Quando l’arte abbraccia la fede

“Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola perché i miei occhi han visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli; luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”

Con il Cantico di Simeone apro queste righe in occasione della festa della Candelora che la Chiesa Cattolica celebra il 2 febbraio e che ricorda la Presentazione di Gesu’ al Tempio. Questo episodio è narrato sia nel Vangelo da Luca che nei Vangeli Apocrifi. Secondo la religione ebraica i primogeniti dopo essere stati circoncisi, dovevano essere portati al tempio per ricevere la benedizione del sommo sacerdote.

L’usanza affonda le sue radici nell’episodio biblico della decima piaga d’Egitto, durante la quale erano stati miracolosamente risparmiati i neonati ebrei, mentre erano morti i figli degli egiziani. L’Arte figurativa ha dato puntuale testimonianza a questo  episodio dell’infanzia di Gesù, dove ogni artista ha dato chiaramente un impostazione diversa dettata dal proprio temperamento e dal momento storico in cui visse, ma evidenziando la stessa forza emotiva avvalorata dalla profondità delle parole del vecchio profeta Simeone. Nell’iconografia son presenti San Giuseppe spesso nell’atto di consegnare cinque sicli d’argento al sacerdote.

Lo stesso padre putativo o più di rado la Madonna o una sua ancella offre invece due colombelle o tortore, che venivano sacrificate in occasione della rituale purificazione della puerpera dopo quaranta giorni.

Poi son presenti il vecchio Simeone già citato che vedendo Gesù disse: “Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perchè i miei occhi han visto la tua salvezza preparata  da Te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo”, vedendo Maria le profetizzò che Gesù sarebbe stato segno di contraddizione e che una spada le avrebbe trafitto l’anima.

Presente c’era anche una donna in abiti monacali, si tratta della profetessa Anna, vedova che riconobbe in Cristo il Salvatore, lodò Dio e parlava del Bambino e di quanti attendessero la redenzione a Gerusalemme. L’evento prevedeva una processione dove si portavano pani e ceri benedetti.

Facendo un cammino tra le pagine dell’Arte ritroviamo come le parole di Simeone e di Anna risuonano tra le pieghe di una tela,  di un affresco o tra i tasselli di un mosaico come nella Chiesa Santa Maria Maggiore a Roma risalente alla metà del V secolo, dove son presenti i più importanti cicli musivi paleocristiani.

Splendide opere medioevali realizzate sul finire del secolo XII, sono due preziosi  dipinti rupestri in Puglia, uno è presente nella chiesa della Candelora di Massafra in provincia di Taranto l’altro si trova in  nella chiesa di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi.

Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova ha descritto nell’opera eseguita intorno al 1303, questo passo del Vangelo nel momento in cui Simeone esprime la profezia ed afferra il Bambino dai lembi della veste in segno di rispetto visto che ha appena visto la Salvezza. L’opera si staglia su di uno sfondo di un prezioso blu oltremare. E’ presente la profetessa Anna che in un cartiglio dichiara che Gesù è il Redentore.

Anche nel 1343 Ambrogio Lorenzetti nell’opera che si trova nella Galleria degli Uffizi evidenzia la profetessa Anna che dispiega un cartiglio dove evidenzia il valore del Bambino attraverso il quale si avrà la Redenzione.

Andrea Mantegna (Gemaldegalerie Berlino,1433-1516) e Giovanni Bellini (Fondazione Querini  Stampalia, Venezia) come avvenne per l’opera l’Orazione dell’orto, anche per la Presentazione al Tempio fecero un opera simile, anche se si evidenziano le sostanziali differenze dovute al modo di concepire la vita e l’arte di entrambi, diversificandosi nella profondità spaziale, nei passaggi cromatici e nell’impostazione del racconto.

 

In  Lorenzo Lotto ( Museo pinacoteca di Loreto, 1552-1556) l’opera è raccontata  evidenziando che il sentimento religioso si esprime nella semplicità popolare e non nelle dispute dei dotti. Nell’opera di Tintoretto (Galleria dell’Accademia, Venezia 1554-1556), Gesù si ritrova sopra l’altare alludendo all’Eucarestia e prefigurando il suo sacrificio sulla croce.

Rembrant (Kunsthalle Amburgo,1628) dipinse una profetessa Anna dove esprime emozione e stupore di fronte all’incontro tanto atteso quanto inaspettato ed il vecchio profeta Simeone con un Gesù  circondato da un’aureola luminosa metafora definita nel Cantico: “Luce per illuminare le genti e gloria del popolo Isdraelel”.

