L’incontro dei Patroni

Suonano le campane di San Giorgio, mentre le lancette dell’orologio stanno tutt’e due spiaccicate sulla dodicesima ora di sabato tredici giugno dell’anno del Signore 2020…

Il portone del Tempio della Vittoria è spalancato: l’icona di Maria Santissima Madre della Consolazione entra in quella che sarà la sua eterna dimora…

Sul finire del diciannovesimo anno del Ventunesimo Secolo il Maestro iconografo Sergej Tikhonov aveva illustrato, in una gremita Chiesa di “San Giorgio della Vittoria”, il cammino dell’icona: dal momento in cui nasce l’idea al momento in cui l’opera è pronta per esser esposta alla pubblica venerazione…

Pochi mesi dopo eccolo, il Maestro Tikhonov, consegnare a don Nuccio Cannizzaro, parroco di “San Giorgio della Vittoria” nonché Chiesa degli Artisti, l’icona…

Don Nuccio la colloca, provvisoriamente, al centro dell’Altare, proprio sotto la Mensa: resterà lì per l’intero week end del Corpus Domini, a cavallo tra il tredici ed il quattordici di giugno…

Ed in ciascuna delle quattro Celebrazioni Eucaristiche festive don Nuccio, lungo la meditazione omiletica, intreccerà … pane, vino e mamma…

Il Giovedì Santo, attacca il predicatore, “è momento intimo: Gesù, nella cena d’addio coi suoi apostoli, celebra ritualmente quel che, realmente, vivrà poi sulla Croce. A tal proposito ci dicono i Padri della Chiesa: Gesù muore una volta per sempre. Tuttavia, il Sacramento della Sua morte e risurrezione viene celebrato ogni qualvolta che… cioè, ogni volta che viviamo la Messa… E la Messa è il Sacramento del sacrificio di Gesù, è celebrando il rito che viviamo la sua morte e risurrezione…

Non a caso, mentre fuori dal Tempio v’è il tempo degli uomini, dentro al Tempio v’è il Tempo dello Spirito: ed è il Tempo dello Spirito a traportarci, in spirito, proprio sotto la Croce, ed è lo Spirito a trasformare quel pane e quel vino in Corpo e Sangue del Cristo, e noi, grazie al Tempo dello Spirito, diveniamo contemporanei della Croce, veniamo da Lui trasportati ai piedi di quel Legno, proprio accanto a Maria… E se su quella Croce Gesù muore per tutti, quel Pane che viene spezzato a Messa è per molti: l’Eucaristia è il Sacramento del Suo morire ed è riservato a chi in Lui crede… L’Eucaristia è il Sacramento che ci dà vita…”

Il Corpus Domini, invece, sottolinea don Nuccio, “è festa esterna. Ed è festa che ci inviterebbe a … stare, camminare, inginocchiarci… Lo … stare … è atteggiamento fondamentale di chi attende con fede… Il … camminare … è l’atteggiamento di colui che cammina con il Signore… E colui che cammina con il Signore, cammina verso la libertà, verso la vittoria, contro ogni morte… Quella del Corpus Domini è processione di fede che celebra la vittoria di Cristo sulla morte…

L’Eucaristia è farmaco di immortalità, sconfigge la morte, non fisica, ma spirituale… Ed oggi celebrare l’Eucaristia significa dire: noi crediamo nella Vita Eterna, noi veniamo in Chiesa senza paura alcuna, neanche d’infettarci, poiché in Chiesa non v’è alcun tipo di pericolo…  Inginocchiarsi, infine, è l’atteggiamento di colui che riconosce che il Signore è il padrone della vita sua….”

Ed è atroce la sofferenza nel non poter vivere la “processione del Corpus Domini…. Ma, oggigiorno, nella Chiesa vige un atteggiamento particolare: la Chiesa non sfida il potere, come han sempre fatto i cristiani, come han sempre fatto i martiri… Oggigiorno la Chiesa asseconda il potere, evitandosi qualsiasi problema… E, peggio ancora, troppo spesso la Chiesa dimentica d’impegnarsi nella edificazione anche della Città dell’Uomo: alla Chiesa non spetta solo il compito di pregare, la Chiesa ha lo scopo di far vivere bene la gente… Il Paradiso lo si comincia a costruire proprio in Terra e la Chiesa desidera la salvezza integrale dell’uomo: dunque, la Chiesa è chiamata a custodire e intervenire tanto sull’aspetto spirituale che su quello sociale…”

È, su per giù, a questo punto che, in ciascuna delle quattro meditazioni omiletiche, don Nuccio volge rapidamente lo sguardo all’icona, evidenziando: “è una immagine che viene da tanto lontano; ci appartiene, ed appartiene all’intera nostra Città. È la Madre della Consolazione… È l’antichissima e prima sua immagine, apparsa intono all’anno Mille in un monastero bizantino a Valle Tuccio, sopra Melito. Tornati i bizantini a Bisanzio, in quel monastero risiedettero i frati cappuccini, poi trasferitisi all’Eremo. Ed uno dei frati all’Eremo quel quadretto portò… Ma quel quadretto poi andò perduto, distrutto… e venne commissionato a Niccolò Andrea Capriolo di dipingere l’immagine che noi tutti conosciamo e veneriamo sul colle eremitico…  Ma la primissima immagine era piccolina, ed è, seppur ingrandita, questa che noi da oggi custodiremo… E per questo dono non possiamo non ringraziare i Cavalieri e le Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro: sono stati loro, capeggiati dal preside Avvocato Aldo Porcelli, a regalarcela, commissionandola, insieme a me, al Maestro Sergej Tikhonov…”

Ed è bello, chiosa don Nuccio, che “nella Chiesa del Cavalier San Giorgio, Patrono di Reggio Calabria, dimori, da oggi, anche Maria Santissima Madre della Consolazione… Ritengo, riteniamolo profetico questo … incontro dei Patroni…”

E ancora: “osservando l’icona notiamo che non v’è incrocio di sguardi tra la Madre e il Figlio: è l’unica icona al mondo nella quale Madre e Figlio han sguardi separati… La Madonna, triste, ha uno sguardo pensieroso… Il Figlio stringe tra le mani un cartiglio, cosciente già dei dolori che dovrà patire… La Madre lo consola: ecco, dunque, che quel suo essere Madre di Consolazione è rivolto al Figlio… Maria consola Gesù… Maria è l’unica ad esserci in ogni fase della vita del Cristo, dal legno della mangiatoia di Betlemme al legno della Croce sul Golgota… Maria, fin dall’annuncio fattole dal vecchio Simeone, sa che Gesù soffrirà crudelmente: Maria è sempre accanto al Figlio suo… ecco il suo essere Consolatrice…”

La serale, ultima e quarta Celebrazione Eucaristica del fine settimana del Corpus Domini, proprio all’imbrunire della Domenica, termina con un breve momento d’Adorazione Eucaristica e con la conclusiva Benedizione Eucaristica…

E mentre don Nuccio, stringendo tra le mani l’artistico ostensorio, segnava grandi croci con quell’Ostia Consacrata, un materno tenero profumo inondava l’intero Tempio della Vittoria…

Forse, a ciascun parrocchiano, Maria stava sussurrando … abbracciala serenamente la Croce che il mio Figliolo ti dona, tanto ci sto io con te…

E ciascuno di noi l’abbraccerà davvero serenamente, anche perché … chi mai ridir potrebbe, Vergine, i tuoi favori, che sempre in tutti i cuor spargesti a profusion…

                          

                                       Antonio Marino

 

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