La Direttrice

Sembrava d’essere nella bottega del vasaio.

Lì, lontano dal clamore e dalle ribalte, il vasaio sogna, plasma ed attende poi che il vaso, una volta creato al tornio, con certosino lavoro, s’asciughi.

Quindi, quel vaso, pezzo unico, diviene preziosa opera d’arte, vivendo, così, una sua nuova ed autonoma vita…

A far da bottega del vasaio è stata la Chiesa di Gesù e Maria, ad un tiro di schioppo dal Teatro “Cilea” e a solo qualche passo in più dal Tempio della Vittoria…

È lunedì ed è il diciassette di febbraio dell’anno del Signore 2020, secondo anniversario del dies natalis in Cielo di Suor Maria Salemi, la Direttrice…

In tanti, e d’ogni età, decidono di trascorrere pomeriggio e sera in quella Chiesa: scelgono di prender parte alla presentazione degli Atti di quel convegno, ospitato esattamente un anno fa a “San Giorgio della Vittoria”, intitolato Suor Maria Salemi nella Chiesa per i Sacerdoti…

Ad introdurre la confidenzial chiacchierata è Suor Carolina Nostro, Superiora generale delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, la Congregazione nata da una intuizione , divinamente ispirata, di Don Dante Vittorio Forno e Suor Maria Salemi…

“Gli ambienti, che Suor Maria Salemi arreda con scrupolosa attenzione e che accolgono i ragazzi a lei affidati, risultano esser saturi di calore umano ed affettivo. La Direttrice – rammenta Suor Carolina – accompagna, come vera madre, tanti ragazzi fino all’Altare: alcuni per pronunciare il proprio SI nel Sacramento del Matrimonio, altri per pronunciare il proprio SI alla vita sacerdotale o consacrata…”

Amava, Suor Maria Salemi, “ognuno dei ragazzi che le veniva affidato: amava la sua umanità, la sua storia e quel gran valore evangelico che custodiva… Tant’è che la sua azione educativa – conclude Suor Carolina – mirava all’esclusiva promozione evangelica del ragazzo, e l’originalità consisteva nel suo esserci, sempre e comunque, nel silenzio e nel nascondimento, come più volte ebbe a dire Rosella Staltari…”

Tocca al Decano del Capitolo Metropolitano il Canonico Mons. Antonino Denisi moderare l’incontro: “v’esorto a gustare il testo, che riproduce gli Atti del convegno dedicato alla Direttrice, a partire dalle immagini… Sappiate guardare e contemplare ciascuna fotografia… Notate il linguaggio degli occhi di questa donna dal portamento nobile, portamento ispirato alla pedagogia del Vangelo…”

Ed illustrando la struttura del libro, Mons. Denisi evidenzia che “ben cinque vescovi hanno avvertito l’esigenza di scrivere su Suor Maria Salemi: il Nunzio Apostolico in Italia Mons. Emil Paul Tscherrig, l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, l’Arcivescovo emerito reggino Mons. Vittorio Mondello, il Vescovo emerito di Mondovì Mons. Luciano Pacomio e l’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi”.

Quindi, a prendere il microfono è il Vescovo emerito di Mondovì, Mons. Luciano Pacomio.

Offre un intervento con “quattro punti cardinali: 1) perché siamo stati qui convocati? 2) Qual è il vero punto di partenza di Suor Maria Salemi? 3) Sappiamo partire da un dolore affrontato con e per amore? 4) Qual è il ricordo che ci portiamo a casa stasera?”

