Puntata quindicesima

Gennaio 2011.

Domenica.

Vicoli di Ortì.

“Azione!”

La voce di Mimmo Raffa ha la capacità di … placare anche il gelido e fastidiosissimo vento che sferzava le terre aspromontane.

Un nugolo d’attori, calabro-siculi, stava, interpretando le direttive di Mimmo Raffa, vivificando il docu-film “I martiri di Gerace” che, di li a qualche mese, avrebbe consentito al regista, ideatore e sceneggiatore, di entrare a pieno titolo tra coloro che in maniera alquanto opportuna vollero festeggiare il centocinquantesimo anniversario dell’italica Unità.

Anche noi quel primo giorno dopo il sabato lo trascorremmo ad Ortì, tra i teatranti a disposizione di Raffa.

E se chi ci conosce sa ch’è il caldo il gran tormento nostro, a distanza di ben otto anni sentiamo ancora sulla schiena il brivido provocato … non tanto dal gelo meteorologico … quanto dal sordo tac fatto da quell’aggeggio nero detto ciak che, sui set cinematografici, da materialmente avvio alla scena da filmare…

Fu occasione speciale, goduta da noi fino al dì della prima proiezione, al Teatro Loreto a Sbarre; furono momenti che ci consentirono di sfruculiare abbondantemente nel dietro le quinte di Mimmo Raffa, ospite, oggi, di questo nostro quindicesimo Caffè con l’artista.

Lo sorseggiamo, fumante, mentre per le strade reggine belle e gentili le temperature cominciano ad acquisir connotati finalmente autunnali…

“Sono ormai una cinquantina gli anni miei vissuti tra camerini, scenari, applausi e fiumi d’intrecci tra gesti e parole”.

Schematizzare la giornata di Mimmo Raffa è impresa poco praticabile: “l’essere, al contempo, attore e giornalista, mi porta a non aver agende quotidiane ben definite. Sempre sul pezzo e, sempre, con l’orecchio proteso all’intuizione teatrale, da segnare, lasciar riposare, sviluppare, inscenare”.

Anchorman di quella Telereggio che per lunghi lustri è stata fedele compagna di viaggio del popolo reggino, presidente del Gruppo Artistico Blu Sky Cabaret Sperimentazioni, Raffa ci svela il “segreto del successo del mio sodalizio teatrale: il pubblico necessita di serenità, di sorrisi, di ridere bene insomma! E così, approfittando anche di una collaborazione, durata ben dodici anni, con il Bagaglino, abbiamo imboccato, con convinzione e rendendoci conto, quasi subito, d’aver fatto la scelta giusta, la strada del teatro popolare”.

Il mestiere dell’attore contempla sacrifici e paure: “al giovanotto che si propone quale novello capocomico – sottolinea Mimmo Raffa – suggerisco anzitutto di … mettersi in gioco, render casalingo il palcoscenico, verificare se, a lungo andare, questo mestiere non ti … stanca! E si, perché poi subentra il sabato sera, la pizza con la fidanzata, l’impegno, la partita della squadra di calcio, e salta tutto… Quindi: spirito di sacrificio e desiderio di stare assieme coi componenti della compagnia debbono … quasi … con te … esser nati! Tant’è che io dico sempre che per noi il tempo più divertente è quello delle prove: ‘ndi sciaccamu ri risi durante le prove! Sul palcoscenico, invece, siamo chiamati a far divertire il pubblico”.

E se il teatro popolare è la caratteristica dell’impegno artistico di Mimmo Raffa e della sua banda di teatranti, l’attenzione alla “salvaguardia della nostra storia” è assillo che Raffa traduce in intriganti docu-film, come ad esempio “proprio i Martiri di Gerace, pellicola da me diretta e scritta da Veneranda Legato. Narra uno dei momenti più drammatici e toccanti della storia risorgimentale calabrese: la vicenda di cinque giovani barbaramente fucilati a Gerace, perché ritenuti colpevoli di aver partecipato al processo di riforma e di unità del Paese”.

E ancora: “Non sono diverso … è invece il titolo di un altro mio docu-film, nato sempre dalla collaborazione con Veneranda Legato. Racconta alcune difficili storie di extracomunitari, desiderosi di integrarsi e di mettersi all’opera per guadagnarsi da vivere, talvolta messi in difficoltà però addirittura dalla vigente legislazione”.

E poi: “il Sogno e Perle di Calabria sono titoli di altri miei lavori cinematografici. Non a casa il mio nome compare all’interno dell’annuario del cinema, alla voce cineoperatori!”

Il tempo a nostra disposizione volge al termine.

Prima di congedarci, però, sul tavolo riponiamo quella … nuova primavera di speranza per la nostra Reggio che don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, auspicò alla meditazione omiletica durante i funerali di Giacomo Battaglia e che, sottolineò don Nuccio, sarà realizzabile solo grazie all’impegno diretto degli artisti: “dobbiamo ritrovare il sorriso, dobbiamo ritrovare il desiderio di farci carico dei bisogni dell’altro, con gioia, senza secondi fini. Così, con leggerezza e determinazione”.

                                    Antonio Marino

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