Incontriamoci il mercoledì – 14

Anzitutto, contrastare il pensiero che viene da satana. Quindi, lanciare a Dio delle preghiere-freccia.

Ecco, in estrema sintesi, il lascito del quattordicesimo catechetico mercoledì al Tempio della Vittoria.

Un appuntamento al quale il parroco don Nuccio Cannizzaro ha invitato ben due eminenti ed intriganti Padri della Chiesa: all’oramai conosciuto Matta el Meskin ha affiancato Evagrio Pontico…

“Difficile è il tema che c’accingiamo a trattare stasera – attacca don Nuccio – e consiste nel … come controllare, come gestire i pensieri spirituali. Per cercare di scoprire il segreto di tal controllo ci lasceremo guidare da Matta el Meskin e, eccezionalmente, da un monaco, asceta e, addirittura, primo psicologo che la Chiesa ebbe: Evagrio Pontico. Originario dell’Elenoponto, in Asia Minore, visse tra il 345 e il 399. Tra i testi suoi giunti a noi, ecco fare al caso nostro <<A Eulogio. Sulla confessione dei pensieri e consigli di vita. I vizi opposti alle virtù>> e poi <<Contro i pensieri malvagi>>. In quest’ultimo, in particolare, individua gli otto pensieri provenienti dal maligno e i rimedi per contrastarli…”

Tuttavia, è con una testual citazione tratta dagli scritti di Matta el Meskin che il catecheta da avvio all’incontro: “tra le grazie con le quali Dio ha gratificato l’uomo c’è l’ampiezza dell’immaginazione umana capace di estendersi ben oltre i limiti del mondo materiale”.

Ora, puntualizza il parroco, l’immaginazione, “ch’è il turbo del pensiero nostro”, è quel “filo che lega le verità del passato alle realtà del presente e alle speranze del futuro. Naturalmente, l’ampiezza dell’immaginazione varia a seconda delle persone; ve ne sono alcune dotate di un’immaginazione potente, illimitata – e mi vien spontaneo pensare agli artisti… – capace di concepire le cose nella loro verità senza vederle. Così, non appena il loro sguardo cade su cose ordinarie, insignificanti per gli altri, vi vedono una bellezza e un fascino nascosti, traendo considerazioni di un’estrema precisione e perspicacia”.

Ecco perché “se allenati alle cose di Dio, alle cose della teologia, dobbiamo usare l’immaginazione: coglieremo il vero, nascosto significato del simbolismo liturgico, scopriremo consonanze apparentemente slegate. L’immaginazione, colorata dalla fede, ci farà scoprire aspetti che altri non potranno mai assaporare…”

Fatto sta che “l’immaginazione può deviare: invece d’essere per l’uomo causa d’elevazione e di crescita sul cammino della virtù, può trarlo in inganno, lasciando vagabondare il suo pensiero verso il male e la passione, perdersi nella futilità e nel distorcimento morale e consegnarsi a sogni illusori. Se l’uomo non diffida di questa deriva, ci dice Matta el Meskin, se non governa il proprio pensiero e non controlla la propria immaginazione, sarà per lui di un’influenza disastrosa, in particolare durante la preghiera…”

Pertanto, sottolinea don Nuccio, chiamando in causa Evagrio Pontico, “siamo chiamati a vivere anche noi quella che è l’essenza dell’ascesi monastica: la lotta contro i pensieri cattivi… Sopraggiungendo un pensiero, interroghiamolo: vieni da Dio o vieni da Satana? Proveniente da Dio infonderà in noi calma e pace; giungendo dal demonio ci confonderà con l’ira o ci ecciterà con qualche desiderio… Ecco perché è fondamentale, per ciascuno di noi, il controllo del pensiero: la vita spirituale, ci dice Evagrio Pontico, è lotta per il possesso della Terra promessa e tale lotta avviene nel nostro cuore…”

Ed allorquando nel cuor nostro, evidenzia don Cannizzaro richiamando in causa Matta el Meskin, “esplode l’amore di Dio, esso non investe soltanto la mente, ma tutti i sensi, e l’uomo tutto intero diviene bocca che parla e orecchio che ascolta: nessuna forza può più separarlo dal suo dialogo d’amore con Dio. Uno dei più grandi misteri del nostro amore di Dio e del suo impatto sull’anima umana è la capacità di quest’amore di convincere l’anima ad affidare totalmente, semplicemente e immediatamente, la propria volontà, la propria vita, le proprie speranze e la propria debolezza nelle mani del suo Amato…”

Ecco perché, rammenta il catecheta, “dobbiamo dialogare con la nostra anima. Dobbiamo divenir esperti nell’arte del lancio, a Dio, delle preghiere-freccia! Ovvero, c’insegna Evagrio Pontico, quelle brevissime invocazioni che sgorgano dallo stato d’animo nostro e che raggiungono immediatamente il cuore del Signore… Un esempio lo traiamo dal Salmo 37: non abbandonarmi, Signore, Dio mio, da me non stare lontano; accorri in mio aiuto, Signore, mia salvezza… un esempio, questo, che ci dona l’opportunità, anche, di scoprire la preghiera trinitaria, poiché, con tali versetti, ci rivolgiamo alla Santissima Trinità…”

Ed a proposito di una vita di preghiera, don Nuccio conclude svelando che “il teologo non è colui che scrive libri: il teologo è colui che loda Dio con inni e a partire da Dio stesso, e non a partire dalle sue creature… Poiché l’autentica preghiera è quel colloquio diretto tra Dio e l’intelletto mio…”

Alcune citazioni tratte dagli scritti dei Padri, fra cui quella di Isacco il Siro … se rifiuti di pregare fino a quando il tuo pensiero non sia stato totalmente liberato dal ricordo di questo mondo, non pregherai mai. Colui che è vittima di quest’illusione chiede la perfezione prima di ogni sforzo, e ciò è assolutamente impossibile … che ben dipinge ciò che a ciascuno di noi almeno una volta sarà accaduto … mi metto a pregare e cento pensieri mi distraggono!!! … concludono l’incontro…

A mercoledì prossimo … sempre alle ore 19 … ma … non vivendo la catechesi … ma la Solenne Celebrazione Eucaristica nel Mercoledì delle Ceneri…

                                    Antonio Marino

 

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