Incontriamoci il mercoledì – 18

Introdotto dalle organistiche note di Mendelssohn, eseguite dal maestro Pierluigi Maria Romeo, il diciottesimo catechetico mercoledì è dedicato al digiuno…

Avvalendosi di ben due testi dell’oramai familiare Padre del deserto Matta el Meskin, “L’esperienza di Dio nella preghiera” e “La comunione nell’amore”, don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, attacca rammentando che “il digiuno, autentico, è tutt’altra cosa rispetto a quel che s’è sempre detto, specialmente in Occidente”.

Il digiuno, sottolinea il catecheta citando Padre Matta, “non è privazione, non è umiliazione del corpo, non è incatenamento o imprigionamento dei sensi, non è repressione dell’inclinazione al cibo.

Il digiuno non ha come fine l’astensione o l’indigenza, Di per sé, poi, il digiuno non è una virtù… Lo diviene s’è intimamente legato alla preghiera.: possiamo paragonare il digiuno alla brace e la preghiera all’incenso… Il digiuno calma le pulsioni del corpo e tempera il fuoco dei sensi e delle passioni.

Mette un freno alle divagazioni della lingua preparando la via alla preghiera e allo slancio dello spirito che libera dai lacci della schiavitù del corpo e dei sensi e orienta verso la contemplazione delle verità eterne e della vita futura”.

Dona, quindi, don Nuccio, un’eccezionale citazione tratta dai Sermoni di Isacco il Siro: “dalla tavola di coloro che digiunano, vegliano e faticano nel Signore, ricevi per te stesso il rimedio della vita. E rialza la tua anima morta. Perché l’amato è in mezzo a loro. Egli li santifica e trasforma in dolcezza ineffabile l’amarezza della loro dura vita. I servi spirituali, i servi celesti della sua liturgia, li coprono con la loro ombra, essi e i loro santi cibi. Conosco un fratello che ha visto questo con i propri occhi…”

Ora, puntualizza don Cannizzaro, “la Chiesa imita Cristo; tutto quel che Cristo ha fatto la Chiesa lo fa perché Egli possa diventare la sua vita. La Chiesa digiuna poiché vuole imitare Cristo. Prendi per te la mia vita: ecco lo schema e la chiamata assunti dalla Chiesa… Il digiuno è la prima risposta all’atto dell’unzione e dell’essere ricolmato dello Spirito Santo… E Cristo, digiunando nel deserto, pose per noi le basi del comportamento contro il demonio… Preghiera e digiuno: ecco le armi per combattere Satana… Quando si entra in un digiuno sostenuto dalla preghiera, Satana abbandona la carne, fugge via…”

E, nella vita del Cristo, prosegue il parroco, “il Battesimo, la pienezza dello Spirito Santo e il digiuno costituiscono nella vita di Cristo una serie indivisibile e fondamentale di atti, culminati poi sulla Croce. E lo scopo del Battesimo, dell’essere ricolmati dello Spirito Santo e del digiuno è che Cristo stesso possa abitare in noi… Nel Battesimo è spezzato il legame con l’Adamo vecchio, nell’essere ricolmati di Spirito Santo è spezzato il legame col demonio e la vita di peccato, nel digiuno è spezzato il legame tra l’istinto e satana, perché in Cristo la carne possa riportare la vittoria nella vita secondo lo Spirito.

Non dobbiamo mai separare i tre atti: il Battesimo ci accorda la pienezza dello Spirito, la pienezza dello Spirito, attraverso il digiuno, assicura alla carne la vittoria per camminare secondo lo Spirito. Attraverso questi tre elementi l’uomo vive in Cristo e Cristo nell’uomo. Son tre atti che non vanno mai separati, poiché Cristo è un … atto unico… Sono atti della vita di Gesù che devono diventare atti della vita della Chiesa… Chiesa che è una cosa sola con Cristo, immagine vivente ed efficace della vita del Cristo: la Chiesa è continuazione del Cristo, è Cristo…dopo Cristo… E noi ci sforziamo di acquistare Cristo per poter diventare più simili a lui e per poter essere una fidanzata casta in uno stato di continuo fidanzamento come la Vergine che concepì e generò il Logos… E la Verginità di Maria è qui segno di quel mantenersi incontaminati rispetto al mondo…”

