Smontare per ricomporre

Tutto si compì, nel giro di una sessantina di minuti, qualche settimana fa…

“Giada, Antonio … a Lamezia, sabato diciannove ottobre, vivremo l’incontro regionale della Pastorale Giovanile, dedicato al … discernere e progettare la Pastorale Giovanile in Calabria. Voi che avete a che fare con i preadolescenti … ci volete venire?”

L’invito, pervenuto direttamente da Michele D’Agostino, che, oltre ad esser Seminarista della nostra comunità parrocchiale di “San Giorgio della Vittoria”, è, dallo scorso luglio, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, è alquanto allettante: stuzzica la voglia d’approfondire … sia l’essere impegnato in parrocchia … quanto il come e con quali strumenti vivere il proprio servizio.

Tuttavia … il diciannovesimo giorno d’ottobre cade di sabato … e il sabato c’è proprio il settimanale incontro catechetico con i ragazzi…

Sottoponiamo il desiderio d’andare al convegno e il desiderio di non annullare l’incontro con i ragazzi al parroco nostro, don Nuccio Cannizzaro: “e qual è il problema? A Lamezia avrete l’opportunità di crescere, di acquisire contenuti nuovi? Bene! Parlatene con i ragazzi … se saranno disponibili … posticipiamo, solo per questa volta, il catechismo alla domenica mattina e al sabato … buon viaggio!!!”

Non era complicato ipotizzare la risposta di don Nuccio: d’altronde, uno dei punti nevralgici di quel progetto pastorale che da oltre trecentosessantacinque giorni porta avanti sotto le volte del Tempio della Vittoria è proprio relativo alla … formazione degli operatori pastorali. Ed ecco nascere la Catechesi del mercoledì, il corso per i lettori, e tutte quelle occasioni che il parroco crea e regala a quanti desiderano dare ragione della propria Speranza…

E così, eccoci a Lamezia, nella Chiesa di “San Benedetto”: non staremo qui a raccontare i dettagli collaterali, il famoso retrobottega cui sempre abbiamo fatto riferimento nelle nostre note…

Ci limiteremo soltanto a condividere alcune suggestioni…

Al mattino, ad aprire i lavori è la preghiera, presieduta dal Vescovo di Lamezia Terme  mons. Giuseppe Schillaci che, nella sua breve omelia, riallacciandosi al passo del Vangelo di Giovanni che narra degli apostoli che, di corsa, si dirigono al Sepolcro, al mattino di Pasqua, rammenta: “cari amici, solo chi ama corre! Soltanto chi ha sperimentato l’Amore che abbraccia e trasforma prova, dentro di se, l’impazienza di farlo scoprire a tutti coloro che gli stanno a cuore… E verso costoro si dirige frettolosamente…”

Don Ivan Rauti, responsabile della Pastorale Giovanile Regionale, esorta i giovani a “smontare la Calabria! Smontare per ricomporre: dobbiamo, insieme, pensare a come rimettere insieme i pezzi, ripartendo da tutto ciò che di buono c’è già. E compiendo tale esercizio, ci affineremo nell’arte del … tirar fuori dall’altro sempre il suo meglio, tutto quel bene che alberga nell’intimo di chiunque incontriamo”.

All’Alcantarina Suor Katia Roncalli, invece, viene affidata la mattutina relazione intitolata “L’arte del discernimento: una sfida per le nostre comunità”.

L’intervento di Suor Katia è incisivo come una delle memorabili scivolate dell’indimenticabile terzino Antonio Cabrino: scivolata millimetrica che consentiva di recuperare il pallone, soffiandolo dai piedi dell’avversario senza commettere fallo alcuno, e, immediatamente dopo, lanciarlo allo smarcato compagno a centrocampo per ripartire, in contropiede, alla volta dell’avversaria porta…

“Se desideriamo – attacca la consacrata – che cambi qualcosa nelle nostre comunità, è necessario modificare il nostro modo di approcciarci alle cose… Quante volte ci è capitato di perder ore appresso ai dettagli, dimenticando completamente lo sfondo del nostro agire? Dobbiamo purificare la nostra organizzazione ecclesiale: cosa manifesta nel modo e nelle cose che facciamo la … paternità di Dio?”

