XIII Domenica del Tempo Ordinario

Anno B

Questa domenica pone davanti ai nostri occhi il mistero della morte e il limite umano davanti a questo mistero. L’uomo sperimenta la sua impotenza davanti al mistero della morte. L’episodio della figlia di Giairo è emblematico per comprendere anche la nostra reazione davanti alla morte.

Giairo è un funzionario governativo, un uomo di potere, che malgrado tutto deve sperimentare la sua impotenza davanti alla morte prematura della sua figlioletta. Sa per sentito dire che Gesù possiede un potere taumaturgico, fa miracoli strepitosi e allora si rivolge a Gesù per supplicarlo in favore della figlia. Gesù esorta Giairo ad avere fede, anche davanti alla morte, esperienza limite ed insuperabile del mistero della vita. Giairo ha il coraggio di supplicare Gesù, mostra di avere fede in Lui, ha il coraggio e l’umiltà di inginocchiarsi davanti a Gesù, la fede che si manifesta nella preghiera, deve essere espressione di tutta la persona, deve coinvolgere tutto l’essere.

Si prega con la mente, il cuore, il corpo, in altre parole, si prega con tutta la vita. Il credente, ponendo la sua fede nella fede di Gesù, si apre alla potenza dell’amore di Dio e cosi facendo, spera contro ogni speranza, supera il limite della morte e lo sconfigge.

Soprattutto in questo tempo di pandemia, molti di noi hanno sperimentato il limite della medicina, delle conoscenze scientifiche, ci siamo resi conto che siamo solo un piccolo essere, fragile e precario sul grande palcoscenico della vita, del mondo. Ci siamo pensati dio, abbiamo agito e continuiamo ad agire da dio, ma il risultato non cambia, resta solo la nostra smisurata ambizione a poter fare da soli, non abbiamo bisogno di nessuno, nemmeno di Dio. L’uomo da solo è il centro dell’universo e la sua intelligenza basta a risolvere tutto. Ci sbagliamo.

Papa Benedetto ci ha richiamato fortemente sul bisogno che l’uomo ha di tendere non solo alla preparazione professionale, ma soprattutto alla “formazione del cuore”, la sola capace di condurre l’uomo all’incontro con Dio in Cristo e aprire l’animo all’incontro con i fratelli in una logica di amore.

 

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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