento è talmente lontano dall’ostentazione e dalla ricercatezza che a prima vista si può facilmente prenderlo per una persona ordinaria”.

Poco dopo mezzogiorno, mentre sotto i colpi di fucile Gioacchino Murat cadeva esanime al suolo, i parrocchiani di don Nuccio tornavano al Santuario, per viver così il Divin Sacrificio.

A presiedere la Celebrazione Eucaristica è Padre Casimiro che, dopo aver illustrato la storia e le caratteristiche artistiche del Santuario, puntualizza: “badate che io e Nuccio ci conosciamo da un pezzo, siamo amici, e tutti e due abbiamo una gran bella capa tosta!!!”

All’omelia Padre Casimiro, riallacciandosi al Vangelo della Ventottesima domenica del Tempo Ordinario, esorta a vivere l’arte dell’accoglienza e la capacità di … riconoscere i propri peccati… E quest’ultima esortazione – a dimostrazione che due amici, che si stimano e si vogliono bene, sanno stare senza dirselo sulla stessa lunghezza d’onda – fa riaffiorare alla mente e al cuore di grandi e piccini i passaggi delle Catechesi del mercoledì, incentrate da don Nuccio sulla preghiera e, tra l’altro, proprio sulla capacità d’individuare i proprio peccati, tipico di colui che, avendo imparato a pregare, conosce se stesso facendo esperienza di Dio.

Il successivo pranzo al sacco viene consumato in una sala dell’attiguo convento dei Padri Minimi, sempre affettuosissimamente ospiti di Padre Casimiro.

E dopo aver assaggiato anche un liquore, frutto del lavoro e dell’ingegno dei Padri, i parrocchiani di don Nuccio, raccolte le bagattelle, spostano il loro entusiasmo sul suolo della seconda e ultima meta: Tropea!

Eccoli scorazzare tra i vicoli e i suggestivi affacci su squarci di mare che solo il Divin Pittore poteva sognare e render vivi…

E mentre i raggi del sole cominciavano ad indebolirsi, il pullman si rimetteva in marcia, verso Reggio, verso casa…

Ed è proprio nei pressi della Città dello Stretto che … quell’urlo .. rimbombò all’interno dell’autobus … “ragazziii … c’è traffico sull’autostrada! È bellissimo! Cosi possiamo stare insieme ancora per un po’…!!!”

In fondo, la gita parrocchiale è il più intrigante espediente che consente di conoscersi e scoprirsi; è il più utile strumento per imparare a stare con e per gli altri, a camminare insieme, a non correre avanti né ad attardarsi indietro, ad aspettare chi è stanco e a frenare chi ha fretta di fuggir via da solo…

E quando il pullman attracca sul lungomare, proprio all’altezza del Tempio della Vittoria, il cuor rilegge quelle parole che ebbe a scrivere Antoine de Saint-Exupéry: “amare non è guardarsi l’un l’altro ma guardare insieme nella stessa direzione…”

Alla prossima … anche perché … come soleva esclamare il buon Corrado, alla Corrida … e non finisce qui!

                                      Antonio Marino

 

 

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