Ciascuno di noi, evidenzia Suo Katia, “ deve convertirsi, devo compiere il passaggio dalla religione alla fede! La religione: lo sforzo dell’uomo di mettersi, attraverso delle regole, in contatto con Dio.

La fede: ovvero, la relazione con un Tu che ti obbliga ogni giorno a ridefinire la tua giornata. Dinanzi alla relazione, vera e autentica, non ci possono stare regole: se poi c’è comunicazione, le regole non son proprio necessarie!

Quante volte ci siamo ritrovati a stampare e appendere cartelli, sulle pareti delle nostre comunità, con regole e indicazioni: quante volte avremmo invece potuto dare avvio a necessarie umane relazioni accostandoci a coloro che distrattamente leggono quei cartelli, spiegandogli, noi, i contenuti e, al contempo, attaccando a divenir amici?”

E ricordando che “l’arte del discernimento non la si impara studiandola sui libri, poiché è solo dentro una trama comunionale che potremo scorgerla e farla nostra, essendo in grado di parlar di discernimento solo chi lo ha vissuto nella propria vita e sulle proprie scelte” suor Roncalli auspica che ciascun giovane scopra, nella propria vita, il “paradigma pasquale: dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a scoprire come la Pasqua di Cristo vive nella loro storia. Esortiamoli alla preghiera: essa implica il … trovare la Risurrezione di Cristo. E il discernimento è arte del vedere Cristo nella storia”.

Ed avviandosi alla conclusione, suor Katia mette in risalto il “primato dei volti e delle relazioni. Non dei concetti astratti! Come è faticoso organizzare eventi…! È però ancor più faticoso conoscere i nomi e le storie di tutti coloro che gravitano attorno ai nostri altari: non possiamo limitarci al … ei tu, maglietta gialla! E poiché la vocazione è la forma specifica che l’amore prende nella mia vita ecco sorgere l’interrogativo peggiore che potessimo rivolgere a noi stessi: al centro della nostra azione pastorale cosa c’è? Chi c’è? Evangelizzare è educare l’uomo a scegliere, liberamente, il bene: non è subissarlo a locandine e brochure. Senza dimenticare che dovremmo aggiornare anche il nostro modo di comporre inviti e locandine, talvolta costruiti con cliché degli anni Novanta, o di altre situazioni in cui ci siamo venuti a trovare”.

Al pomeriggio, invece, è toccato al teologo, artista, autore e formatore Gigi Cotichella relazionare su “Ricerca e crescita: progettare la Pastorale Giovanile”.

Cotichella, oltre ad indicare utilissime metodologie per l’incontro con le nuove generazioni, offre una efficace, chiara, definizione di tre distinti “mondi: la progettualità, il progetto e il programma. La prima narra il sogno, il secondo offre la struttura, il terzo gestisce il … chi/cosa/dove!”

Quindi, scolpisce una interessante e allarmante considerazione: “quante volte ci ritroviamo chiusi nelle nostre sale riunioni alla ricerca di metodi per attirare i giovani? Quante volte nel bel mezzo di quelle riunioni bussa alla nostra porta un giovane e noi, infastiditi, gli diciamo di tornar dopo perché ora siamo impegnati a individuare i metodi per attirare i giovani? Ecco … quando decidiamo di andare a cercare i giovani … chiediamoci: perché li vogliamo in parrocchia? Loro, accettando il nostro invito, percepiranno cosa si cela alla base del nostro invito… Ci sgameranno subito, comprendendo che per noi non sono una risorsa, che a noi loro non stanno realmente a cuore, che la parrocchia per noi è più povera senza di loro… Capiranno che li abbiamo chiamati perché … debbono esserci pure i giovani… E non torneranno: e noi nuovamente  in riunione a inventare l’inventabile…”

Tanto altro, anche inerente ai gruppi di studio, ci sarebbe da riportare.

Noi, però, concludiamo con un’altra citazione tratta dalla relazione di suor Katia Roncalli: “la volontà del Padre è che nessuno vada perduto. Siamo disposti a instaurare relazioni salvifiche?”

                                      Antonio Marino 

 

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