Quarta tappa: l’astronave per il Cielo

L’ultimo incontro, al mercoledì santo, è un piccolo, prezioso vademecum da custodire gelosamente.

Don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, sfruttando sempre gli scritti di Matta el Meskin, chiude, però, con una netta e inconfutabile citazione di Padre Vittorio Dante Forno, fondatore, insieme a Suor Maria Salemi, della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice: “è necessario passare dalla … Croce adorata alla … Croce vissuta…”

Tant’è che, dando inizio all’incontro, introdotto dal “Grazioso” dell’oboista Lubren eseguito dai maestri Alessandra Scopelliti, oboista, e Carmen Pegna, organista, don Nuccio richiama quella “costante ostilità, quell’invidia che gli scribi, i farisei, i dottori della legge nutrono, inevitabilmente, nei confronti di Gesù, verso la Croce… Cominciano ad aver paura di perdere il potere; pertanto, si coalizzano per eliminar Gesù.

Temono di perdere il potere, sempre proveniente da Satana e raramente sinonimo di gratuito e disinteressato servizio. Temono un Uomo, Gesù, che annuncia la libertà, la libertà del Vangelo: lo perseguitano, dunque… Insomma: l’amore, la compassione, la mitezza che caratterizzano il Cristo provocano, a Lui, a Gesù, immani sofferenze…”

Ma, evidenzia don Nuccio, “la Croce, ch’è sofferenza, altro non è se non … l’arca che trasporta ogni essere umano ad approdare al porto della Salvezza… In Cristo, noi, siam chiamati a rivedere il senso e il significato della Croce: è arca di Salvezza… Ovviamente, quanti su quell’arca saliranno, quanti abbracceranno la testimonianza e la sequela del Cristo, saranno oggetto della malvagità impressionante di Satana e dei suoi uomini, operatori di iniquità… Penso a Padre Forno, per tutta l’esistenza sua bersagliato per esser stato sempre libero, ancorato solo al Vangelo… Penso a Monsignor Cognata, Vescovo mite, calunniato e diffamato: fu spogliato dalle insegne episcopali, messo all’angolo. Mai aprì bocca: riabilitato nella sua dignità episcopale, poco dopo morì…”

Pertanto, sottolinea don Cannizzaro, “l’uomo, il cristiano che vive il tempo della sofferenza sa che … le pene passano … ma la gloria di Dio che ne deriverà sarà eterna… E colui che sopporta la sofferenza si avvicina a Dio … più … di ogni altra Celebrazione Liturgica… È però pur vero che, ancor oggi, vige tanta vanità, tanto esibizionismo: non è assai diffusa l’esperienza della Croce. È facile parlare della Croce, adorare la Croce, parlare agli altri della Croce: è difficile portarla sulle proprie spalle… E quando la Croce si poggia sulle tue spalle, non è né slogan né oggetto prezioso appeso al collo né esercizio di potere: è martirio… Non è dunque più il tempo del … dire una parola … ma, bensì, il … tempo del testimoniare la Croce…”

 

 

E poiché Gesù, rimarca don Nuccio, “è nato per la Croce, evento per Lui irrevocabile e non semplice caso, l’uomo è nato per la sofferenza e la sofferenza è nata per l’uomo. Certo, nel progetto di Dio l’uomo nasce per lodar Dio ma, commesso d’Adamo il peccato, s’innestò la sofferenza nell’esperienza esistenziale umana. E Gesù, fattosi uomo, volle condividere con l’umanità proprio la sofferenza: fu il più grande atto d’amore di Dio verso l’uomo… Ecco perché la Croce del Cristo è la … bestia da soma che Dio monta per scendere dalla sua dimora, venire in mezzo a noi, prenderci per mano, condurci alla Salvezza… E fin quando il cristiano non si carica la sua croce, quel cristiano resta distante, lontano da Dio…”

La Croce, poi, l’uomo, “non potrà abbracciarla con la mente: o meglio, potrà accorgersi, mentalmente, teorizzare l’esistenza di Dio… Proverà felicità, passeggera però… L’unico movimento che il cristiano dovrà compiere per andar verso Dio è quello  che compirà in Dio, Verbo fattosi Carne… E’ solo attraversando la Croce che il cristiano giunge al cospetto di Dio… Insomma, la Croce è l’astronave per il Cielo… Ed è solo inchiodandoci alla Croce, senza sfuggir dalla sofferenza, che il Signore ci vedrà, portandoci con se… Poiché il Cristo ha il potere, datogli da Dio, di portare al Padre, tramite la Croce, l’umanità sofferente, peccatrice…”

Ecco, chiosa don Nuccio, “il mistero della Pasqua, del passaggio da questa vita alla vita di e in Dio: un passaggio che avviene attraversando la Croce, abbracciando la sofferenza…”

L’imbrunire oramai primaverile fa da scenario alla conclusione alle … tappe preparatorie … alla Passione, Morte e Risurrezione del trentatreenne Nazareno…

Domani, a Dio piacendo, Giovedì Santo, alla diciannovesima ora e sempre in streaming, vivremo la Cena del Signore…

RC, 7 aprile 2020

Antonio Marino

 

Diretta streaming Lectio Divina Settimana Santa – Mercoledì Santo 08 Aprile 2020.
Introito di questa sera sarà tratto dal Concerto n.1 per oboe e orchestra, il “Grazioso” 1°parte. Autore L. A. Lubren, oboista tedesco del 1700.
La trascrizione per oboe e organo è stata eseguita da Alessandra Scopelliti, oboista, e Carmen Pegna, organista, registrata alcuni mesi fa a San Giorgio della Vittoria.

Lectio Divina Settimana Santa – Mercoledì Santo 08 Aprile 2020

Diretta live Lectio Divina Settimana Santa – Mercoledì Santo 08 Aprile 2020. 🎶 Introito di questa sera sarà tratto dal Concerto n.1 per oboe e orchestra, il "Grazioso" 1°parte. Autore L. A. Lubren, oboista tedesco del 1700.La trascrizione per oboe e organo è stata eseguita da Alessandra Scopelliti, oboista, e Carmen Pegna, organista, registrata alcuni mesi fa a San Giorgio della Vittoria.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Mercoledì 8 aprile 2020

 

 

 

 

 

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