E l’essere contaminato, evidenzia don Nuccio, è “l’empia unione tra Satana e la concupiscenza della carne, degli occhi e la superbia della vita… Queste tre catene sono sciolte da Cristo durante il digiuno sul monte delle tentazioni… E se il Battesimo è una fase e la Crocifissione l’altra, il digiuno è lo stadio che le unisce: ne fa un tutt’uno!”

Insomma, “chi non sa digiunare, chi non sa rinunciare alle cose, non può portare il peso della Croce… Le opere di Cristo, in pratica, sono fonte della nostra salvezza; tuttavia il loro potere non ci è conferito se non facciamo esperienza e se non le pratichiamo… Siamo chiamati a dimostrare la nostra comunione col Cristo nella fede attraverso la comunione nelle opere… Solo le opere testimoniano l’autenticità della nostra fede… E da Cristo derivano le nostre opere: noi senza il Cristo non possiamo far nulla… Tutte le opere compiute nel nome del Cristo, in suo amore, come il digiuno, le veglie, gli atti di culto, sono trasposizione volontaria del desiderio di imitarlo e di essere uniti a Lui… Ed è attraverso Cristo ed in sua presenza che devono essere compiute le opere, solo l’opera di Cristo porta la gloria di Dio. Ma la fede della Chiesa nelle opere non è altro che la fede nella vita perfetta in Cristo. L’importanza delle opere si basa sul fatto che ognuna di esse scaturisce dalla volontà di Cristo ed è portata a compimento dal suo potere… Non corriamo il rischio di fare opere sganciate dalla vita del Cristo…!!! Le opere della Chiesa sono opere di Cristo! Ed il criterio da seguire nel fare le opere è: la perfetta imitazione di Cristo in ogni parola, azione e comportamento, in tutto si deve invocare lo Spirito del Cristo con la preghiera, così che tutto viene purificato da ogni scoria della volontà propria e del pensiero umano… Quale messaggio vocazionale possono avere certe opere, sganciate dal digiuno e dalla preghiera e dalla persona di Cristo, che parlano solo di noi…?”

Pertanto, siamo chiamati alla “lotta contro il nostro <<IO>>… Dobbiamo praticare l’odio di noi stessi e per le cose di questo mondo, che consideravamo un guadagno… Dobbiamo accettare mentalmente la morte: è la predisposizione migliore per accattare il digiuno…”

Cita Abramo e l’offerta della vita di Isacco: “anche se fisicamente l’offerta era stata compiuta solo in parte, l’offerta di immolare il figlio Dio la ritenne realmente compiuta. E la accettò già compiuta. Dobbiamo dunque esser pronti ad accettare una sentenza di morte in qualsiasi momento, considerandola come fondamento di vita… Ecco il voto di vittima, l’apertura totale a Dio offrendogli anche la nostra vita. Lo fanno i Santi: Rosella Staltari, Suor Maria Salemi, Suor Saletta, il Padre Forno… Chiunque non sa offrire totalmente la sua vita perde la propria parte di eredità in Cristo, poiché Cristo riscatta dalla morte coloro che accettano di morire per Lui… Stiamo trepidando per il coronavirus, stiamo tanto pregando: Signore io sono qui, ti offro la mia vita, sono disposto a morire per te. Però, insieme, ti chiedo di salvarmi… La mia intenzione è a fondamento della mia richiesta… E’ apertura straordinaria, infinita del cuore a Dio! Perché l’uomo al Signore, in cambio dei suoi doni, cosa può offrire se non la propria anima, la propria vita?”

