A Casa nostra

“Sera del trentuno ottobre ci vediamo tutti insieme nel salone? Mangiamo e facciamo un po’ di traffico…”

“La parrocchia è casa nostra e ci piace stare insieme proprio là, cioè qua…!”

Il progetto lo buttiamo giù domenica ventisette ottobre, finita la Celebrazione Eucaristica delle ore 11.

Chiediamo ai nostri catechisti, Giada e Antonio, se … la cosa si può combinare, se loro ci sono. Ci dicono: “ne parliamo subito col Don, e ci organizziamo”.

Quel che dirà loro don Nuccio, il nostro parroco, è, per noi che lo conosciamo, scontato: “Ma certo, benissimo! Ci verrò anch’io, così con i ragazzi ci faremo una bella chiacchierata!”

Nonostante la scuola, i compiti, gli impicci vari, i giorni volano ed eccoci a sera dell’ultimo giorno di ottobre: indossati abiti carucci ma comunissimi, perché le nostre facce ci piacciono e non ci va di nasconderle … ci presentiamo all’appuntamento.

Passeggiatina sul Corso, shopping gastronomico, salone di San Giorgio!

Il nostro salone!

Mentre ci avviamo al momento del dolce … ecco arrivare don Nuccio!

Dopo un paio di domande, diciamo, impertinenti – tipo chiedergli quando è nato … ma lo dovevamo segnare sulle nostre agende … così magari gli proporremo di stappare, a mezzanotte, proprio al salone!!! – arriviamo al … cuore del discorso: la festa di Tutti i Santi, le sue origini e le sue, odierne, storpiature!

Il Don ci racconta le origini della Solennità, il perché la Chiesa ha voluto una festa così e poi … ci fa parecchio riflettere su come, oggi, si sia arrivati a considerare, erroneamente, la notte che sta tra il trentuno ottobre e il primo novembre come la notte dei morti che camminano per le strade…

Quindi … ci lascia un impegno: “voi dovete essere sempre controcorrente! Siete amici di Gesù, gli volete bene: altrimenti non sareste qui stasera! Per essere, però, come Gesù … dovete evitare di seguire le mode, le usanze, il … pensiero dominante. Proprio come avete scelto di far stasera: piuttosto che travestirvi e andare a passeggio per le strade … avete deciso di vedervi qui, in Chiesa, per stare insieme e, anche, per un pochino, per riflettere su quella che la Chiesa definisce … chiamata alla Santità. Che riguarda tutti noi, soprattutto voi!”

Al Don, poi, abbiamo chiesto se … potevamo mettere un po’ di musica: detto fatto!

Ci ha montato la cassa e il microfono…

E la nostra festa è … in tutta semplicità … continuata!

Ci siamo divertiti … ancor di più quando gli altri amici del gruppo, svincolatisi da impicci familiari, si sono liberati e ci hanno raggiunti!

Non a caso, a fine racconto, non troverete uno o dei nomi: troverete scritto … semplicemente … i ragazzi di San Giorgio … quei ragazzi che vogliono … proprio come c’ha detto, anche alla Catechesi del mercoledì, il nostro Don … ribaltare l’IO!

Già: piuttosto che l’IO … il … NOI!

Il … NOI della Speranza!

Un NOI ch’è … D-IO: DIO&IO!

Perché … insieme è più bello!

                           I ragazzi di San Giorgio

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