La Santissima Trinità

“Tre persone con un unico pensiero, un’unica natura divina ma con missioni differenti… Il Padre è principio di ogni cosa; il Figlio, pensiero del Padre; lo Spirito Santo, ovvero, la potenza di Dio. Dio agisce attraverso la potenza dello Spirito Santo…”

La festa della Santissima Trinità al Tempio della Vittoria è spalmata in quel lasso di tempo che va dall’imbrunire del sabato al calar della sera della domenica: quattro meditazioni omiletiche, quattro momenti durante i quali don Nuccio Cannizzaro offre, alla parrocchial porzioncina di umana storia dalla sua paternità custodita, tutte le modalità necessarie per accostarsi “al mistero grande della Santissima Trinità.

E lo facciamo – attacca il predicatore – con la più convinta e profonda piccolezza della nostra intelligenza…”

Pertanto, sottolinea don Nuccio, “accostandoci alla Santissima Trinità, noi cogliamo le tre maniere di Dio di manifestarsi all’uomo… Tre persone, il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, tre ruoli in cui Dio si rivela nel corso della storia… Ecco, pertanto, l’unità nella molteplicità…”

Ora, puntualizza il parroco, “per scoprire il significato profondo di Dio è necessario anzitutto sottolineare che … di Dio è possibile fare solo una <<teologia negativa>>: di Dio possiamo affermare con certezza solo quello che Dio non è, ed è molto difficile affermare quel ch’è, poiché non abbiamo esperienza di Lui…

È inafferrabile Dio: tuttavia, la realtà di Dio può esser colta da colui che si coinvolge direttamente nell’incontro con Dio… Tale esperimento si chiama…fede!!!”

Cita Blaise Pascal, don Cannizzaro, rammentando che “la fede si ottiene dal…fare!!! Si ottiene  dalla pratica religiosa, e il vivere la pratica religiosa rende l’animo semplice, conducendolo alla fede… Compiere atti di fede per aver sentimenti di fede: è così che s’apriranno le porte del mistero, e la Comunione col Dio Uno e Trino sarà vera e completa…”

Ecco perché, continua il predicatore, “la relazione cristiana con Dio si fonda sulla consapevolezza che … Dio si mostra in maniera sincera, si mostra così come Egli è… Ed il cristiano crede nella possibilità di avere un rapporto diretto con Dio, ha una fede assolutamente monoteista, riconosce alla storia tra Dio e l’uomo tutta la serietà che merita…”

Ed evidenziando che “la divinità di Dio sta al di là delle nostre categorie umane e filosofiche” poiché “Dio sta al di sopra di singolare e plurale”, don Nuccio, richiamando il personalismo filosofico, sottolinea che “Dio non è solo, Dio è perfetta Comunione d’Amore. E così come Dio è unità nella trinità della persona, così la Chiesa è Comunione d’Amore, o meglio, è perfetta immagine della Comunione d’Amore trinitario. Ma, la Comunione cos’è? È una grande virtù, è essenza della Chiesa: essere in Comunione col Padre significa avere i suoi stessi sentimenti, i suoi stessi pensieri…”

In Dio, “uno per natura, trino per relazione” vi è “l’IO e il TU: Dio non è solo Logos, è anche dialogo… Non è solo pensiero, è anche parola, colloquio, dialogo… Dio è pensiero dialogante…”

La relazione che vive Dio nella Santissima Trinità è la relazione che ciascuno di noi deve vivere all’interno della comunità cristiana: “io sono persona in quanto sono in relazione con altra persona, altrimenti sono soltanto un individuo… La persona, richiamandoci all’accezione greca, è colei che guarda verso… L’IO e il TU guardandosi, son protesi l’uno verso l’altro… Ed affinché la relazione sia autentica dev’esser costruita sulla Comunione: una persona vive in Comunione nella misura in cui vive in Comunione con Dio… Ecco perché le nostre relazioni non devono esser inficiate dall’uso di maschere… Dobbiamo esser veri, come vero e autentico è Dio… Dobbiamo avere il coraggio di lasciarci conoscere così come davvero siamo… Anche perché, ogni qualvolta col nostro agire creiamo divisioni, non siam più figli della Santa Trinità, bensì del demonio…”

E la nostra preghiera, chiosa don Nuccio, “dev’esser sempre rivolta al Padre, attraverso il Figlio, nello Spirito Santo…  Allora sì che sarà preghiera vera, autentica, capace di trasformare…”

RC, 8 giugno 2020

                                       Antonio Marino

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