Ascoltare, discernere, testimoniare…

Sono questi i tre verbi che don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, ha consegnato ai suoi parrocchiani, alla meditazione omiletica nella Celebrazione Eucaristica delle ore 11 della seconda Domenica del Tempo Ordinario, per quel tempo di necessaria preparazione ai … giorni della Parola…

Essendo stato scelto il Tempio della Vittoria per esser mangiatoia per il Verbo, don Cannizzaro ha spronato la porzione di popolo che paternamente custodisce ad “approfittare di questi giorni di grazia: dedichiamoci ad un autentico ascolto delle Sacre Scritture, lasciamoci da esse interrogare e, noi, interroghiamoci ulteriormente … cosa Dio sta suggerendo alla mia vita? … cosa io, di quel progetto che Dio ha pensato per me, sto trascurando? … quindi impegniamoci ad esser testimoni credibili del Verbo fattosi carne…”

E a sera del ventitré di gennaio, giovedì, sono in tanti – parrocchiani e fedeli laici provenienti da ogni angolo del territorio arcidiocesano – a gremire la Chiesa patrocinata dal cavalier San Giorgio…

A presiedere la Cerimonia d’apertura della prima Giornata della Parola è Padre Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria – Bova.

L’evento, a carattere diocesano, perciò reso vivo dagli Uffici Liturgico, Catechistico e di Pastorale Giovanile, dall’Apostolato Biblico e, naturalmente, dalla Parrocchia di “San Giorgio della Vittoria”, vede il coinvolgimento di comunità parrocchiali, congregazioni religiose, gruppi e movimenti: ciascuno s’è fatto carico – dalla sera del giovedì alle prime luci dell’alba della domenica – di un’ora di … lettura della Parola di Dio.

L’ultima ora, quella tra le ore 7 e le ore 8 del mattino di domenica, ventisei di gennaio, vedrà alternarsi al pulpito i parrocchiani di don Nuccio: a loro toccherà dar voce agli ultimi quattordici capitoli del Libro dell’Apocalisse, un testo, tra l’altro, tanto caro proprio a don Cannizzaro.

A quelle pagine s’ispirò l’allora parroco di Sant’Elia Profeta in Condera, ovvero don Nuccio Cannizzaro, nella progettazione della nuova Chiesa…

A sera del ventitré di gennaio, però, dando inizio alla sua catechesi, il Padre Arcivescovo esordisce sottolineando che “se la Parola resta inascoltata, se la Parola non è tradotta in atteggiamenti di vita quotidiana, non è la Parola a fallire, siamo noi a fallire…”

Noi, continua il Presule, “che piangiamo sui nostri mali, che ci disperiamo per le tante nostre difficoltà, siamo come assetati che, innanzi ad un fonte d’acqua fresca, non si avvicinano ad essa per dissetarsi…”

Ecco, evidenzia l’Arcivescovo, “proprio in quest’anno, durante il quale stiamo riflettendo sul come essere cittadini responsabili, siamo invitati a far si che la Parola s’incarni nelle nostre realtà di vita quotidiana. Sconfiggiamo quel dramma ch’è la scissione tra fede e vita… Guardiamo la vita attraverso il filtro ch’è la Parola…”

È la fede, tuona Padre Giuseppe, “a farci più uomini! E la perfezione della fede sta nell’accettare tutto ciò che Dio permette che avvenga nella mia vita … come se fossi stato io stesso a sceglierlo… Dinanzi una sciagura … chi di noi prende in mano la Bibbia e illuminato dalla Parola rilegge quell’immenso dolore…? Ritorniamo alla Parola, lasciamoci da essa guidare, scegliamola quale unica luce per il nostro cammino…”

Il tempo della preghiera introduttiva termina con … abbondante ritardo! È alquanto complicato, e affascinante al contempo, il cammino proposto dagli organizzatori: da Ezechiele ad Abramo, da Isaia a Matteo, diversi sono i … sedotti da Dio … che fan capolino sotto le artistiche volte progettate ottantacinque anni orsono dall’architetto Camillo Autore…

Tant’è che lungo la sua catechesi, tutti l’Arcivescovo li richiama, offrendo così ai tanti che stipano il Tempio della Vittoria l’opportunità di cogliere le diverse sfumature dell’uomo che s’abbandona alla volontà di Dio, convintamente, serenamente… Conoscendo, così, nonostante le difficoltà, l’autentica felicità…

Terminata la Celebrazione d’apertura ha inizio la lettura continuata della Parola…

E mentre gruppi e parrocchie, Seminario e congregazioni religiose s’alternano sul pulpito di “San Giorgio della Vittoria”, ecco venire a galla le parole che Federico Fellini fece pronunziare a Ivo, protagonista de La voce della luna – ultimo film diretto dal regista romagnolo – e interpretato da Roberto Benigni: “se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse riusciremmo a capire qualcosa…”

Ebbene si: impariamo l’arte del silenzio, appassioniamoci all’arte dell’ascolto e … poi … si … poi mettiamoci all’opera!

Da buoni cristiani e da onesti cittadini!

                                       Antonio Marino

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