Terza tappa: la piccola Croce

Introdotto dal Corale 157 di Strungk Delphin, vivificato all’organo dal maestro Silvia Scullari, don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, dedica il nuovo appuntamento a “quella piccola Croce che il Signore pone sulle nostre spalle: siamo chiamati a portarla ed in cambio il Signore ci darà l’eredità eterna…”

Attacca, don Nuccio, sempre in compagnia di Matta el Meskin, richiamando “il primo e l’ultimo dei sette miracoli compiuti da Gesù nel Vangelo di Giovanni: il primo è il miracolo delle Nozza di Cana, l’ultimo è la Risurrezione di Lazzaro.

Dopo avere mutato l’acqua in vino Gesù comincia ad insegnare il … come mutare l’uomo stesso con una nuova nascita dal Cielo, dall’acqua e dallo spirito…

Risuscitando Lazzaro Gesù ci fa capire come si può rinascere dall’Alto, dall’acqua e dallo spirito…”

E richiamando l’ingresso del Cristo a Gerusalemme e l’atteggiamento tenuto dai “custodi delle cose sacre” verso Gesù, il parroco evidenzia che “la passione del Signore comincia non appena Egli rivela la sua vera identità… I custodi delle cose sacre sono ostili a Gesù poiché si proclama Messia in quella maniera… Accusano Gesù d’essere un re mite, non potente e sanguinario…

La passione comincia col Suo rigetto assoluto, il Cristo era incompatibile coi sogni d’Israele… Tra l’altro, ascoltare la verità dalla bocca di un debole è qualcosa che i potenti non possono tollerare. Anche oggi la verità è rifiutata…”

Fa rivivere, quindi, don Nuccio, il processo che Gesù subì, nonché la sua crocifissione, rammentando che “la Croce per Cristo fu atto volontario e accettato: la Croce e il martirio erano scopo e fine per compiere i quali Gesù era venuto…”

Pertanto, puntualizza, “come interpretare, nella vita del cristiano, la sofferenza? La sofferenza è parte integrante della fede del cristiano, eredità gradita che gli spetta, compito ch’è felice di assolvere, scopo per il quale mettersi a lavorare senza paura.

Non deve aver paura, il cristiano, della sofferenza! Il cristiano che crede nel Signore non può cercare in tutti i modi di schivare la sofferenza… San Pietro ha paura della sofferenza; quando Nerone lo condanna a morte Pietro scappa, si nasconde: ma la tradizione ci dice che il Signore gli apparve in visione e gli chiese: dove stai andando Pietro? Vuoi che io vada ad essere crocifisso per te una seconda volta? Pietro allora fu colto da grade vergogna e afflitto da amaro dolore… come tradire la Croce del suo Maestro? E si consegnò ai suoi carnefici, e il Signore gli diede la forza di subire la Croce…

Chi si sottrae al proprio calice e alla propria parte di sofferenza, non fa che privare se stesso della parte che gli spetta nella sofferenza di Cristo: è come se avesse bisogno che Cristo venisse nuovamente crocifisso per lui…

 

stazione IV – Gesù rinnegato da Pietro, disegno di Marcello Cerrato tratto dalla raccolta “Via Crucis a colori”

 

La croce per il cristiano non deve essere subita, ma vissuta, accettata, amata… Chi si sottrae alla sofferenza non fa altro che tradire il Signore…”

Tant’è, chiosa don Nuccio, che “dietro a ciascuna delle croci che la vita ci riserva c’è sempre il dito della mano di Dio, ch’è lo Spirito Santo: non è a caso che ci capita una sofferenza…dietro c’è sempre la mano di Dio che la permette…”

Ecco, dunque, conclude don Cannizzaro, emergere, nella nostra vita, “una dolcissima Croce che da un lato ti offre un calice dapprima fiele, amaro, poi miele, dolcissimo… La coppa della sofferenza è amara, ma poi il Signore ti rivela il senso di quel dolore e di quella sofferenza, e tu lo ringrazi per avertela mandata…

Qualsiasi croce posta sulle tue spalle è segno di beatitudine che Dio ti riserverà, per tutto quel che stai sopportando… E la vita eterna è nascosta proprio nel mistero di questa piccola croce che il signore ha poggiato sulle tue spalle: ti prepari alla vita eterna  portando la tua piccola croce…”

È un esercizio complicato e dolce quello che don Nuccio dona ai suoi parrocchiani: accettar la croce, coglierne il significato, pregustare il premio glorioso finale… 

Non a caso l’ultima pennellata che don Nuccio incide nei cuori dei suoi figli nella fede è quell’immagine del Venerdì Santo 2005: San Giovanni Paolo II che abbraccia quella piccola croce, recluso in casa sua…

Ecco: quel fiducioso fiat voluntas tua dovrebbe, anzi, dev’esser desiderio di ogni nostra giornata…

E al calar del sipario nostro su questa Terra, anche in cuor nostro rimbomberanno quelle parole che sconquassarono le sorti del ladrone appeso a quel legno, accanto al Nazareno Crocifisso: in verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso… 

E, a Dio piacendo, a domani, Mercoledì Santo, alla diciottesima ora e sempre in diretta streaming.

RC, 7 aprile 2020

                                       Antonio Marino

 

Diretta streaming Lectio Divina Settimana Santa – Martedì Santo 07 Aprile 2020.
Ad introdurre il contesto meditativo saranno le note di un suggestivo Corale, il 157, composto dall’organista tedesco Strungk Delphin, dal titolo Lass mich dein sein und bleiben che nel suo significato invoca il Signore “lasciami essere tuo e rimani”.
Organista esecutrice Silvia Scullari che ci ha gentilmente offerto il brano.

Lectio Divina – Settimana Santa – Martedì Santo – 07 Aprile 2020

Diretta live Lectio Divina Settimana Santa – Martedì Santo 07 Aprile 2020.Ad introdurre il contesto meditativo saranno le note di un suggestivo Corale, il 157, composto dall'organista tedesco Strungk Delphin, dal titolo "Lass mich dein sein und bleiben" che nel suo significato invoca il Signore “lasciami essere tuo e rimani".Organista esecutrice Silvia Scullari che ci ha gentilmente offerto il brano.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Martedì 7 aprile 2020

 

In copertina:

Ecce homo, disegno di Marcello Cerrato tratto dalla raccolta “Via Crucis a colori”

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