La Divina Misericordia

Seconda Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia

La pagina evangelica di questa domenica ci presenta il famoso episodio dell’incredulità di Tommaso davanti alla testimonianza dei discepoli che attestavano di aver visto il Maestro risorto. L’incredulità di Tommaso, dice Benedetto XVI° “ci è utile e preziosa, perché ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si è caricato delle piaghe dell’umanità ferita”. (8 aprile 2007). Quelle piaghe che prima erano ostacolo alla fede, l’incontro col risorto le ha trasformate in piena adesione alla fede pasquale di Tommaso e della comunità cristiana.  Ecco il Dio di Gesù Cristo, che si fa carico delle nostre piaghe e le trasfigura nella risurrezione del suo unico figlio. Perdonare è un atto speciale, che solo Dio sa fare in pienezza. Perdonare è un segno di unità, il Signore assume su di sè la nostra colpa e diventa tutt’uno con noi. Perdonare diventa un segno di unità con colui che è perdonato. Il Dio della Bibbia è come se avesse un doppio volto: inesorabile con i pagani, misericordioso con i figli del suo popolo. Nel Vangelo questa paternità di Dio si rivela universale. Ecco perchè il Padre di Gesù è pronto a perdonare sempre e tutti. Dopo la sua risurrezione, Gesù ha dato ai suoi discepoli il potere di perdonare i peccati. Farsi carico dei peccati di tutti, questo è lo scopo della Chiesa, la sua missione. Perché solo in Dio, la giustizia e il perdono sono uniti.

Per i padri della Chiesa l’eucaristia celebrata è anzitutto sacramento della misericordia e della remissione dei peccati. La santità di Dio si manifesta nella sua misericordia e la sua onnipotenza si manifesta nell’usare misericordia (non c’è peccato più grande della sua misericordia). San Tommaso dice che la giustizia senza misericordia è crudeltà. Annunciare la misericordia allora è il primo compito dell’evangelizzazione.

Isacco di Ninive dice: “Colui che riconosce il proprio peccato è più grande di colui che risuscita i morti”. C’è una preghiera di colletta che esprime mirabilmente questi insegnamenti:” O Dio, che manifesti la tua onnipotenza   soprattutto con il perdono e la misericordia, riversa continuamente su di noi la tua grazia”. (XXVI domenica p.a.).

La remissione dei peccati appare allora come segno distintivo della Chiesa che testimonia il Risorto, tanto che essa deve trasparire e manifestare nell’Eucaristia la gioia della Pasqua, festa del perdono, della vita nuova e della misericordia di Dio.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

Se ti piace, condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *