Il liturgo consapevole!

“Tremendo compito – scrisse il Teologo Ratzinger – è per il sacerdote il celebrare l’Eucaristia…”

Nella domenica che la Chiesa Cattolica dedica al Buon Pastore, nell’oramai tradizionale chiacchierata pomeridiana nell’ennesimo primo giorno dopo il sabato casalingo e coronavirussizzato, don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, scuote quanti stanno al di la dello schermo chiedendo, a ciascuno, di farsi carico della … formazione dei sacerdoti…

Don Nuccio, docente per ben venticinque anni nei Seminari, conosce a menadito corridoi, aule e contenuti formativi essenzialmente e realmente  necessari a coloro che han scelto d’esser pescatori di uomini…

Costruisce, don Nuccio, la sua meditazione richiamando una recente intervista rilasciata dal Cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione Vaticana per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti, e il dodicesimo volume dell’opera omnia di Joseph Ratzinger – Bendetto XVI…

Attacca, don Cannizzaro, quasi denunciando quello “scostamento, che s’evince nella formazione dei nuovi preti, dalla vita reale. Dev’essere invece formazione concreta, non astratta, come oggi accade… Tant’è che il modello del presbitero è quello di un intellettuale che sa tanto, certo, di troppe cose, però, che a lui poco interesseranno… Sa di psicologia, sociologia, pedagogia; a discapito della Sacra Scrittura, a discapito di quella cenerentola ch’è la Liturgia…”

Cita, testualmente, le parole del Cardinal Sarah: “il demonio attacca fortemente l’Eucarestia perché essa è il cuore della vita della Chiesa. Ma credo che il cuore del problema sia la crisi di fede dei sacerdoti. Se i sacerdoti sono consapevoli di cosa è la Messa e di cosa è l’Eucarestia, certi modi di celebrare o certe ipotesi sulla Comunione non verrebbero neanche in mente. Gesù non si può trattare così”.

Quindi, don Nuccio, sottolinea: “carente è la formazione, nei Seminari, rispetto al celebrare… Cosa significa per il sacerdote celebrare? Cosa significa per il sacerdote essere un liturgo?”

Ed il popolo fedele non dovrebbe “demandare esclusivamente alla Chiesa la formazione dei seminaristi, nonché la continua e necessaria formazione dei preti… Certo, ciascun laico potrebbe ribattere: ed io che ne so di come si forma un prete? Nessuno chiede a te di viver compito che il buon Dio non t’ha chiesto di svolgere… Tuttavia il popolo deve vigilare affinché il proprio Pastore sia coerente con l’insegnamento dello Chiesa, nel suo celebrare, nel suo insegnare, nel suo testimoniare… Il popolo deve pretendere che cessi quella trappola demoniaca ch’è il … fai da te liturgico…”

E ancora: “il Teologo Ratzinger – non il Papa, bensì il Teologo, per giunta profondamente dogmatico – parla di un tempo, il nostro, povero di verità, sostenendo che nella formazione del clero dev’esserci una educazione alla verità…”

E navigando in quell’inestimabile patrimonio che sono gli insegnamenti ratzingeriani, don Nuccio narra del gruppo di seminaristi che lungo il cammino formativo è un gruppo di uomini “adatti perché veri”

Avanza quindi quello che dovrebbe esser il primissimo momento che il giovane che decidere d’esser prete: “a lui andrebbe fatta la domanda…tu perché chiedi di diventare prete? Per quale scopo? Per quale motivo? Per quale interesse? Non a caso, stamattina, così come in tante altre occasioni, Papa Francesco ha indicato nel carrierismo, nell’accaparramento dei posti, nel desiderio di potere o di denaro i mali che affliggono il sacerdozio… E chissà se a tali tipologie presbiterali sono state fatte, in principio, le domande cui poc’anzi accennavamo…”

E il Teologo Ratzinger tuona: “la formazione del sacerdote dev’essere preparazione ai Sacramenti e alle Liturgie Sacramentarie… E la Liturgia, rimarca Ratzinger, è bella proprio per il fatto che non siamo noi stessi gli attori ma entriamo in qualcosa di più grande, che ci avvolge e ci prende… L’attore principale è Dio: se il prete è cosciente di ciò, celebrando, lui, il prete, diminuisce, lasciando l’intera scena a Dio… E poi: ogni Liturgia è Liturgia cosmica, è di grande respiro pertanto è esodo dal piccolo gruppo, ed è sempre una grande festa…”

E sempre insistendo sulla formazione liturgica dei sacerdoti, don Nuccio, citando ancora una volta il Teologo Ratzinger, chiosa: “la Liturgia dev’essere al centro della vita del prete, del seminarista dunque. Il suo cammino formativo dev’essere d’ampio respiro culturale… E il seminarista deve imparare, negli anni del seminario, proprio come rammenta Ratzinger rievocando quella credenza in uso negli anni della sua giovinezza, credenza però tutt’oggi validissima ed essenziale, deve imparare quello che deve, quello che può e quello che non deve fare nel celebrare l’Eucaristia… Insomma il seminarista deve imparare a Celebrare l’Eucaristia e l’Eucaristia esiste per insegnar la vita… E nel vivere quel compito tremendo ch’è il Celebrare l’Eucaristia il prete parla con l’IO di Cristo…”

E se le battute conclusive della chiacchierata don Nuccio le dedica a quell’auspicio a tornar a celebrare concretamente l’Eucaristia e i Sacramenti tutti, noi accompagniamo il calar della tela con una citazione offerta proprio da don Nuccio, tratta dagli scritti di Sant’Isidoro di Siviglia: “ogni progresso viene dalla lettura e dalla meditazione. Con la lettura impariamo quello che non sappiamo, con la meditazione noi conserviamo nella memoria ciò che abbiamo imparato…”

RC, 3 maggio 2020

                      

      Antonio Marino

Video della Lectio divina sulla IV domenica di Pasqua, 3 maggio 2020

Lectio Divina sulla IV Domenica di Pasqua 3 Maggio 2020

Diretta streaming: Lectio Divina sulla IV Domenica di Pasqua, 3 maggio 2020.

Pubblicato da Chiesa degli Artisti – Reggio Calabria su Domenica 3 maggio 2020

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