Incontriamoci il mercoledì – 12

“Credere nelle sue parole e avere fiducia nelle sue promesse: ecco dunque la fede in Dio”.

E ancora: “la fede è la piena adesione della mente alle verità della fede e la loro ricezione volontaria”.

Tuttavia: “la nostra conoscenza di Dio resterà incompleta fino a quando non lo conosceremo come egli è in se stesso” poiché “la fede viva è la percezione di Dio come egli è in se stesso e in noi, per mezzo dello Spirito Santo”.

Citando testualmente Matta el Meskin, don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, costruisce il dodicesimo mercoledì catechetico attorno all’intrigante tema “fede e perseveranza”.

E la certezza, con cui il catecheta dà avvio all’incontro è, al contempo, speranza e impegno: “l’uomo che ha una fede vera, autentica, può fare, addirittura, miracoli…”

È attorno all’autenticità della fede che ruota la chiacchierata di don Cannizzaro: “è Dio a prendere l’iniziativa, lasciandosi conoscere da noi. A noi, però, tocca abbandonarci fiduciosi in Lui: ed ecco scattare la fede. Mi fido di Dio, credo in Lui, ho fede nel Signore; la mia fede, quindi, si riempie di contenuti, ovvero aderisco convintamente alle verità della fede…”

Indica, don Nuccio, seguendo i suggerimenti di Matta el Meskin, “i tre nemici della fede: l’attaccamento alla conoscenza naturale, la paura e il dubbio. Nell’uomo che si aggrappa alle proprie conoscenze naturali e alle loro conseguenze logiche la fede resta impedita… <<Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”>>(Gv 11,39-40) …la conoscenza naturale genera paura e la paura non lascia spazio alla fede…”

Tant’è che “la paura – chiarisce il parroco – è manifestazione dell’amore verso il proprio <<IO>>. Il vero credente è colui che ha affidato la propria anima e il proprio corpo a Dio, non teme più nulla, ha posto tutta la propria fiducia nelle promesse veridiche di Dio”.

E per rimarcar ancor di più la “gravità della paura e i suoi danni sulle nostre vite spirituali” don Nuccio cita l’ottavo versetto del ventunesimo capitolo dell’Apocalisse: “ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte”.

Insomma, chiosa il catecheta, “la paura è alla base della caduta in tutti gli altri peccati”.

Il dubbio, invece, “è il non credere alle promesse di Dio. È il dubbio a generare la paura. Il dubbio è l’inizio dell’indebolimento della fiducia in Dio…”

E richiama un passaggio del Vangelo di Matteo… “Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.

Citando, poi, Josemaría Escrivá de Balaguer ed un concetto estrapolato da un suo scritto, “cominciare è di tutti, perseverare è dei santi”, don Nuccio introduce l’essenzialità “dell’esser perseveranti. Dice Matta el Meskin: la perseveranza nella preghiera è uno dei segni di una fede efficace. Se la fede è la colonna della vita spirituale, la perseveranza fornisce le pietre necessarie a costruire l’edificio. E in un altro passaggio sottolinea: la vita è un percorso unico che conduce al regno, e la perseveranza nel cammino è il solo mezzo per giungervi e superare le difficoltà…”

E sottolineando che “la fede contempla due accezioni, una oggettiva, che interpella l’intelletto per il raggiungimento di una certa padronanza delle verità di fede, e l’altra personale, che interpella il cuore e quella capacità di reagire alla realtà stessa di Dio”, Don Nuccio conclude evidenziando che “la fede è dono e virtù, è atto della grazia e atto umano.

La fede è una virtù che si fonda sulla nostra volontà, corroborata poi dall’azione dello Spirito Santo… E le piste sulle quali cammina la fede sono la carità, la perseveranza, la preghiera, l’umiltà soprattutto…”

E a mercoledì prossimo!

                                                                                         Antonio Marino

Se ti piace, condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *