L’arte floreale liturgica

In questi giorni delle festività natalizie, diverse persone gradevolmente colpite dalla bellezza e dalla composizione, hanno chiesto notizie e informazioni circa l’addobbo floreale della nostra chiesa. Ho pensato di girare la domanda all’autrice del lavoro, Annunziata Furuli, affinchè fosse lei stessa a illustrare la sua opera. Ecco il testo che mi è stato fatto recapitare.

“Come la musica, il canto, la luce, le parole, i gesti e il profumo, i fiori sono un linguaggio capace di introdurre all’esperienza di Dio il credente e quindi di trasmettere il senso del mistero celebrato nella liturgia. I fiori dovrebbero sempre adornare le chiese per svolgere il loro umile ma significativo servizio: quello di preparare l’ambiente dove i fedeli incontrano il Signore. Un incontro che non può non essere segnato ed espresso dalla bellezza.

La nascita dell’arte floreale liturgica può essere fatta risalire a circa trenta anni fa, dall’intuizione di una donna francese, Genevieve Vacherot, mentre contemplava il quadro dell’adorazione dei pastori del pittore fiammingo Van der Goes alla Galleria degli uffizi di Firenze. La sua intuizione fu che i fiori presenti nel quadro avessero una precisa funzione all’interno del mistero rappresentato
dall’autore, quello cioè di aiutare il visitatore a farlo entrare più profondamente nel mistero dell’adorazione del bambino Gesù. Fu così che pensò di invitare biblisti, liturgisti e fioristi a mettere a disposizione della liturgia le proprie competenze artistiche e teologiche al fine di elaborare un quadro estetico-artistico dell’arte floreale nella liturgia.

Nacque allora un vero e proprio percorso artistico che determinerà le finalità dell’arte floreale liturgica. Gli elementi fondamentali di cui si compone sono:

– il parlare di Dio attraverso i fiori e gli elementi naturali;
– parlare a Dio nella preghiera personale nel contesto della bellezza;
– lasciare parlare Dio affinchè il suo agire trasformante consoli e conduca alla contemplazione il fedele anche attraverso la bellezza della natura resa palpabile dai fiori.

Lo spazio liturgico che si infiorerà deve condurre ad esaltare i poli liturgici : l’altare, l’ambone, il fonte battesimale, il tutto in sintonia con i vari tempi liturgici. Tuttavia non bisogna dimenticare che i fiori non hanno la finalità di decorare, ma quella di significare, a somiglianza dell’uso che si fa dell’incenso nella liturgia. Le solennità, come il Natale, costituiscono l’occasione per fare esprimere tutta la bellezza del creato attraverso i fiori, le piante e gli altri oggetti che raccontano il significato che l’artista vuole esprimere, come la preghiera, l’offerta, il rito.

Veniamo ora alle nostre composizioni nella chiesa di San Giorgio- Tempio della Vittoria e Chiesa degli Artisti.

Come base dell’addobbo natalizio ho scelto dei sempreverdi come l’abete, il cipresso, la tuia che ci richiamano l’idea di immortalità. Le piante che spiccano di più nell’addobbo sono le stelle di natale.

Simbolicamente la forma di questa pianta è comunemente considerata a ben rappresentare la Stella Cometa che guidò i Magi a Gesù. Gli altri fiori scelti sono stati i tulipani e gli amaryllis.

I tulipani, dalla forma simile a fiammelle, situati sul passamano dell’ambone, simboleggiano il fuoco che infiamma il cuore dei credenti durante l’ascolto della Parola di Dio.

L’amaryllis, chiamato volgarmente giglio di natale, nel linguaggio dei fiori significa bellezza splendente. Accanto ai fiori ho usato altri elementi decorativi tipicamente invernali come rami innevati, pigne e bacche rosse di ilex , agrifoglio e pungitopo per ricordare le gocce di sangue versato da Gesù durante la passione, associando l’immagine che con questi rami spinosi fosse intrecciata la corona di spine che cingeva la fronte di Gesù. Il riferimento alla passione potrebbe sembrare fuori luogo, ma nella tradizione liturgica antica, specialmente da San Leone Magno, il Natale è stato chiamato anche Pasqua di natività.

Infine, ai piedi dell’altare sono stati collocati delle melegrane, simbolo di abbondanza dei doni che Gesù e venuto a portarci. I colori privilegiati sono il rosso, simbolo del sangue di Cristo versato sulla croce per la nostra salvezza e l’oro, simbolo di luce e di regalità del Messia.”

Nel ringraziare la nostra fiorista liturgica per queste note che ci ha offerto, ancora a nome di tutta la comunità e mio personale, rinnovo gli auguri di sereno e pacifico anno nuovo.

Don Nuccio

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1 commento su “L’arte floreale liturgica”

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