Incontriamoci il mercoledì – 10

“C’eravamo lasciati dopo aver meditato sulla liberazione dell’anima. Ricominciamo, concluso il tempo di Natale, soffermandoci sulla purificazione del cuore”.

Attacca così, allo scoccare della diciannovesima ora del terzo mercoledì di gennaio, don Nuccio Cannizzaro.

Riprende …  Incontriamoci il mercoledì.

Fa nuovamente capolino, sotto le antiche volte del Tempio della Vittoria, Matta el Meskin, il Padre del deserto scelto dal catecheta come guida per l’intensa scuola di preghiera iniziata lo scorso due d’ottobre.

Al centro del nuovo incontro v’è “l’arte di purificare il cuore. Un’arte difficile, soprattutto per noi, figli dell’Occidente razionalista e ateo, tendenti a porre al centro di tutto il cervello… La Scrittura, invece, pone al centro il cuore…”

E testualmente citando Matta el Meskin, don Nuccio evidenzia: “il cuore è l’interprete della situazione dell’uomo, sia egli buono o cattivo. Il movimento interiore del cuore influenza l’uomo tutto intero, il suo pensiero, le sue parole, le sue azioni”.

Insomma, rimarca il parroco, “le parole che sgorgano dal cuore sentenzieranno la nostra condanna o la nostra salvezza…”

Introduce, quindi, don Cannizzaro, il pericolo derivante dalla “doppiezza del cuore: l’uomo, da un punto di vista spirituale, può avere due cuori… Ecco, a tal proposito, cosa scrive Matta el Meskin: l’evangelo ci parla della possibilità di vedere coesistere nell’uomo due cuori, l’uno che traduce esattamente il suo stato, l’altro, contraffatto, dal quale escono pensieri, parole e azioni simulate che non traducono lo stato reale dell’uomo. Egli allora parla e agisce da uomo virtuoso per far credere di esserlo, invece è malvagio…”

E così, con due cuori, l’uomo “dirà cose belle per celare il malvagio che giace in lui”.

Tuttavia, nulla è perduto!

Dio interverrà sul cuore, strappando radicalmente il cuore malvagio…

Creando nell’uomo un cuore nuovo…

Come?

Don Nuccio cita ancora una volta Matteo il povero: “nella Bibbia, la creazione del cuore nuovo equivale a tre operazioni essenziali. La prima: il cuore dell’uomo peccatore è contrito; la seconda: l’uomo è interamente lavato e purificato dall’interno; la terza: l’uomo riceve lo Spirito Santo”.

E tutte e tre le operazioni, prosegue don Cannizzaro, “le ritroviamo nel mistero battesimale, dove il cuore è lavato e purificato nella fede”.

Ovviamente, rammenta il catecheta, “senza il mio personale e libero e volontario sforzo interiore Dio non mi darà mai un cuore nuovo. Dio desidera la mia collaborazione. E la purificazione del cuore è condizione fondamentale per la nascita dell’uomo nuovo…”

Cita, quindi, Tomás Spidlík e il suo … L’arte di purificare il cuore: “è un libretto di una ventina d’anni fa, scritto dal gesuita, docente a Roma di Teologia e Patristica, cardinal Spidlik. Ho avuto la gioia di partecipare ad un suo corso di esercizi spirituali, qui a Reggio, poco prima che venisse creato cardinale da San Giovanni Paolo II.

È il più bel corso di esercizi spirituali che ho avuto modo di frequentare. Tanto da appassionarmi alla sua produzione letteraria. E questo libretto ve lo consiglio. È utilissimo! A un certo punto Spidlik scrive che il cuore è … tutta la vita interiore…

L’uomo è il suo cuore! Il cuore è l’uomo intero, non soltanto una delle facoltà dell’anima. Il cuore è il centro dell’uomo, è l’uomo!”

Il cuore, chiarisce il parroco, “è l’immagine simbolica che la Bibbia prende come sintesi di chi è l’uomo”.

Mentre, continua, “Macario il Grande descrive il cuore come il conducente di un carro… Se un carro, le redini, gli animali e l’intero equipaggio sono affidati a un solo conducente, costui, quando vuole, spinge il carro a rapidissima velocità e, quando vuole, lo ferma; a sua volta il carro dunque è in potere di chi lo guida. Così anche il cuore”.

Anche la comunità parrocchiale, chiosa don Nuccio, “potremmo paragonarla ad un carro, anzi, ad una settecentesca carrozza trainata da bianchi cavalli… Se i cavalli non son tutti in sintonia, la carrozza non cammina… Pur essendoci un cocchiere che sprona e dirige…

Devono comunque esserci dei cavalli ben addestrati a far ciò che il cocchiere desidera… E quando i cavalli non rispondono a nessuno, andando per i fatti loro, assumono le sembianze dei muli…e la carrozza sbanda rovinosamente… è necessario ragionare insieme…”

E ricordando che “la purificazione del cuore non potrà mai cominciare in chi è concentrato solo su se stesso, in chi ha un’opinione falsa di se stesso, accomodativa, in chi non cerca la Verità”, il parroco evidenzia che “Dio ha scelto il cuore quale suo luogo privilegiato poiché il cuore è, citando Matta el Meskin, il santo dei santi dell’uomo.

È il santuario dei sentimenti. Tant’è che Dio non bada all’amore affettivo, che passa e svanisce. Si preoccupa dell’amore del cuore, quello nel quale l’uomo si dona e dona tutto ciò che è, quell’amore le cui ferite ravvivano la fiamma, che i dolori affinano e che la morte perfeziona.

Ecco perché la purificazione del cuore è fondamentale per coloro che vogliono amare Dio. Dio non chiede o accetta un amore parziale o condiviso. Il cuore deve essere tutto per Dio.

E l’espressione … con tutto il cuore … significa amare con un cuore depurato da tutte le imperfezioni dei sentimenti umani, dai legami carnali o dalle inclinazioni e dalle emozioni dei sensi, ciò significa anche completamente purificato da tuti gli idoli o dai culti segreti”.

E con la citazione di alcuni passi (che nei prossimi giorni proporremo integralmente) tratti dagli scritti dei Padri del deserto, autentici “uomini evangelici”, don Nuccio conclude l’incontro, dando l’appuntamento al prossimo mercoledì!

                                                                 Antonio Marino

 

 

Video della diretta Facebook dalla nostra pagina  Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria:

Dopo le festività natalizie ricomincia stasera la Catechesi "Incontriamoci il mercoledì" la prima del 2020.Scuola di preghiera alla luce degli scritti di Matta El Meskin, Matteo il povero.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 15 gennaio 2020

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