E quel digiuno, sottolinea don Nuccio, “che Gesù compì lo spogliò di se stesso: con quel digiuno sacrificò misticamente il suo corpo. Dimostrò la sua chiara e ardente intenzione di essere pronto a dare la vita. Il digiuno è stato allora segno profetico della Croce. Di fatto il Signore sacrificò il corpo nell’intenzione: crocifisse se stesso prima ancora che il mondo lo inchiodasse al legno della Croce. Il digiuno dunque è il Sacramento della sua volontà di sacrificarsi per noi. E alla fine quel Sacramento è ciò che lui ci lascia: l’Eucaristia. Nell’ultima cena gli apostoli mangiarono dalle sue mani il mistero della sua volontà e bevvero il mistero del suo amore, della sua sofferenza, della salvezza… Quando partecipiamo al Mistero del Corpo e del Sangue nell’Eucaristia non solo partecipiamo alla Croce ma anche a una vita misticamente vessata e a un corpo che ha sopportato un severo digiuno… Nell’Eucaristia c’è tutto Cristo: dall’Incarnazione alla Gloria… Comunione alla Carne e al Sangue del Cristo è Comunione con una vita carica di tribolazioni, digiuni e sofferenze…”

E se noi, chiosa il catecheta, “mangiamo di un Corpo sacrificato, senza sacrificare il nostro corpo, il nostro <<IO>>, i nostri pensieri, come potremo pretendere che avvenga l’unione col Signore? Ogni volta che mangiamo al Corpo e beviamo al Sangue siamo pronti misticamente ad annunciare la morte del Signore e a proclamare la sua Risurrezione… Ogni testimonianza della morte e Risurrezione del Signore porta con se il martirio, ed ogni martirio porta con se la Risurrezione… Annunciando la morte del Cristo anche noi ci diciamo pronti al martirio…”

La conclusione, però, è dedicata “ai tanti amici che stanno soffrendo in ospedale, lottando tra la vita e la morte. Preghiamo per loro perché Maria Madre di Dio, generando il Verbo della Vita, interceda presso suo Figlio restituendoci queste persone tanto care, restituendoci la libertà e donandoci la sua pace, a noi e al mondo intero. Preghiamo per i governanti perché il Signore li illumini ad assumere scelte sagge… Preghiamo per il nostro Papa Francesco, il nostro Vescovo Giuseppe, per tutti coloro che ci aiutano a portare il peso di questa solitudine… E restiamo uniti nel Signore!”

E, a Dio piacendo, a mercoledì prossimo!

 

RC, 25 marzo 2020

        Antonio Marino 

 

 

Diretta della Catechesi sulla preghiera nei Padri del deserto “Incontriamoci il mercoledì”.

  • Introito della diretta è una registrazione audio inviataci dall’organista Pierluigi Maria Romeo che ha eseguito la Fuga in Sol maggiore op. 37 di Felix Mendelssohn.
  • Chi volesse condividere con la Chiesa degli Artisti un proprio audio musicale a corredo delle dirette può farcelo sapere tramite Messenger o sulla mail: sangiorgioalcorsorc@gmail.com.
    È un modo per gli Artisti di partecipare virtualmente alla nostra preghiera in questo periodo di quarantena.
    Grazie

Incontriamoci il mercoledì – 18

Catechesi sulla preghiera nei Padri del deserto "Incontriamoci il mercoledì".👉🎶 Introito di questa sera sarà una registrazione audio inviataci dall'organista Pierluigi Maria Romeo che ha eseguito la Fuga in Sol maggiore op. 37 di Felix Mendelssohn. 👉 🎶 Chi volesse condividere con la Chiesa degli Artisti un proprio audio musicale a corredo delle dirette può farcelo sapere tramite Messenger o sulla mail: sangiorgioalcorsorc@gmail.com.È un modo per gli Artisti di partecipare virtualmente alla nostra preghiera in questo periodo di quarantena. Grazie 😊

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 25 marzo 2020

Se ti piace, condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *