Il modello di Gesù e quello degli Apostoli

29 Domenica T.O. anno B

 

Il Vangelo di oggi ci racconta come Gesù per la terza volta, mentre è in cammino verso Gerusalemme annuncia ai discepoli la sua sorte futura, cioè la sua passione e morte.

Ma i discepoli non comprendono il suo dire, anzi, i fratelli Giacomo e Giovanni, forti del rapporto privilegiato con Gesù, avevano infatti assistito alla trasfigurazione sul Tabor assieme a Pietro, ora chiedono un particolare riconoscimento. Vogliono stare a destra e a sinistra nel regno che Gesù verrà ad instaurare. Cioè vogliono riconosciuti dei titoli speciali di onore e di gloria rispetto agli altri discepoli. Questa richiesta provoca indignazione negli altri, perché ognuno dei discepoli di Gesù aspira ad un posto di potere e di gloria nel regno futuro. E’ evidente che non hanno compreso nulla dell’insegnamento di Gesù. “Voi non sapete quello che chiedete” risponde il Maestro.

Il servizio di Dio e dei fratelli suppone il rinnegamento e la morte di sé. I due fratelli dimostrano di non aver capito la logica di vita a cui si ispira Gesù. Gesù non accetta la logica del mondo, dove i potenti dominano e i sudditi obbediscono, ma è venuto a indicare all’umanità un nuovo stile di vita.

“Dominio e servizio, egoismo e altruismo, possesso e dono, interesse e gratuità: queste logiche profondamente contrastanti si confrontano in ogni tempo e in ogni luogo” (Benedetto XVI°).

Seguire Gesù, per il discepolo significa imitare il Maestro, è certamente un compito gravoso, esigente, ma nello stesso tempo è un compito esaltante e ricco di vita. Il discepolo tuttavia deve essere disposto ad accettare tutto il cammino di Gesù, non può limitarsi a scegliere solo quelle parti che gli piacciono.

Così per il sacerdozio, coloro che sono chiamati al ministero devono viverlo integralmente, mettendo al centro della loro vita la croce, i sacrifici e non scegliere di vivere del sacerdozio solo gli aspetti  esteriori e vanagloriosi, così facendo si snatura il senso della missione del sacerdozio e la testimonianza dell’essere segno di Cristo si affievolisce, fino a diventare contro testimonianza.

Giacomo proverà sulla sua pelle il senso dell’essere discepolo di Gesù, è stato il primo dei dodici apostoli a subire il martirio, prima della Pasqua del 44 d.C. il re Agrippa lo fece decapitare a Gerusalemme. Gesù aveva insegnato ai discepoli che il servizio è l’unica via verso la vera grandezza. Non si può essere discepoli di Gesù senza accettare di servire senza riserve la Chiesa e i fratelli. Solo così si può essere discepoli, accettando un servizio libero e liberante allo stesso momento. Il discepolo di Gesù è libero perché accetta liberamente di farsi servo, è liberante perché con la sua vita testimonia la libertà evangelica e consente ad altri fratelli di accostarsi a Gesù con spirito di fede e di amore, sperimentando nella loro vita la forza liberante del vangelo.

Molte volte anche noi cadiamo nella tentazione di chiedere a Dio che ci faccia ciò che gli chiediamo, cioè che faccia la nostra volontà. Ciò rivela un modo di vivere la fede ispirata all’interesse personale e al soddisfacimento del proprio egoismo, dei propri interessi. Quando non si comprende la logica di Cristo, non si comprende la logica della Chiesa, la dimensione ecclesiale viene distorta a fini personali e di potere.

Il clericalismo, la sete di potere che oggi  tutti conosciamo, già segna la comunità dei dodici, Gesù orienta i dodici verso una nuova comprensione di vita. Suggerisce un modo nuovo di vivere la comunità, di vivere l’autorità, la comunione. La via è quella scelta da Lui, da Gesù fattosi servo per amore deve nascere  una Chiesa fatta serva per amore. In questa pagina evangelica Gesù evidenzia a chiare lettere la differenza che ci deve essere tra la comunità cristiana e le comunità civili: “tra voi non è così” , cioè come fanno gli altri, gli stati, le organizzazioni politiche ecc..

La differenza della Chiesa è sostanziosa, la Chiesa è una comunità alternativa, come la chiamava il card. Martini. E’ alternativa a tutte le forme di potere, di organizzazione sociale, economica, politica, è alternativa perché in essa regna la comunione, cioè la vita nello Spirito, la vita di Gesù, fatto servo per amore.

 

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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