A pregare si impara

XVII Domenica del T.O. Anno C

La liturgia della parola di questa domenica è tutta incentrata sulla preghiera di richiesta, sull’invocazione insistente per ottenere la misericordia (prima lettura). Abramo è padre nella fede ma anche modello di preghiera per ogni credente. Ma soprattutto Gesù è modello orante di ogni cristiano. Un suo discepolo, vedendo pregare Gesù, gli chiede: “Signore insegnaci a pregare” e il modello di paragone che sottostà a questa richiesta è il Battista. L’arte della preghiera è quella più difficile da apprendere, perché saper pregare non è di tutti. Saper fare richieste è di tutti, spesso la nostra cosiddetta preghiera si riduce a fare richieste a Dio. Ma la qualità della vita cristiana si misura dalla qualità della nostra preghiera. E qui onestamente dobbiamo riconoscere che la qualità della nostra preghiera è quanto mai scadente. La preghiera, dice Matta El Meskin, ha bisogno dell’esperienza. Preghiera è essenzialmente fare esperienza della presenza divina. Al di fuori de quest’esperienza di Dio non c’è preghiera. Ma quanti di noi cristiani, laici, preti ecc.. hanno mai fatto esperienza della presenza divina nella loro vita? Ammettiamolo con onestà, quasi mai! Ecco perché la nostra vita di preghiera è sterile e non ci trasforma dal di dentro. Anzi spesso la proposta di preghiera che circola nelle nostre comunità, gruppi, parrocchie ecc.. è alienante. Una preghiera che invece di liberare lega, diventa psicologicamente alienante. Una preghiera così, può diventare un veicolo per prendere in ostaggio la nostra anima, diventiamo così persone che dipendono, non sono più libere e con la scusa della preghiera diventiamo ostaggio di qualcuno che ci può manipolare a suo piacimento. La preghiera di Gesù è invece liberante, pacificante, contemplativa, che supera ogni opacità dell’anima e ci fa vedere ciò che è invisibile. La preghiera di Gesù dona gioia, riempie il cuore di speranza e ci fa gustare la bontà del Signore, fino a farci perdere nell’abisso del suo amore. La preghiera di Gesù è anticipo del paradiso, ci fa passare dalla fede alla visione. Ecco perché la preghiera del cristiano deve essere perseverante ed insistente, il Padre Nostro diviene allora il modello sublime di ogni preghiera.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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