L’ Annunciazione

“L’Eucaristia – scrisse un giorno l’indimenticabile Cardinale Carlo Maria Martini – è qualcosa per la quale si muore, qualcosa che ci dà la forza di morire per gli altri…”

Il monito dell’ambrosiano porporato gesuita ci sovviene proprio all’inizio del Divin Sacrificio che don Nuccio Cannizzaro, Parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, celebra nella Cappella di Villa Bethania Christi, l’oasi, d’umanità materna e di caldi mattoni, curata dalla Congregazione delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, nata da una intuizione, divinamente ispirata e assai lungimirante, di Padre Dante Vittorio Forno e Suor Maria Salemi.

È il venticinque di marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore.

Alla decima ora di questo ennesimo giorno vissuto, da molti, tra le proprie mura domestiche, don Nuccio, subito dopo il Segno di Croce, rivolge un fraterno pensiero a quanti “soffrono: ai malati, che affollano i nostri ospedali, a chi li assiste, ai familiari, che vivono trepidanti, ai morti, ieri a Reggio ne abbiamo avuti due… E preghiamo anche per tutti coloro che, come noi, sono reclusi per forza maggiore, perché il Signore, nella sua infinita misericordia e per intercessione della Beata Vergine Maria, faccia finire presto questa pandemia…”

Alla meditazione omiletica, don Cannizzaro attacca sottolineando l’importanza di questa “festa legata direttamente al Natale: contando a ritroso, a partir dal venticinque di dicembre, nove mesi prima ecco apparir il venticinque di marzo…”

Ed in Oriente, prosegue il predicatore, “vivono il digiuno quaresimale, celebrando la Messa soltanto il sabato e la domenica. Fanno digiuno, anche dall’Eucaristia: così, anche noi, causa questo non voluto da noi digiuno eucaristico, stiamo vivendo, come gli orientali, una pratica penitenziale… Tuttavia, qualsiasi giorno cada, il venticinque marzo gli orientali, rompendo il digiuno, celebrano l’Eucaristia, poiché la festa dell’Annunciazione segna l’inizio del Nuovo Testamento e la fine del Vecchio… Tant’è che nell’Alto Medioevo era a partire da questa data che aveva inizio l’anno civile, e non col primo di gennaio…”

Ora, evidenzia don Nuccio, “l’Annunciazione e la successiva nascita del Verbo generano la vita della Chiesa. A partire da questo Cristo si fa carne nel seno della Vergine Maria e Dio, che era inconoscibile, che parlava attraverso i profeti ed i testimoni dell’Antico Testamento, diviene conoscibile. Dio parla attraverso la persona di Gesù: Gesù persona, il suo corpo vivente, diventa il luogo, il sacramento attraverso cui possiamo entrare in comunione con Dio… Ecco perché l’Annunciazione dell’Angelo a Maria porta il più grande annuncio della storia, che ha stravolto la vita… Ed a partire dalla persona viva di Gesù noi possiamo vivere la fede nell’ascolto della Parola: la nostra fede si nutre dell’ascolta della Sua Parola, del pensiero di Dio. Possiamo vivere la Speranza concretamente nella celebrazione dei Santi Misteri, in particolare nell’Eucaristia: annunciamo la tua morte, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta… Possiamo vivere l’amore concreto, la carità, nella e con la preghiera…”

Ecco, dunque, rimarca il parroco, “il mistero grande dell’odierna solennità, che ci chiama a vivere la comunione con Dio attraverso Maria…”

Rammenta, poi, don Nuccio, che quanti vivono la Celebrazione Eucaristica attraverso i social potranno, al momento della Comunione, vivere la “Comunione Spirituale, impossibilitati a … mangiare Gesù… Questo, però, deve stimolarci ad assumerci un impegno: riscopriamo, quando tutto sarà finito, la Domenica. I cristiani, come ci insegnano i martiri, senza la Domenica non possono vivere…”

La chiosa finale è un accorato appello ad “abbandonarci tra le braccia di Maria, riponendo in Lei ogni nostra preoccupazione, qualsiasi nostra attesa…”

Il … memoriale della Sua morte e risurrezione … prosegue secondo i consueti canoni…

Al termine, finito il collegamento in streaming con la Cappella di Villa Bethania Christi, abbandonato sul tavolo lo smartphone, un bel po’ di nostalgica tristezza fa capolino in cuor nostro…

È certo che tutto finirà; è consequenziale che torneremo a vivere il Divin Sacrificio sotto le artistiche volte del nostro Tempio della Vittoria; è, però, innegabile, che tutto ciò, attimo dopo attimo, ci manca…

Ci manca la Messa: abbiamo fame di pane e sete di vita trasformata da quel pane…

Ci manca il portone spalancato della Chiesa, ci manca l’ingresso in sagrestia e il sornione paterno accogliente sorriso del Don che, abbracciandoci, ci saluta… Ci manca il volto, l’essere e il fare di ciascuno dei nostri parrocchiani… Ci manca il traffico dei ministranti, di ogni età, e il vociare dei più piccoletti… Ci mancano le melodie dell’organo e le ugole che armonizzano note e parole…

Lo sappiamo, tutto tornerà…

Intanto, però, mentre una lacrimuccia bagna le guanciotte, tutto ciò ci manca…

RC, 25 marzo 2020

 

                                Antonio Marino

 

Diretta Facebook della Celebrazione Eucaristica

Celebrazione S.Messa dalla cappella di Villa Betania . Reggio Calabria

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 25 marzo 2020

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