                                                                                                                                                                  GLORIA OLIVETI

 

 

Gloria Oliveti

è nata il 21/12/63 e risiede a Reggio Calabria.

Titoli culturali:

Ha conseguito la maturità artistica presso il Liceo Artistico ” Preti Frangipane” di Reggio Calabria ed il diploma di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti della stessa città. Successivamente ha conseguito il Biennio di Specializzazione in Discipline dello Spettacolo. E’ docente di ruolo di Discipline Geometriche Architettoniche Arredamento e Scenotecnica presso il Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria. E’ responsabile della Sezione Arti figurative dell’Associazione Culturale Anassilaos. Nella stessa Associazione è promotrice del Concorso di Pittura, Grafica e Fotografia, ormai alla sua diciottesima edizione, che vede protagonisti gli studenti delle Scuole Medie del comune di Reggio Calabria. Ha partecipato a numerose mostre sia in Italia che all’estero.

Titoli professionali:

Ha lavorato per la realizzazione di numerose scenografie teatrali, liriche e di danza ed inoltre ha collaborato al restauro per la realizzazione della Cappella di Santo Stefano da Nicea nel Duomo di Reggio Calabria. Ha partecipato a diverse collettive. Nel ’91 ha preso parte ad una collettiva presso la Galleria d’Arte e Cultura “Il Grifo” e nel mese di maggio ’94 ha realizzato presso la stessa Galleria, una mostra personale. A giugno ’94 ha partecipato alla collettiva organizzata dall’Associazione Culturale Anassilaos presso il Club ’90 di questa città. A luglio ’94 ha esposto presso la Galleria “Perlini Arte” di Reggio Calabria in occasione della manifestazione “Emergenze mediterranee” – Nell’agosto ’94 ha esposto presso il Parco Pentimele nel corso della manifestazione “Estate reggina”- Nel mese di settembre ’94 ha esposto all’Expo Artigianato della città di Reggio Calabria. Nel marzo ’95 ha preso parte ad una collettiva presso l’Università della Terza Età di Reggio Calabria. Nell’aprile ’95 ha esposto presso la Galleria annessa all’Accademia “Parnassos” della città di Atene. Nel luglio 1995 ha partecipato ad una collettiva organizzata dall’Associazione Culturale Anassilaos presso la Casa della Cultura di Palmi (RC).

Nel marzo ’96 ha realizzato una mostra personale a Messina presso la libreria Athena. Nel dicembre 1997 ha partecipato alla collettiva intitolata Nostos svoltasi presso il Museo dell’Università di Atene organizzato dall’Associazione Culturale Anassilaos. Nel maggio 1998 ha partecipato alla collettiva organizzata dall’Ass. Cult. Anassilaos ”Verso la I biennale dello Stretto” presso l’Istituto d’Arte “D. Colao” di Vibo Valentia. Il secondo incontro sullo stesso tema si è svolto presso il “Bastione Toledo” di Crotone nel mese di novembre 1998. Presso la sede dell’Ass. Cult. Anassilaos si è svolta la personale “La donna, l’acqua, la terra”. A marzo 2002 a Messina presso la galleria d’arte “Il Gabbiano” si è svolta una sua personale e nel giugno dello stesso anno un’altra personale presso la sede dell’Associazione. Numerose altre sono state le occasioni di esposizione dei suoi dipinti. Ha al suo attivo numerose monografie di storia dell’arte (edite ed inedite).

Autore del saggio La Chimica e la Storia dell’arte – l’iconografia alchemica e chimica nei secoli (240 pp. + ill.) – Editore UniversItalia, Roma, luglio 2012 – (co-autori Francesco Cardone (studioso di Storia della Chimica) e Prof. Luigi Campanella, ordinario di Chimica dei Beni Culturali presso l’Università di Roma, La Sapienza).

E’ stata tenuta una conferenza di presentazione del saggio a cura della Fondazione Museo della Plastica (Plart) di Napoli – (con l’intervento della Prof.ssa Maria Pia Incutti, del Prof. Luciano D’Alessio (Università della Basilicata), della Prof.ssa Giovanna Cassese (Vice Direttrice Accademia Belle Arti di Napoli) – Museo Fondazione Plart, Napoli, 25 gennaio 2013. Coautrice del libro di poesie ed immagini Scienza Fede Amore di Franco Cardone e Gloria Oliveti casa editrice Città del sole, Reggio Calabria.

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