1 gennaio 2020

Solennità della Madre di Dio — Inizio anno nuovo 2020

 

La Solennità odierna che la liturgia celebra, quella della Madre di Dio, è una festa molto antica. Già nel 3° secolo appare la preghiera “Sub tuum praesidium”, comunemente considerata la più antica preghiera mariana.

Questa preghiera è stata redatta in lingua greca ed è giunta a noi su un papiro egiziano. L’importanza di questo testo deriva dal fatto che il concetto della maternità divina vi appare col termine tecnico di” Theotokos”, cioè “Madre di Dio”. Questo nome poi fu riconosciuto solennemente alla Madre di Dio nel terzo Concilio Ecumenico, quello di Efeso 431.

Sulla spinta di tale riconoscimento, la natività di Cristo fu dotata a Roma di un giorno ottavo, questo giorno prese la forma commemorativa di una festa mariana, così l’octava Domini divenne la festa della Divina Maternità di Maria. Tale festa fu definita  “la prima festa mariana della liturgia romana” (B.Botte).

Assieme alla Divina Maternità di Maria, la liturgia romana, non manca di esaltare la gloria della sua perpetua verginità: Infatti nel prefazio della festa si prega: “Per opera dello Spirito Santo ha concepito il tuo unico Figlio; e sempre intatta nella sua gloria verginale, ha irradiato sul mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore”.

Anche la liturgia orientale confessa questa fede, divenuta comune a tutta la Chiesa: “Colui che il Padre, prima dell’aurora, senza intervento di madre, generò, si è incarnato sulla terra da te, senza intervento di padre” (Romano il Melode).

Maria allora diviene per la Chiesa la “via regale” per mezzo della quale il Re della gloria scese nel mondo per restituire all’umanità caduta il posto che le era stato destinato in cielo.  “VIRGO REGIA IPSA EST VIA PER QUAM SALVATOR ADVENIT” (S.Bernardo, 2° sermone sull’Avvento).

Nella contemplazione del mistero del Natale, anche S.Leone Magno nel 10° sermone sul natale, afferma che: “l’Unigenito di Dio si è degnato di essere anche figlio dell’uomo, affinchè Colui che è Dio homousios (consustanziale) al Padre, Lui stesso fosse anche vero uomo consustanziale alla Madre secondo la
carne”.

Papa Benedetto XVI° nella sua opera sul Natale di Gesù, pubblicata nell’opera omnia, afferma che: “Gesù, nato da Maria, è totalmente uomo e totalmente Dio, senza confusione e senza divisione, come preciserà il Credo di Calcedonia nell’anno 451.”

Il mistero della nascita di Gesù, afferma Benedetto, rimase nascosto per tutto il tempo della sua vita, custodito gelosamente dalla Madre. Solo dopo la morte di Maria tale mistero diventò pubblico ed entrò nella comune tradizione del cristianesimo nascente. Finalmente poteva essere inserito nello sviluppo della dottrina cristologica ed entrare nella professione di fede che riconosceva in Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

La figura della Vergine e quella del bambino divino fanno, in qualche modo, parte delle immagini primordiali della speranza umana, che emergono in momenti di crisi e di attesa.

Karl Bart ha fatto notare, continua Benedetto, che nella storia di Gesù ci sono due punti nei quali l’agire di Dio interviene direttamente nel mondo materiale: la nascita dalla Vergine e la Risurrezione dal sepolcro, in cui Gesù non è rimasto e non ha subito la corruzione: questi due punti sono uno scandalo per lo spirito moderno e, aggiungo io, per lo spirito di tutti i tempi.

Perché a Dio viene concesso di operare solo nella sfera dello spirito e non in quello della materia. In questi ambiti non gli è concesso di operare, non è quello il suo posto. Ma Dio non agisce solo a livello di idee, ma anche nella sfera della materia. Perché tutto appartiene a Dio, nessuna cosa esclusa. Il potere creatore di Dio abbraccia tutto l’essere, perciò sia il parto verginale sia la risurrezione dal sepolcro sono pietra di paragone per la fede. Perché se Dio non ha potere sulla materia, allora egli non è Dio. Ma lui possiede questo potere e con il concepimento e la risurrezione di Cristo ha inaugurato una nuova creazione.

Così in quanto creatore, Dio è anche nostro redentore. Ecco perché il concepimento e la nascita di Gesù dalla Vergine Maria sono un elemento fondamentale della nostra fede e un segno luminoso di speranza per tutta l’umanità.

 

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