VI Domenica di Pasqua anno A

In questa domenica, siamo chiamati a considerare la promessa che Gesù fa ai suoi discepoli e per certi versi promessa che si estende anche a noi. Mentre annuncia che ritornerà al Padre, promette che non lascerà orfani i discepoli, anzi invierà loro un altro Paraclito, lo Spirito Santo.

Perché Gesù chiama lo Spirito Santo un altro consolatore? Perché il primo consolatore è stato lui. Lo Spirito Santo continuerà la sua opera nel mondo, fino al ritorno del Signore. La promessa di un dono, lo Spirito Santo, associata ad un’altra, quella del suo ritorno.

Tra il compimento di queste due promesse si gioca tutto il destino della Chiesa che ricevuto lo Spirito nella Pentecoste, lo trasmette attraverso la preghiera liturgica a tutti i cristiani, in continuità ed in unione con la preghiera di Gesù, unica preghiera gradita al Padre. Una preghiera fatta in spirito e verità.

Il grido di esultanza con cui si chiude l’Apocalisse di Giovanni “Maranà tha”, mentre esprime la speranza escatologica della Chiesa di tutti i tempi, impegna la Chiesa di ogni tempo storico a rendere vero, concreto e vissuto l’evento della risurrezione.

La preghiera cristiana allora, mentre è celebrata nel tempo è aperta sull’eternità. La sua efficacia si trova nella continua intercessione di Gesù e nella presenza invocata e donata dello Spirito Santo. Questo annuncio di Gesù, ossia la sua morte e il dono dello Spirito, non è subito compreso dai discepoli.

Capiranno dopo la risurrezione la portata teologica di questo annuncio. Infatti il Signore risorto si mostrerà loro e donerà alla Chiesa nascente i frutti della sua Pasqua di morte e risurrezione.

Questo lo comprenderanno i discepoli dopo la Pentecoste. Gesù risorto si mostra solo ai suoi discepoli, non al mondo. Ancora oggi il mondo è fermo all’immagine del Golgota, a Gesù appeso alla croce. Il mondo, che secondo la Scrittura è il regno del male, non può comprendere il senso della risurrezione perché ad esso non è stato inviato lo Spirito Santo.

 Ecco perché ancora oggi, tutti quelli che vivono nello spirito del mondo, ossia sono legati al potere, alle ricchezze, alla bramosia dei piaceri della vita, non possono comprendere il senso della risurrezione di Cristo.

Il mondo non ha lo Spirito Santo per questo motivo avversa la Chiesa e i cristiani. Ancora oggi, in ogni angolo della terra i cristiani soffrono persecuzioni e martirio. Lo Spirito Consolatore che Cristo ha donato alla sua Chiesa, continuerà a santificare e consolare tutti coloro che aspettano nella fede il ritorno del Signore.

17 maggio 2020

 

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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