Incontriamoci il mercoledì – 3

“Se volessimo illustrarli potremmo rappresentare i tre diversi generi della preghiera con tre atteggiamenti concreti: la preghiera vocale sarebbe rappresentata da colui che con timore sta davanti a Dio, la meditazione da colui che con lena si dirige verso Dio e la contemplazione da colui che con amore dimora nel seno di Dio”.

Le parole, che don Nuccio Cannizzaro prende in prestito da Matta el Meskin, ben riassumono i contenuti della terza Catechesi del mercoledì.

Stavolta interamente dedicata ai “gradi della preghiera” con una attenzione particolare alla “meditazione”.

E se nella “preghiera vocale – sottolinea don Nuccio – recitiamo parole e frasi che possono essere improvvisate o selezionate dalla Bibbia o dalle opere dei santi”, nella “preghiera mentale” invece, “detta a volte preghiera interiore poiché proveniente dal profondo del cuore, l’intelletto si associa al cuore unendo pensiero e sentimento”.

Prima tappa, evidenzia il parroco, “della preghiera mentale è la meditazione, seconda tappa è la contemplazione, ovvero, sotto la potente influenza dell’amore l’uomo si trova in uno stato di veglia cerebrale perfetta, i sensi controllati, la volontà centrata sulla preghiera e il cuore spiritualmente pronto ad accettare qualsiasi orientamento dello Spirito Santo”.

Ora, concentrandosi sulla meditazione, don Cannizzaro, testualmente citando Matta el Meskin rammenta che “la meditazione è la chiave di tutte le grazie; a colui che la pratica con fervore conferisce pensiero, linguaggio e sentimenti evangelici; comprende le realtà alla maniera di Dio e può progredire in tutti i doni e carismi. Se apre la bocca, le parole della Scrittura ne escono senza artifici, né affettazione e, insieme a esse, i pensieri divini fluiscono come onde di luce che attraverso la conoscenza divina rischiarano lo spirito di colui che ascolta toccandone il cuore e infiammandone i sentimenti”.

La meditazione, argomenta don Nuccio, “ch’è lettura approfondita delle Scritture che tocca il cuore e che lascia un segno indelebile nella memoria, nel sentimento e nel linguaggio”, secondo la tradizione patristica “avviene solo attraverso la lettura della Parola di Dio, perché la meditazione del cuore ha il potere di modellare la coscienza e il pensiero dell’uomo, il quale non deve lasciarsi modellare se non dalla Parola di Dio, secondo la sua volontà e il suo pensiero”.

Sempre seguendo le indicazioni dei Padri, continua don Cannizzaro, “la meditazione è lettura calma, con lentezza e a voce alta, gustando le parole; segue poi la ripetizione reiterata della stessa lettura, la cosiddetta recitazione ripetitiva”.

Da qui, evidenzia il parroco, il venir fuori delle “preghiere improvvisate, dal puro sapore evangelico, poiché provenivano da cuori traboccanti della Parola di Dio”. Tuttavia, chiosa don Nuccio, “nella tradizione cristiana autentica non è possibile attribuire alcun valore alla preghiera improvvisata, se colui che prega non è ripieno della Parola di Dio, esercitato nella vera meditazione: la sua parola rischierebbe di essere non-evangelica e i suoi pensieri potrebbero non tradurre la volontà e il pensiero di Dio”.

Tant’è che “senza la meditazione costante della Parola divina, dei comandamenti del Signore e delle sue promesse è impossibile che nascano in noi i pensieri e le sante considerazioni che riempiono il cuore e lo spirito fino a farli traboccare”.

Insomma, “la meditazione è il pedagogo che conduce l’uomo per mano per elevarlo al di sopra di se stesso, la lampada che ne illumina il discernimento e, a grandi falcate, guida i suoi passi verso l’eternità”.

Ecco perché “la meditazione è un dovere che s’impone a tutti senza esclusioni; perché l’uomo non può nutrirsi della parola della Scrittura se non la ripete nel proprio cuore e nella propria mente: proprio questa è la meditazione!”

E, puntualizza don Nuccio avviandosi alla conclusione, “questo cammino dello Spirito nel corso della lettura spirituale fa passare l’uomo dall’aridità interiore e dalla preoccupazione mentale per le cose di questo mondo, alla concentrazione interiore, all’ardore spirituale e alla preghiera”, consentendogli di vivificare nella propria vita quanto proposto da Giovanni di Dalyatha:

“fai tacere la tua lingua perché parli il tuo cuore (meditazione), 

fai tacere il tuo cuore perché parli lo Spirito (contemplazione)”.

E a mercoledì prossimo!

 

Antonio Marino

 

 

 

 

Video in diretta dalla nostra pagina Facebook Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria:

 

Tema: Scuola di preghiera alla luce degli scritti di Matta El Meskin – Matteo il povero.Parroco: don Antonio CannizzaroTerzo appuntamento in diretta stasera de "Incontriamoci il mercoledì" presso la Parrocchia di San Giorgio della Vittoria Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 16 ottobre 2019

 

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