San Giorgio, il Santo della rinascita

È strana la Festa di San Giorgio ai tempi del Covid-19.

È graziosa la Cappellina che, a Villa Bethania Christi, fa da Tabernacolo alla Celebrazione Eucaristica nella memoria di San Giorgio, Patrono della comunità parrocchiale nonché dell’intero territorio cittadino.

A presiedere è il parroco, don Nuccio Cannizzaro.

Insieme con lui sta Mons. Antonino Denisi, Decano del Capitolo Metropolitano; con loro stanno le Figlie di Maria Santissima Corredentrice, custodi dell’Istituto e presenza reale di quel carisma nato dall’intreccio tra lo Spirito Santo e Padre Vittorio Dante Forno e Suor Maria Salemi.

Alla meditazione omiletica don Nuccio attacca sottolineando che “San Giorgio è, per certi versi, il … Santo Pasquale…”

Nella prima lettura, “tratta dagli Atti degli Apostoli, gli Apostoli affermano: noi siamo testimoni, insieme allo Spirito Santo, primo testimone, siamo testimoni della Risurrezione del Cristo… Noi, testimoni, cioè martiri… Poiché, in greco, testimone è martire: San Giorgio, dunque, venerato come Megalomartire, s’inserisce a pieno titolo nel tempo pasquale… E la festa di San Giorgio è una festa pasquale… E Reggio, avendolo elevato a suo Patrono, è una Città pasquale…” 

Ora, argomenta il predicatore, “l’iconografia di San Giorgio è bella: fin dal Medioevo a Reggio si fa memoria del Santo… E la memoria del Santo inserisce Reggio in un circuito meraviglioso che si snoda nel Mediterraneo europeo e che abbraccia le più importanti religioni monoteiste: è un Santo comune al Cristianesimo, in tutte le confessioni, e all’Islam, che lo venera come profeta…

E’ un Santo universale, venerato in tutto il Mondo. San Giorgio è Santo ecumenico… E’ ovunque circondato da grande devozione; è carico di significati anche esoterici, che lo rendono elemento d’unione fra mondi e culture differenti…” 

San Giorgio, evidenzia don Cannizzaro, “fu un centurione romano, originario della Cappadocia, vissuto verso la fine del Terzo Secolo che, mentre prestava servizio in Palestina, rifiutandosi di venerare gli dei pagani, venne imprigionato e martirizzato sotto Diocleziano.

La sua posizione nella gerarchia militaria, la vicinanza del sito del martirio ai luoghi santi, la concomitante adozione del Cristianesimo come religione di Stato dell’Impero Romano permisero che Giorgio fosse considerato, ben presto, come uno dei protettori principali dell’esercito di Bisanzio, godendo così di particolare venerazione da parte dei militari, anche in tempi di pace…

E questa sua provenienza siro-palestinese, nella liturgia ortodossa, è una caratteristica anche del culto reggino, poiché durante la dominazione bizantina la devozione al Santo si diffuse anche nei nostri lidi, e le prime tracce della diffusione della devozione risalgono addirittura al Nono Secolo e la sua popolarità molto diffusa è testimoniata anche dai numerosi toponimi della nostra Città, soprattutto a seguito dello stanziamento dei Normanni nella Città di Reggio…

San Giorgio è invocato nei periodi di invasioni, di scorrerie e di pandemie, è invocato per ottenere la salvezza: Giorgio significa contadino ed è celebrato in primavera… Non solo è il simbolo della Risurrezione ma anche simbolo di primavera, ovvero rinascita di vita…” 

Nella nostra Città, continua don Nuccio, “sorsero tantissime chiese a lui dedicate, come quella della Giudecca, posta tra la comunità ebraica e il palazzo di governo, e da subito San Giorgio fu assunto come protettore della comunità civile… Per l’onore di San Giorgio si svolgeva a Reggio una grande festa, con tante celebrazioni: queste consuetudini, a cavallo tra il 1600 e il 1700, cominciarono a decadere, in concomitanza con la crescente devozione verso la Madonna della Consolazione…

Lentamente, e inesorabilmente, la devozione alla Madonna della Consolazione ha soppiantato quella a San Giorgio. Nello stesso tempo, però, San Giorgio rimane presidio di unità nella Chiesa reggina…” 

Nella Chiesa reggina “il culto di San Giorgio fu portato dai Bizantini e la prima Chiesa risale al 1085. San Giorgio fu proclamato Patrono di Reggio in una data imprecisata: intorno al Quindicesimo Secolo, ma il culto è cinque-sei secoli antecedente.

Papa Alessandro VII il 10 giugno 1658 inviò le reliquie del Santo con una grande flotta pontificia, formata da cinque galee, e su richiesta dell’Arcivescovo del tempo la Sacra Congregazione dei Riti, con decreto del 10 dicembre 1667, concesse che la festa di San Giorgio, Patrono di Reggio, fosse celebrata con rito doppio di prima classe e col doppio precetto, cioè il massimo che la Chiesa concedeva…

Nel Messale proprio della Diocesi di Reggio, approvato dalla Congregazione dei Riti, e promulgato il 27 aprile 1896, si dichiara San Giorgio Patrono principale della Città di Reggio. Tanti sono gli studi fatti dagli storici, tra cui quelli di Padre Russo, Spano Bolani, Schepis, Mons. Denisi…

Il patrimonio di fede e di cultura che San Giorgio ha trasmesso a questa nostra Chiesa è un patrimonio immenso. Oggi le nuove generazioni hanno perso questa dimensione, ma è necessario riscoprire questa devozione, poiché San Giorgio rappresenta la Città, la sua storia… Dal Nono Secolo vantiamo questo riferimento… Questo nostro Santo segna il legame, la comunione, con tutto il Mediterraneo…” 

Pertanto, chiosa don Nuccio, “gli chiediamo di proteggere Reggio, come nel passato fece: liberaci Giorgio dalla pandemia! E tra poco rinnoveremo l’amministrazione comunale: un tempo, alla vigilia dell’elezione del sindaco, si portavano i nomi all’altare di San Giorgio, e, posti dentro una scatola, lì si lasciavano affinché il popolo venisse illuminato nella scelta della persona più idonea… Chissà: anche noi potremmo ripetere tal gesto. Anche per rammentarci che senza l’aiuto di Dio, per intercessione di San Giorgio, nulla possiamo da soli combinare…”

Ai riti di Comunione, impossibilitati a mangiar Gesù, quanti vivono via social il Memoriale della Morte e Risurrezione del Cristo compiono la Comunione Spirituale con una preghiera scritta da Padre Dante Vittorio Forno…

Al termine del Divin Sacrificio don Nuccio, postosi innanzi l’icona raffigurante il Santo, recita la supplica, dal suo cuore dettata, al Cavalier Giorgio: è un testo che, difficilmente, lascerà impassibile il Santo che, di certo, sarà già ai piedi del trono dell’Altissimo per perorar la causa del popolo reggino…

Quindi è la volta del rinnovo, proprio nella festa del Santo Patrono, delle promesse Scout…

La Benedizione conclude la Santa Messa…

Il desiderio d’andar a far visita a Gesù e a San Giorgio, al Tempio della Vittoria, cresce sempre più…

Intanto, però, buona festa!

E continuiamo a restare a casa!

 

RC, 23 aprile 2020

           Antonio Marino  

 

  

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