Chi di voi è senza peccato?

Quinta Domenica di Quaresima Anno C

La liturgia della Parola di questa domenica ci presenta l’episodio dell’adultera. Viviamo oggi in una società dove gli uomini e le donne hanno sempre una pietra in mano, pronta da scagliare contro qualcuno. I farisei, avendo sorpreso la donna in adulterio, hanno ragione dal loro punto di vista, di chiederne la lapidazione, è tutto legale.

Anche Gesù poi verrà condannato secondo la legge, anche per lui, tutto secondo legalità. Il Vangelo oggi ci insegna che si può commettere ogni ingiustizia osservando la legge. Però la pagina evangelica ci vuole insegnare una verità sconvolgente: una volta infranta la legge, vige la misericordia.

Gli accusatori della donna (sorpresa in  adulterio), hanno tutti dei peccati nascosti. Hanno peccato come la donna, ma tuttavia ora sono diventati i suoi implacabili accusatori. Gesù svela l’ipocrisia di certi comportamenti, svela i peccati nascosti e ci offre la chiave interpretativa per distinguere tra loro i peccati noti, da quelli occulti.

Da Gesù impariamo che il peccato manifesto di una persona è occasione per riconoscere il nostro peccato occulto e per chiedere la misericordia al Signore. Ora le pietre destinate contro la donna, saranno scagliate contro Gesù, in quel grido assurdo e blasfemo del “crucifiggi”. La misericordia si ottiene sempre con sacrificio, ha il suo prezzo. Impariamo da questo episodio dell’adultera che la legge, senza umanità può persino uccidere e umiliare.

Il momento in cui la donna sta davanti a Gesù, senza i suoi accusatori, è un momento solenne e insieme drammatico, S. Agostino lo coglie in pieno con la formula latina: “relicti sunt duo, misera et misericordia”, Rimasero in due, la miseria e la misericordia.

Ecco rivelato il delicato equilibrio tra la giustizia di Gesù nel non giustificare il peccato e la sua misericordia nel perdonare la peccatrice. Siamo davanti ad una delle grandi lezioni del Vangelo, il peccato è chiamato col suo nome, ma il peccatore è accolto e perdonato. La misericordia ha la meglio sulla giustizia perché guarda tutta la persona e non solo i fatti. Perché il Signore durante l’atto di accusa dei farisei contro la donna scrive per terra? Che significa questo gesto? In Ger. 17,13 si legge: “Quanti si allontanano da te saranno scritti nella polvere, perché hanno abbandonato la fonte d’acqua viva, il Signore”. Gesù vuole forse ricordare ai suoi avversari che sono diventati infedeli a Dio e per questo i loro nomi sono scritti nella polvere e perciò non sono destinati a durare. I farisei pretendono da Gesù una risposta per poterlo accusare, essi si sentono sicuri di stare dalla parte giusta, dalla parte della legge, ma Gesù li richiama ai loro peccati, per questo non possono condannare nessuno, perché sono anch’essi peccatori. Solo il perdono divino e il suo amore ricevuto con cuore aperto e sincero, ci danno la forza di resistere al male e di non peccare più. L’atteggiamento di Gesù allora diviene un modello da seguire per ogni comunità cristiana chiamata a fare dell’amore e del perdono il centro dell’annuncio evangelico e di testimoniarlo nella vita.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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