Il comandamento nuovo

Quinta Domenica di Pasqua anno C

 

Con l’uscita di Giuda dal cenacolo, comincia la glorificazione di Gesù: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui” (Gv.13,31). La glorificazione di Gesù inizia con la sua passione, ma è solo l’inizio, la sua glorificazione sarà definitiva nella gloria eterna assieme agli angeli e i santi. Il dramma di Gesù e la sua glorificazione si prolungano nella storia della cristianità fino alla fine dei tempi. La glorificazione di Gesù raggiunge il suo culmine con la morte in croce. Sapendo che avrebbe dovuto lasciare i suoi, Gesù lascia loro un insegnamento nuovo, che sarà alla base della loro vita futura.

Questo nuovo insegnamento, sarà una nuova regola di vita che permetterà di riconoscerli come discepoli del Signore. Come Gesù, così anche la vita dei discepoli deve irradiare questa rivelazione d’amore come una viva realtà. “Amatevi come io vi ho amati”. Il come significa al tempo stesso perché e tanto quanto. Nessun limite dunque all’amore dei discepoli tra loro.

L’amore fraterno, che ha il suo fondamento nella morte del Signore, è necessario per sostenere i discepoli nel periodo in cui resteranno soli. Questa regola di vita è nuova perché fondata su un avvenimento nuovo: La morte del Signore.

La Chiesa antica ha effettivamente praticato questo comandamento di Gesù, lo attestano il libro degli Atti e molti scritti dei Padri della Chiesa. “Accogliere la forma di Cristo in noi è accogliere l’amore” (Cirillo Alessandrino). Solo dopo l’uscita dal cenacolo di Giuda, Gesù dona il suo comandamento nuovo, vuole che dopo la sua morte, ai discepoli resti il suo amore.

La presenza del Risorto continuerà così nello spazio relazionale della vita comunitaria della Chiesa: gli uni, gli altri. Scrive Ignazio di Antiochia: “Nella vostra armonia e nel vostro amore concorde si canta Gesù Cristo”.

Cristo si fa presente e vivente nell’amore che abita le relazioni fraterne nella comunità cristiana.

L’amore che unisce tra loro i cristiani sarà la grande forza evangelizzatrice, sarà il modo di raccontare tra gli uomini della presenza vivente e operante del Risorto tra noi. La novità del comandamento di Gesù rispetto all’Antico Testamento, consiste nel fatto che mentre l’Antico Testamento esortava solo all’amore e non presentava alcun modello di amore, Gesù viceversa, ci fornisce un modello di come amare. Amatevi come io vi ho amati. E’ lui il modello.

La Chiesa oggi deve fornire dei modelli di come si possa amare il Signore e questi modelli sono i santi. Se oggi la Chiesa sembra aver perso la sua spinta evangelizzatrice, il motivo forse consiste nel fatto che i suoi membri si sono adeguati al mondo e non hanno più testimoniato a sufficienza l’amore di Gesù al mondo.

Le nostre comunità parrocchiali e non, sono diventate luoghi di divisione, di chiacchiericcio, di ricerca ostentata di visibilità, tutti atteggiamenti che rinnegano l’insegnamento di Gesù che oggi la liturgia ha proclamato.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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