Solennità di Cristo Re Anno B

Le letture di questa ultima domenica del tempo ordinario, solennità di cristo Re, contengono un messaggio escatologico, ossia un messaggio che si riferisce agli ultimi tempi, quando il Signore tornerà nella sua gloria per ricapitolare tutta la storia e consegnare la creazione a Dio. Allora sarà il momento di una nuova creazione, a immagine di Cristo risorto, una creazione dove l’umanità redenta sarà trasformata e resa simile agli angeli.

Credere che il Signore verrà nella gloria, significa affermare che il Signore è il signore del tempo e della storia. Oggi il Vangelo di Giovanni ci presenta il dialogo di Gesù con Pilato, per ben tre volte Gesù afferma che il suo regno non è di questo mondo. Pilato capiva solo i regni umani, non poteva comprendere il significato di un regno eterno, quel regno universale, di giustizia e di pace che inaugurerà il Cristo alla fine dei tempi.

Il Signore Gesù, mentre parla a Pilato, parla anche ad ognuno di noi, all’umanità di ogni razza e di ogni tempo, invitandoci ad alzare lo sguardo verso di lui e aprire gli occhi del cuore per comprendere che proprio dall’altare della croce si alza quel trono regale di Cristo crocifisso, destinato a giudicare la storia. Alla domanda di Pilato che cos’è la verità, Gesù risponde che chiunque è dalla verità ascolta la sua voce. Pilato non può ascoltarla perché è troppo preso dalle tante verità del mondo che si contraddicono a vicenda e quindi si annullano.

Anche noi, oggi, come ai tempi di Pilato corriamo dietro le nostre tante verità, alla fine ci perdiamo nel dedalo di verità che non ci indicano un vero cammino da seguire e ci perdiamo per strada. 

Solo Gesù è la via, la verità e la vita e solo passando dalla croce possiamo comprendere il senso profondo della verità. La regalità di Cristo si comprende solo se si fa la sua stessa esperienza, passando attraverso dall’ascolto della Parola, alla testimonianza di vita, fino al martirio.

Il mondo di oggi non ha compreso la regalità di Cristo perché è troppo concentrato sulle tante regalità umane, il successo, il potere, il denaro.

Tutte cose effimere e passeggere che non lasciano agli uomini nulla, se non l’illusione di momenti di gloria, anch’essi effimeri e per questo ancora più alienanti.

 

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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