Radio Maria e San Giorgio della Vittoria

Messa in diretta su Radio Maria domenica 21 marzo ore 10.30
Cari amici, amiche,
Domenica 21 p.v. la S. Messa sarà trasmessa dalla nostra chiesa su Radio Maria.
Mentre vi invito a sintonizzarvi sulle frequenze della radio per seguire la celebrazione , vi chiedo la disponibilità di giovani che si offrano per il servizio tecnico: regia, suono ecc. Per costituire a Reggio una equipe tecnica per trasmettere le celebrazioni sul territorio reggino. Se qualcuno è disponibile, si faccia avanti, venga in parrocchia, costituiremo un gruppo che potrà far crescere tanti giovani.
Si potrà costituire così uno studio mobile, dove i giovani apprenderanno anche l’arte di trasmettere in diretta sulla radio più seguita in Italia.
Il Parroco.

Omelia S. Messa  Radio Maria 21.03.2021

 

Sia lodato Gesù Cristo.

Fratelli e sorelle, siamo giunti quasi alle soglie della Settimana Santa, domenica prossima è la domenica delle Palme. In questa domenica la Parola di Dio  continua la riflessione sull’opera di salvezza operata da Cristo. Il chicco di grano muore e porta frutto, e il frutto vissuto nell’obbedienza conduce alla vita eterna. Ma mentre i Vangeli Sinottici mettono in evidenza nelle parabole sul seme lo sviluppo  a cui esso è destinato, Giovanni, invece sottolinea la dimensione pasquale che questo seme significa, ossia la morte e risurrezione di Gesù. Con questo Giovanni ci vuole dire che il cammino del cristiano somiglia a quello di Cristo. Come Gesù muore, risuscita ed è glorificato, così anche il cristiano: seguirlo significa allora camminare sulla stessa strada percorsa da Gesù.

In questo contesto profetico di annuncio di morte e risurrezione, Andrea e Filippo, che hanno nomi greci e provengono dal confine della Galilea, vicino al mondo ellenistico, riferiscono a Gesù che ci sono alcuni greci che vorrebbero vederlo. L’ora di Gesù è vicina. Il momento della sua glorificazione è prossima. Vedere Gesù è forse l’aspirazione più grande per ogni cristiano, ma Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli dice che solo imitando la sua vita e vivendo la sua stessa passione  possono aspirare a vederlo. La visione cede il passo alla fede.

Solo la fede in Cristo ci offre gli strumenti per poter vedere il Signore. Il prefazio di Natale, ispirato a S. Leone Magno, è significativo a questo riguardo quando dice:” Nel mistero del verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova” (1 Pref.). Allo sguardo materiale proveniente dai greci, forse anche dettato da curiosità, la liturgia della Chiesa ci propone lo sguardo simbolico su Gesù, sguardo che ci rivela il senso del mistero pasquale di Cristo e ci dona il senso del cammino che ogni cristiano è chiamato a fare dietro il Maestro.

Oggi vedere Gesù per noi cristiani è avere la capacità di cogliere il nesso che passa tra la croce e la gloria, tra il morire del chicco di grano e il rinascere, tra il visibile e l’invisibile. Riconoscere cioè nella croce infamante di Cristo la sua gloria. Imparare a stare sulla croce di Cristo, senza subirla, ma viverla con lo stesso amore e con la stessa obbedienza di Gesù. Il desiderio di vedere Gesù è insito nel cuore di ogni credente, e noi sappiamo che un giorno lo vedremo, così come egli è, ma oggi, nella storia di ognuno di noi, se vogliamo vedere Gesù, dobbiamo avere il coraggio di scommettere e rischiare per lui, come dice S. Agostino dobbiamo credere in lui, amandolo. La fede e l’amore di Cristo si equivalgono. Dare la vita per i fratelli equivale a darla a Cristo. (Agostino, Comm. Vang. Giov.51).

Nella prima lettura il profeta Geremia annuncia una alleanza nuova e straordinaria, questa profezia si è avverata nel regno messianico annunciato da Cristo. L’alleanza annunciata da Geremia si salda con la passione di Cristo. Il clima di vigilia della passione che oggi la liturgia ci descrive, trova il suo momento culminante nell’eucaristia che celebriamo. Come nell’ultima cena di Gesù, anche nel sacramento dell’altare si attua  sacramentalmente la morte di Cristo e già la si annuncia come prossimo evento sacramentale nella pasqua oramai vicina. Allora sull’altare oggi si compie ciò che fu preannunciato da Geremia, quell’alleanza nuova  ed eterna che Dio in Cristo dona ad ogni uomo.

Mentre celebriamo la morte di Cristo e il disfacimento del chicco di grano, poniamo sulla mensa eucaristica quel cibo e bevanda che porta a tutti la risurrezione e la vita eterna.

Amen.

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