Incontriamoci il mercoledì – 9

Nativo di Mosca.

Da tanto tempo, però, cittadino della nostra Reggio.

È l’iconografo Sergej Tikhonov a tenere, a sera del quattro di dicembre, mercoledì, l’incontro titolato La contemplazione del volto di Dio, l’arte dell’Icona.

È un evento speciale che va ad innestarsi in quel cammino, in compagnia di Matta el Meskin, che don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria”, ha inaugurato lo scorso due d’ottobre con l’obiettivo dichiarato di offrire, ai propri parrocchiani e alla Città tutta, l’opportunità di scoprire e far propria la delicata e complicata ma essenzialmente necessaria arte della preghiera.

E così l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, unitamente alla comunità parrocchiale di “San Giorgio della Vittoria”,  ha ideato e realizzato l’evento, introdotto proprio da don Nuccio: “ieri ho visto entrare in Chiesa un vecchio dalla barba lunga e dall’antico pelo, un vecchio parrocchiano, nato proprio in questo lembo di terra, in Chiesa venuto per salutare San Giorgio. Ci siamo messi a parlare di questo nostro evento e, lui, ch’è monaco, m’ha detto che nel suo monastero di Vatopedi, sul Monte Athos, custodiscono una icona della Madonna della Consolazione. Ebbene: lui, secondo la lettura che di quell’opera nella sua Terra danno, ritiene che la Madonna consoli il Figlio ed il Figlio, poi, consoli l’intera umanità… Ora, noi, stasera, scopriremo la prima, vera, immagine della nostra Madonna della Consolazione: è un’occasione che ci viene donata dall’iconografo Tikhonov, che ringrazio di vero cuore per aver accettato il nostro invito a tenere l’incontro e per essersi fatto carico di un’opera che realizzerà e che poi la nostra Chiesa custodirà”.

E dopo aver salutato “S. Ecc. Rev.ma Mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo Emerito di Reggio Calabria – Bova, e don Davide Imeneo, direttore dell’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali nonché del settimanale diocesano L’Avvenire di Calabria” ringraziandoli “per aver voluto vivere insieme a noi questo particolarissimo evento” don Cannizzaro ha ceduto il microfono al noto iconografo russo.

Con semplicità, con dovizia di particolari, usufruendo di ben trentatré slides, offrendo al vasto uditorio l’opportunità d’entrar praticamente all’interno del suo dietro le quinte Sergej Tikhonov ha consentito a quanti gremivano il Tempio della Vittoria di scoprire “cos’è un’icona: il suo significato, le tipologie, la tecnica, il come nasce un’icona”.

Prima d’addentrarsi, però, nei meandri iconografici, Tikhonov ha voluto ringraziare “il parroco don Antonio Cannizzaro, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme nella persona dell’avvocato Aldo Porcelli, l’Arcivescovo Emerito Mons. Mondello, la professoressa Paolina Giansiracusa, ch’è la persona che m’ha aiutato e sostenuto lungo il mio percorso di studi all’Accademia di Belle Arti, ed Alessandro Allegra, mio amico che stasera mi supporta nella realizzazione di quest’evento”.

Il termine icona, attacca, quindi Tikhonov “deriva dal greco e significa immagine. Ecco, l’icona è una immagine sacra che può rappresentare: Gesù Cristo, la Madre di Dio, i Santi o gli Angeli”.

Elenca, quindi, sfruttando opere sue, le diverse tipologie di icone, sottolineando che “l’icona per antonomasia è l’icona raffigurante il Volto Santo, detta pure dell’Achiropita, ovvero, icona non dipinta da mani d’uomo. V’è poi l’icona del Pantocratore, ossia colui che governa, che regge tutto, l’Onnipotente. Da notare la scelta cromatica: la veste color porpora indica l’umanità del Cristo, il manto blu indica la divinità sua. La Madre di Dio, invece, viene raffigurata come Odigitria, ovvero come guida, colei che indica all’uomo la via, e la via è Gesù. V’è la Madre di Dio del Segno, così detta poiché riferita alla profezia di Isaia. Nella cappella privata dell’Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova è, invece, custodita l’icona raffigurante San Paolo e San Francesco di Paola, accomunati dal … fuoco: la colonna di marmo s’infiammò per lasciar del tempo a San Paolo e alla sua predicazione; San Francesco di Paola è invece raffigurato con la fiammella sulla mano”.

Introduce, quindi, Tikhonov, la tecnica per realizzare l’icona: “tempera all’uovo su tavola. Tuttavia, annoveriamo icone scolpite su pietra, in avorio, intagliate su legno, fuse in metallo, a smalto su metallo, ricamate con fili di seta o di oro o di argento, in ceramica. E … come nasce l’icona? Anzitutto v’è la scelta di un supporto, quindi sul legno si incolla una garza sottile che dà elasticità al supporto ligneo, evitando troppi danni nel tempo. Tocca quindi alla creazione del fondo con gesso e colla. E sottolineando l’importanza dei materiali, autentici e mai scadenti o falsi, è la volta dell’argilla, della foglia d’oro e del successivo gioco cromatico: colori di base più scuri e via via a schiarire. Infine, le iscrizioni, fondamentali per un’icona: il nome sotto è necessario, il fedele deve sapere innanzi a qual santo sta pregando. Ovviamente, alla base di tutto sta il disegno, il cosiddetto disegno preparatorio”.

E a questo punto Tikhonov pone al centro il “disegno preparatorio dell’opera che in accordo col parroco don Antonio Cannizzaro e con i Cavalieri del Santo Sepolcro, nella persona dell’avvocato Aldo Porcelli, arricchirà questa Chiesa. Verrà collocata sul pilastro di sinistra, rispecchiando la posizione del Santissimo Sacramento e raffigurerà la Madonna della Consolazione, o meglio, l’immagine originale, quella addirittura antecedente all’attuale Quadro, venerato da tutta la Città. Ho cercato di fare un’ipotesi di come poteva essere l’immagine…”

E dopo aver raccontato gli studi e le ricerche compiuti per giungere alla realizzazione del disegno preparatorio, Tikhonov conclude: “spero vivamente che la Madre di Dio guidi la mia mano. Io farò di tutto per rendere unica, preziosa, veritiera l’icona”.

A concludere, però, è l’avv. Aldo Porcelli, preside della sezione reggina dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: “col Maestro Tikhonov ci saremmo dovuti incontrare circa sei mei fa. Tante volte, però, abbiamo rimandato… Poi, innanzi quest’opera preparatoria, ecco scattare l’idea: fargliela realizzare per donarla alla Parrocchia di “San Giorgio della Vittoria”. E quindi, rinnovando il grazie al Maestro, speriamo di poter concretizzare il dono entro il ventitré aprile, solennità di San Giorgio”.

E gli applausi, misti alla curiosità d’andare a scrutare, da vicino, quel disegno preparatorio, fan calare il sipario sull’incontro…

                                     Antonio Marino

Se ti piace, condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *