Epifania 2020

Alla ricerca del Volto…

Se chiudi gli occhi, lettore caro, avvertirai il fruscio dei lunghi e pesanti mantelli d’orientali stoffe che i Magi, giunti innanzi quel piccolo Frugoletto, indossavano…

È freddo e fastidiosissimo il vento che sferza la Reggio un tempo bella e gentile…

È lunedì ed è la solennità dell’Epifania…

A presiedere, al Tempio della Vittoria, la solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 11 è il parroco don Nuccio Cannizzaro…

Alla meditazione omiletica attacca rammentando a quella porzione di popolo affidatagli che “ogni qualvolta venite in Chiesa fate quello che fecero i Magi: voi, proprio come loro, uscite di casa e, come loro, vi mettete a cercare. Portandovi appresso dei doni… A Dio, infatti, non si va mai a mani vuote: noi portiamo a Lui i nostri sacrifici, l’amore nostro, la nostra stessa vita…”

Ora, sottolinea don Nuccio, “Dio ci manda dei segni: noi dobbiamo essere capaci di leggerli … quei segni! Se i Magi non fossero stati capaci di leggere i segni, sarebbero rimasti a casa… Fatto sta’ che a domicilio la Salvezza di Dio non la si riceve… Dobbiamo, proprio come i Magi, scomodarci, metterci alla ricerca, far strada per cercare il Volto del Signore: e Dio possiamo incontrarlo in Chiesa…”

Indica, quindi, il predicatore, le “quattro tappe di ricerca che caratterizzarono il percorso dei Magi: 1) la fiducia, 2) il cammino, 3) la domanda, 4) l’incontro. Queste quattro tappe riassumono chiaramente la spiritualità dei Magi, ovvero, la spiritualità di ciascuno di noi”.

E soffermandosi su ciascuna delle quattro tappe, don Cannizzaro evidenzia che “la prima tappa, quella della fiducia, consiste nel lasciarci guidare dai segni del Cielo, obbedendovi. Siamo invitati a metterci in ricerca, con inquietudine. Siamo chiamati a comprendere i segni, a seguirli, avendo fiducia. È attraverso i segni che Dio indica a noi la strada, mettendoci, ed ecco la seconda tappa, noi in cammino.

La vita è avventura e noi dobbiamo abbandonare qualsiasi comodità, affidandoci al Signore. Come Abramo: lui non conobbe fin dal primo istante la meta. Si mise in cammino, scoprendo cammin facendo, momento dopo momento, cosa sarebbe accaduto…

La domanda, poi, terza tappa, consiste nel chiedere cosa dobbiamo fare… È l’umiltà del chiedere agli altri e dell’affidarsi a loro… Ricordiamo l’epoca in cui non esisteva il TomTom? Per sapere che strada avremmo dovuto imboccare per raggiungere la meta chiedevamo ai passanti, a chi sostava sul marciapiede: domandavamo, ci fidavamo e seguendo le indicazioni raggiungevamo la nostra meta…

Certo, ci sarà sempre chi cercherà di depistarci: fondamentalmente però ciascuno di noi deve esercitare questo atto d’umiltà… Infine, o meglio, finalmente l’incontro, quarta tappa! L’incontro e lo scambio dei doni e la condivisione. Cosa ci scambiamo noi? Il dono dell’amicizia, il dono di un sorriso, il dono di un aiuto…

Viviamo un’epoca caratterizzata da una grande solitudine: scambiamoci il dono dello stare insieme, almeno un po’… Uno dei grandi errori dei genitori consiste nel riempire i figli di cose: li subissano di cose ma non son capaci di donar loro un poco di tempo, per stare insieme…”

E i Magi, come Abramo, rimarca don Nuccio, “hanno fede: Abramo in Dio, i Magi nel Signore… Hanno fede e partono, si mettono in cammino… Chi ha fede nel Signore parte. I Magi accettano la luce, accettano di lasciarsi illuminare… I Magi erano tutti eminenti professori universitari, grandi astronomi erano.

Erano, però, anche, uomini disposti a farsi illuminare. Erano umili, non presuntuosi. Erano uomini di scienza e di sapienza, erano ricchi di desideri di conoscenza, si mettevano sempre in discussione…

Erode, invece, il politico, era presuntuoso, sceglie la notte, non si pone sotto la luce, sceglie le tenebre, rimanendo chiuso nel palazzo… I Magi hanno nel cuore la gioia del donare, Erode il desiderio dell’oppressione e l’egoismo del potere…

Ecco perché il cammino dei Magi è un cammino che dal <<contro qualcuno>> passa al <<con qualcuno>>… È un cammino, quello dei Magi, fondato sulla morte e risurrezione di Gesù…”

Ed oggi, prosegue il parroco, “la Chiesa celebra tre miracoli! Si, tre miracoli: la Stella, le Nozze di Cana ed il Battesimo… L’apparizione della Stella: il primo miracolo di Gesù appena nato e l’annuncio, proprio con la Stella, ai Magi, ovvero a tutta l’umanità, poiché i Magi non erano nativi di quelle terre… Ecco poi le Nozze di Cana e quel miracolo che manifesta la divinità di Gesù… Quindi il Battesimo nel fiume Giordano: Dio rivela il suo Figlio…”

Infine, rimarca don Nuccio, “ecco dinanzi a noi i doni che i Magi portano a Gesù: oro, incenso e mirra. L’oro indica l’essere re di Gesù; l’incenso il suo essere Dio, la mirra il fatto che sarà grande e verrà inchiodato al legno della Croce… Ora … guardiamo l’Altare… il Bambinello Gesù è … l’oro … indica agli occhi nostri la regalità… Il Cristo Pantocratore, nell’abside, è … l’incenso … indica l’esser Dio… Infine la Croce, la mirra, il supplizio che Gesù passerà… Ecco innanzi a noi la sintesi della Solennità dell’Epifania…”

Concluso il Divin Sacrificio, rammentato che “la catechesi del mercoledì, dopo la pausa per le festività, ricomincerà il 15 di gennaio”, ad ogni età ci si rimette in marcia…

E sull’asse cardio-cerebrale ecco far capolino i versi che Simone Cristicchi cantò qualche tempo fa all’Ariston di Sanremo… “adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino/ perché mi trema la voce come se fossi un bambino/ ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare/ tu stringimi forte e non lasciarmi andare./ Abbi cura di me…”

                                       Antonio Marino

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