Epifania 2022

Una stella continua a brillare nella notte del mondo

La solennità odierna completa il mistero del Natale di Gesù, come ricorda S.Leone Magno nel suo quinto sermone sull’Epifania: “…Carissimi, il valore di quei fatti pieni di mistero continua, e ciò che aveva inizio nel simbolo si compie nella realtà. La stella brilla ancora dal cielo mediante la grazia, e i tre Magi attratti dal fulgore della luce evangelica ogni giorno in tutte le nazioni accorrono ad adorare la potenza del sommo re.” (16, 2.1). Il cammino dei Magi deve divenire il nostro cammino di conversione dal “contro” al “con”. Questo passaggio si fonda sulla morte e risurrezione di Cristo. Mentre a Natale abbiamo celebrato la nascita eterna del Verbo nella nostra carne mortale, all’Epifania celebriamo le manifestazioni terrestri del Verbo. I Padri parlano dei “Tria Miracula”: la stella, le nozze di Cana, il Battesimo. I Magi ancora oggi ci rappresentano tutti, sono i nostri testimoni, ci svelano il mistero nascosto di Dio. Al pellegrinaggio esteriore i Magi sostituiscono quello interiore, il solo che ha il potere di cambiare cuori.  Scoprono un Dio diverso di quello che avevano immaginato e studiato, un Dio che è presente e si rivela nella piccolezza e nella semplice povertà di un bambino. Stravolge ogni congettura su di lui, e si rivela diverso da come era stato pensato e creduto. L’incontro con questo Dio è accompagnato da segni che devono essere decifrati, il cammino dei Magi è un percorso di fiducia, è un lasciarsi guidare dai segni del cielo, obbedendo ad essi. E’ un incamminarsi senza conoscere la meta, affidandosi unicamente a quella stella che brilla nel firmamento prima, e nei loro cuori dopo. E’ un pellegrinaggio, quello dei Magi, dove predomina la domanda, il bisogno di affidarsi agli altri con umiltà. E’ un pellegrinaggio segnato da tanti incontri, tanti scambi, condivisioni. Fino a giungere alla meta, quella vera: il riconoscimento di un bambino che è il figlio di Dio. Ogni volta che ci rifiutiamo di fare il percorso dei Magi, la tenebra persiste nei nostri cuori, restiamo chiusi nel nostro egoismo quando intendiamo la rivelazione di Dio in senso esclusivo ed escludente, attribuendo a Dio le nostre chiusure verso gli altri, i nostri rifiuti verso gli altri. Ci facciamo un’immagine di Dio falsa, che non risponde alla verità.

La fede, la religione diviene così un pretesto per vivere secondo il mondo, secondo le nostre visioni, le nostre convinzioni. Un Dio a nostro uso e consumo che ci rassicura sul nostro cuore e sui nostri pensieri. I Magi, anche oggi, ci indicano un percorso autentico per incontrare Dio, quindi “unisciti ai Magi che nella gioia accolgono il Signore che scende dal cielo” (Basilio di Cesarea).

Solo così possiamo comprendere il mistero della manifestazione del Signore che non finisce nell’Epifania, ma continua giorno per giorno nella storia di questa nostra umanità, fino alla sua pienezza, al suo definitivo compimento.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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