E sottolineando che “sono qui perché ho avvertito una fraterna chiamata di fede da Suor Maria, ma anche per dirvi che stasera non stiamo compiendo una commemorazione storiografica poiché, fra tutti noi, la più presente, qui, stasera, è proprio Suor Maria Salemi…” Mons. Pacomio, rileggendo la storia “di Suor Maria alla luce della quotidianità del Cristo” evidenzia che “se il mio, il tuo, il nostro quotidiano è aperto alla fede, vive in modo tangenziale tra storia frantumata ed eternità. E riusciremo, proprio come Suor Maria, ad accettare gli altri, chiunque essi siano, in nome dell’Altro…”

E poiché siamo chiamati “a coniugare desideri e limiti, come non pensare agli ultimi tempi di Suor Maria su questa terra… parlava solo con gli occhi, fiaccata dalla malattia… Ecco la vittoria dell’amore sullo spazio, sul tempo, sui movimenti stessi… Ecco il nostro essere parte di un progetto… Ricordiamo la pietra scartata dai costruttori che è divenuta testata d’angolo? Ebbene, soli siamo degli scarti, con Gesù e ad ogni età e con ogni condizione di salute siamo risorse… Ed eccoci giunti al vertice del vivere: imitando Suor Maria impariamo a soffrire, offrendo le nostre sofferenze per amore…”

Suor Salemi, conclude Mons. Pacomio, “ha vissuto un vero, autentico eroico dono di se, ha espresso prossimità con tanti ragazzi, con tutti i sacerdoti che a lei si sono affidati, venendo sempre incontro alle esigenze della Chiesa, in ogni condizione storica… E poi, Suor Maria Salemi ha vissuto appieno il gusto del bello e della bellezza, nelle varie forme, quale esaltazione del genio artistico del Creatore…”

Don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, che di Suor Maria Salemi è stato figlio spirituale, attacca confidando che “prima o dopo sarà Giovanni Barbaro, il primo figlio spirituale della Direttrice, a lasciarci degli scritti di memoria su Suor Maria Salemi…”

Io, continua don Nuccio, “vivo anzitutto un turbinio di ricordi, sentimenti, sensazioni frutto dell’esperienza, da me fatta, del … vero … voler bene… Ho sperimentato quella stessa sensazione provata dai discepoli con Gesù… E se oggi credo in Dio lo debbo ad alcune persone: attraverso di loro ho incontrato, ho conosciuto Dio… Una di quelle persone è la Direttrice! Lei, Suor Maria Salemi, ha incarnato lo spirito d’amore lasciatoci dal Signore… Fu donna discepola e missionaria, secondo la definizione che lo scorso anno diede il Nunzio Apostolico in Italia…”

Pochissimi, puntualizza don Cannizzaro, “sono coloro che possono affermare d’averla conosciuta! Ebbero il privilegio di conoscerla i suoi ragazzi, i preti che hanno vissuto la sua casa, i vescovi, poi gli operai, i lavoratori, i fruttivendoli… Suor Maria andava personalmente a far la spesa, e per i suoi ragazzi non badava alla qualità: per loro sempre il meglio! Ed è ovvio che questo nostro incontro è … preludio di una cosa ancor più grande che vorremmo fare, dopo che Rosella Staltari sarà proclamata Beata…”

E nonostante siano passati due anni dalla sua nascita al Cielo, confida don Nuccio, “tutto parla di lei: ogni stanza, ogni oggetto, anche i piatti e i bicchieri in cucina! Si sta avverando quel che sta scritto nell’Apocalisse … Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono… Noi che l’abbiamo conosciuta e amata siamo la sua opera vivente… E Reggio, con la Direttrice, ha un debito che mai estinguerà: in oltre cinquant’anni ha cresciuto, accudito, aiutato intere generazioni: quanti matrimoni sono sbocciati sotto i suoi occhi, quanti giovani sono diventati preti sotto il suo davvero materno sguardo…”

Una Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Luciano Pacomio e concelebrata da don Nuccio, da Mons. Denisi, e, tra gli altri, da don Francesco Surace, parroco a Terreti e prete cresciuto all’ombra dell’abbraccio di Suor Maria Salemi, ha concluso un materno pomeriggio ed una buona parte della serata alla Chiesa di Gesù e Maria…

E mentre, per citar Leopardi, viene il vento recando il suon dell’ora dalla torre del borgo, ecco maturare il desiderio d’esser, almeno un pochettino, come Suor Maria Salemi .. creatura di Dio desiderosa di spendersi tutta per gli altri … restando, però, a faticare dietro le quinte, nel posto, cioè, dove solo Dio ti vede e dove il tuo lavoro trova autentico compimento…

                                Antonio Marino

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